Il saluto si è trasformato nel tempo e ha assunto modalità e forme diverse a seconda del rango e della posizione sociale. Alla corte di Francia, tra inchini e riverenze, era chiaro il ruolo di prestigio ricoperto da chi riceveva il saluto. Più definito è invece il valore politico e di potere dato al saluto durante il fascismo e il nazismo, dove nulla era lasciato alla libertà, ma tutto diventava un segnale chiaro della posizione politica in cui ci si riconosceva. Santa Abiusi, già docente di lingua francese e referente dei ministeri femminili della chiesa avventista di Bari, ci offre un panorama poco conosciuto dell’evolversi del saluto.
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