In che direzione va il mercato del lavoro in Italia, e che fine farà lo stato sociale in Italia?
Oggi si è tenuta la cerimonia di apertura delle celebrazioni per i 125 anni dalla fondazione dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, l’Inps. Il presidente Pasquale Tridico ha ricordato “solo 20 anni fa, l'Istituto offriva prestazioni e servizi nell'ordine di qualche decina. Oggi ne gestisce oltre 400. Per volontà dei Governi e Parlamenti che si sono succeduti, INPS ha incrementato il numero e la varietà delle prestazioni sociali e accorpato a sé altri enti previdenziali”. E poi: "La storia dell'Inps testimonia che c’è un legame tra lavoro e welfare.
C’è un dato positivo, a gennaio 2023, le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps sono state infatti il nove per cento in meno rispetto a dicembre e il 50,2 per cento in meno rispetto a gennaio 2022. I rientri dalla cassa integrazione, quindi, potrebbero giustificare i numeri positivi sull’occupazione. Ma questo non significa che non ci siano situazioni di crisi. E’ di questi giorni la vicenda Portovesme con gli operai sulla ciminiera in forma di protesta. Oggi incontro al ministero proprio per cercare una soluzione. Nei fatti però il settore della chimica, una volta un vanto dell’Italia , attraversa una fase di deindustrializzazione.
Ma non c’è solo il lavoro dipendente, ne ha parlato anche Tridico Sono le partite Iva, i lavoratori autonomi, artigiani, esercenti, piccoli commercianti e liberi professionisti iscritti agli ordini o alle casse la categoria professionale che è stata la più colpita dal Covid. In questi ultimi due anni questo popolo di microimprenditori, il mondo del lavoro indipendente, si è decisamente assottigliato: all'appello, infatti, mancavano a metà 2022, 321 mila lavoratori.
Ospiti a Radio Vaticana, Il Mondo alla Radio
Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico
Paolo Ricotti, presidente del patronato Acli
Lorenzo Zoli segretario nazionale Femca Cisl
Daniel Zanda, presidente di Vivace
In studio Alessandro Guarasci