E’ salito a 26.083 il numero dei palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas, il 7 ottobre scorso. Intanto continua la tensione nel Mar Rosso. Americani e britannici lasciano lo Yemen. Poi parleremo della Giornata della Memoria
Continuano ad arrivare pessime notizie da Gaza. L'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha) ha confermato l'uccisione avvenuta nelle ultime 24 ore di venti palestinesi e il ferimento di altre 150 persone mentre erano in attesa di ricevere aiuti umanitari a Gaza. E c’è da registrare la presa di posizione della Corte dell’Aja che chiede a Israele di "prendere tutte le misure per prevenire qualunque atto di genocidio a Gaza" e di consentire i servizi di base alla Striscia. Risponde Nethanyhau: abbiamo diritto a difenderci.
Anche oggi un cargo inglese è stati colpito da missili partiti dallo Yemen, mentre ieri due navi Usa prese di mira dai ribelli Houthi sempre nel mar Rosso. I riflessi di questa crisi sono molti. Le ripercussioni dell’allungamento delle rotte marittime commerciali per gli attacchi militari che, di fatto, rendono impraticabile la navigazione nel Mar Rosso attraverso il canale di Suez, dove nell’ultimo mese il traffico commerciale è diminuito del 22%.
Come ogni anno, il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale che onora le vittime dell’Olocausto. La commemorazione, decisa dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite dell’1 novembre 2005, è stata fissata in quella data perché proprio quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Per commemorare quell’anniversario, sono tanti gli eventi e le iniziative organizzate nelle città italiane.
Che fine ha fatto lo smart working? E quali sono i pregi e i difetti di questa modalità di lavoro? Vi ricordate i tempi del lockdown? Un terzo dei lavoratori dipendenti in Italia, 7,2 milioni, nel 2021 lavorò da remoto, con una quota maggiore nella Pubblica Amministrazione (39,7%) e minore nel privato (30,8%). Meno del 2020, quando si raggiunse il picco di quasi 8,9 milioni di lavoratori, ma certo molti di più che nel periodo precedente alla pandemia. E allora come funziona la proroga dello smart working nel 2024 e, soprattutto, quali lavoratori possono beneficiarne? Sono questi i principali interrogativi che, nelle ultime settimane, coinvolgono sia i dipendenti privati che quelli pubblici, soprattutto fra coloro che si trovano ad accudire figli minori o sono considerati soggetti fragili. Per effetto del Decreto Anticipi e del Decreto Milleproroghe approvati lo scorso dicembre, lavoratori privati e pubblici si trovano in due differenti situazioni. I primi potranno infatti approfittare della proroga dello smart working fino al 31 marzo 2024, i secondi dovranno invece concordare singolarmente eventuali estensioni con la loro organizzazione di riferimento.
Ospiti a Il Mondo alla Radio, Radio Vaticana:
Mary Calvelli, della ong Progettomondo
Simone Gamberini è il presidente di Legacoop
Gabriele Rigano, professore a Roma Tre, della Comunità della Sant’Egidio
Miriam Spizzichino, nipote di Settimia
Francesco Maria Spanò, che ha scritto il libro “Lo smart working tra la libertà degli antichi e quella dei moderni”
Luca Giustiniano è professore di organizzazione aziendale alla Luis di Roma
Alessandra Ricci, a.d. di Sace
Stefano Mirabile di South working.
In studio: Alessandro Guarasci