Unica trilogia tragica greca a esserci pervenuta completa, l'Orestea del tragediografo Eschilo esamina a fondo molteplici e complesse tematiche; prima fra tutte, la guerra.
Il ratto di Elena, moglie del re di Sparta Menelao, da parte del troiano Paride è stata un'azione empia, la quale non solo ha infangato la nobile casata degli Atrídi, ma ha anche oltraggiato Zeus Xenios, protettore degli ospiti. Agamennone, sovrano della città di Argo, parte dunque per condurre una spedizione contro Troia.
Il rapimento di Elena non è che una delle numerose blasfemie e sciagure che da quel momento si succedono: per far sì che la flotta ellenica possa prendere il largo, Agamennone, sotto consiglio dell'indovino Calcante, sacrifica la figlia Ifigenia in Aulide, polis della Beozia; una volta giunto a destinazione, lui e i suoi uomini saccheggiano e distruggono i templi troiani, umiliano e annientano i vinti; durante il ritorno in patria numerose navi greche, vittime della volontà degli dèi, vanno incontro a dei naufragi, tali da far «fiorire il mare di cadaveri».
Gli spargimenti di sangue non terminano però con le vicende legate alla guerra di Troia. Clitemnestra, moglie di Agamennone, non ha mai dimenticato che è per colpa del marito se Ifigenia ha perso la vita; per tale ragione, spinta dalla sete di vendetta…