L'atto unico racconta una serata nel "Circolo della caccia", nome fittizio che serve da copertura per una casa da gioco clandestina, gestita da don Gennaro Fierro (detto "punto e virgola"; soprannome, questo, affibbiatogli "affettuosamente dai compagni di galera"). Gennaro Fierro è il fidanzato di Peppinella (da lui chiamata "Sciù Sciù"), una donna che vive, insieme alla madre, Assunta (la "marchesa madre"), nel Circolo. Filomena è la cameriera del Circolo e delle due donne, disperata per i modi rozzi di come la trattano. Mentre fervono i preparativi per una serata di gioco, arrivano don Gennaro Fierro e un altro uomo, Luigi Poveretti. Quest'ultimo viene istruito dal gestore del "circolo" per fare il nuovo "palo", per aiutarlo, cioè, a vincere passandogli opportunamente le carte, sollecitato da determinati segni concordati tra i due. Altro personaggio importante nella bisca è "il Barone", che ha il compito di trovare giocatori inesperti da utilizzare come "polli da spennare". Uno di questi è l'avvocato Peppino Fattibbene, che durante la stessa serata viene portato al circolo proprio dal Barone.
La casa da gioco è frequentata anche da altri personaggi. Uno di essi è Scuppetella, pregiudicato per furto. Un altro è Scamuso, latitante e ricercato per aver ucciso sua moglie. Sono amici, anche se il loro rapporto è caratterizzato da una forte rivalità nel gioco d'azzardo. Quando il gruppo dei giocatori è completo, con l'arrivo di Barbarella ("dama di compagnia" di Assunta), di Giovannino (giocatore incallito, rovinato dai debiti) e di Riccardo (amico di Giovannino e fidanzato della sorella di quest'ultimo, Emilia), si può cominciare il gioco.
Due sorelle, Rosetta e Rafilina (rispettivamente, la baronessina Rosy e la contessina Fifì), hanno il compito di far cadere le inibizioni dell'avvocato Fattibene, allo scopo di fargli effettuare puntate alte. Luigi Poveretti, che nel frattempo ha fatto conoscenza con l'avvocato, dimostra di non essere all'altezza del compito assegnatogli e mette in difficoltà don Gennaro, il quale, ogni tanto, lo trascina con sé in bagno per punirlo a furia di schiaffi.
All'improvviso, giunge nella casa da gioco Emilia, sorella di Giovannino, la quale lancia accuse pesanti contro don Gennaro Fierro e gli altri giocatori. Mentre il litigio è al culmine, arriva la notizia che sta arrivando la polizia. Immediatamente Fierro e i suoi iniziano a trasformare la sala da gioco in un innocuo salone, nascondendo le fiche e il denaro in una fioriera, rendendo un quadro raffigurante un'immagine sacra quello che, in realtà, è il tavolo da gioco, e sostituendo i lampadari e altre parti dell'arredamento in modo da rendere l'ambiente meno sospetto. Inoltre, il latitante Scamuso viene nascosto dietro un quadro.
All'arrivo della polizia, guidata da un severo delegato, non ci vuole molto a smascherare la bisca, grazie alle rivelazioni di Luigi Poveretti. Ben presto tutta la comitiva, ad eccezione di Giovannino, che la sorella riesce a trascinare via, viene trasportata al commissariato, nella scena che chiude l'atto unico.