“Basta con il silenzio sporco delle convenienze. Il caporalato cresce nelle zone grigie”. E’ un durissimo j’accuse rivolto “alle istituzioni, alla politica, alla Chiesa, alle comunità locali, al mondo agricolo, alle imprese, ai cittadini”, quello lanciato dal vicepresidente della Cei e vescovo di Cassano allo Jonio, monsignor Francesco Savino dopo la strage di quattro braccianti pakistani vittime della mafia del caporalato. Claudio Coppini e Roberto Vacca hanno chiesto un parere al pastore avventista Nino Plano.
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