Collegandosi al secondo comandamento, il pastore avventista Mihail Gravilita riflette sul bene che è venuto al popolo attraverso le leggi contenute nella Torah.
Norme che non erano solo religiose, ma profondamente umanizzanti: leggi igienico-sanitarie, agricole, sociali, pensate per gli stranieri, gli schiavi, la famiglia e il riposo.
Un sistema di tutela della vita che si rivela antesignano di molte norme civili e sanitarie arrivate secoli dopo, e che mostra il Decalogo come benedizione, non come peso.
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