Trascorso il centesimo giorno di una guerra che doveva durarne, secondo i suoi brillanti pianificatori, tre o poco più. Un paio di settimane al massimo, assicurava il capo dell’Fsb Sergey Beseda mentre chiedeva al Cremlino decine di milioni di rubli per foraggiare una fantomatica quinta colonna russofila tra i ranghi dei corrotti nazidrogati ucraini.
Tanto valeva comprare, con quei soldi, la Fontana di Trevi.