Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • Hal Willner: That's The Way I Feel Now (1)
    Nell'84 Hal Willner, che dall'81 è diventato coordinatore musicale del popolare programma televisivo Saturday Night Live, allestisce un secondo, memorabile, album-tributo, questa volta a Thelonious Monk, che era mancato nell'82. Gli ingredienti sono gli stessi già impiegati brillantemente in Amarcord Nino Rota, ma su una scala più ampia - un Lp doppio - e con un tasso più alto di partecipazioni di ambito pop-rock. Anche qui il livello della musica è straordinario, con interpretazioni dei cavalli di battaglia di Monk spesso decisamente irrituali, ma sempre senza tradire lo spirito del grande pianista-compositore; anche qui è di grande effetto l'assortimento di musicisti coinvolti; e anche qui è una sorpresa trovare impegnati musicisti la cui associazione con la musica di Monk non è affatto scontata. In questa puntata percorriamo il primo Lp e arriviamo all'inizio della terza facciata: con, nell'ordine, Bruce Fowler (trombonista con Zappa e Captain Beefheart), i NRBQ, Donald Fagen, Dr. John, la band di Carla Bley con Johnny Griffin, Barry Harris, il gruppo dance Was (Not Was) con Sheila Jordan, Mark Bingham, Steve Lacy in duo con Charlie Rouse, veterano dei gruppi di Monk, Sharon Freeman, Todd Rundgren.
    1 hr
  • Hal Willner: That's The Way I Feel Now (1)
    Nell'84 Hal Willner, che dall'81 è diventato coordinatore musicale del popolare programma televisivo Saturday Night Live, allestisce un secondo, memorabile, album-tributo, questa volta a Thelonious Monk, che era mancato nell'82. Gli ingredienti sono gli stessi già impiegati brillantemente in Amarcord Nino Rota, ma su una scala più ampia - un Lp doppio - e con un tasso più alto di partecipazioni di ambito pop-rock. Anche qui il livello della musica è straordinario, con interpretazioni dei cavalli di battaglia di Monk spesso decisamente irrituali, ma sempre senza tradire lo spirito del grande pianista-compositore; anche qui è di grande effetto l'assortimento di musicisti coinvolti; e anche qui è una sorpresa trovare impegnati musicisti la cui associazione con la musica di Monk non è affatto scontata. In questa puntata percorriamo il primo Lp e arriviamo all'inizio della terza facciata: con, nell'ordine, Bruce Fowler (trombonista con Zappa e Captain Beefheart), i NRBQ, Donald Fagen, Dr. John, la band di Carla Bley con Johnny Griffin, Barry Harris, il gruppo dance Was (Not Was) con Sheila Jordan, Mark Bingham, Steve Lacy in duo con Charlie Rouse, veterano dei gruppi di Monk, Sharon Freeman, Todd Rundgren.
    1 hr
  • Hal Willner: Amarcord Nino Rota
    La sua attività di produttore è stata amplissima e variegata: lavorò fra gli altri con Lou Reed e Marianne Faithful, e nelle prima metà degli ottanta fu coordinatore musicale del popolarissimo programma televisivo Saturday Night Live. Ma la fama internazionale di Hal Willner - mancato il 7 aprile scorso per complicazioni da coronavirus - è legata in particolare ad alcuni memorabili album-tributo che Willner allesti' a partire dal principio degli ottanta. All'epoca la compresenza in uno stesso album di artisti appartenenti ad ambiti musicali diversi era tutt'altro che scontata. Nell'81 Willner, venticinquenne, realizzò Amarcord Nino Rota, un omaggio all'autore delle musiche dei film di Fellini: la genialità di Willner stava tanto nell'assortimento di musicisti coinvolti, quanto nella sorpresa che riusciva ad ingenerare nell'ascoltatore proponendogli la musica del grande compositore rivisitata da artisti la cui associazione col mondo musicale di Rota e dei film di Fellini era in molti casi tutt'altro che ovvia: chi si sarebbe aspettato di trovare Rota interpretato da Deborah Harry, la cantante dei Blondie, figura di culto della new wave anni settanta, e da Muhal Richard Abrams, guru dell'avanguardia chicagoana? Oltre a loro Jaki Byard, Bill Frisell, Carla Bley (in uno strepitoso Otto e mezzo), e Steve Lacy (in un magico Roma in solo al soprano).
    1 hr
  • Hal Willner: Amarcord Nino Rota
    La sua attività di produttore è stata amplissima e variegata: lavorò fra gli altri con Lou Reed e Marianne Faithful, e nelle prima metà degli ottanta fu coordinatore musicale del popolarissimo programma televisivo Saturday Night Live. Ma la fama internazionale di Hal Willner - mancato il 7 aprile scorso per complicazioni da coronavirus - è legata in particolare ad alcuni memorabili album-tributo che Willner allesti' a partire dal principio degli ottanta. All'epoca la compresenza in uno stesso album di artisti appartenenti ad ambiti musicali diversi era tutt'altro che scontata. Nell'81 Willner, venticinquenne, realizzò Amarcord Nino Rota, un omaggio all'autore delle musiche dei film di Fellini: la genialità di Willner stava tanto nell'assortimento di musicisti coinvolti, quanto nella sorpresa che riusciva ad ingenerare nell'ascoltatore proponendogli la musica del grande compositore rivisitata da artisti la cui associazione col mondo musicale di Rota e dei film di Fellini era in molti casi tutt'altro che ovvia: chi si sarebbe aspettato di trovare Rota interpretato da Deborah Harry, la cantante dei Blondie, figura di culto della new wave anni settanta, e da Muhal Richard Abrams, guru dell'avanguardia chicagoana? Oltre a loro Jaki Byard, Bill Frisell, Carla Bley (in uno strepitoso Otto e mezzo), e Steve Lacy (in un magico Roma in solo al soprano).
    1 hr
  • Hal Willner: Amarcord Nino Rota
    La sua attività di produttore è stata amplissima e variegata: lavorò fra gli altri con Lou Reed e Marianne Faithful, e nelle prima metà degli ottanta fu coordinatore musicale del popolarissimo programma televisivo Saturday Night Live. Ma la fama internazionale di Hal Willner - mancato il 7 aprile scorso per complicazioni da coronavirus - è legata in particolare ad alcuni memorabili album-tributo che Willner allesti' a partire dal principio degli ottanta. All'epoca la compresenza in uno stesso album di artisti appartenenti ad ambiti musicali diversi era tutt'altro che scontata. Nell'81 Willner, venticinquenne, realizzò Amarcord Nino Rota, un omaggio all'autore delle musiche dei film di Fellini: la genialità di Willner stava tanto nell'assortimento di musicisti coinvolti, quanto nella sorpresa che riusciva ad ingenerare nell'ascoltatore proponendogli la musica del grande compositore rivisitata da artisti la cui associazione col mondo musicale di Rota e dei film di Fellini era in molti casi tutt'altro che ovvia: chi si sarebbe aspettato di trovare Rota interpretato da Deborah Harry, la cantante dei Blondie, figura di culto della new wave anni settanta, e da Muhal Richard Abrams, guru dell'avanguardia chicagoana? Oltre a loro Jaki Byard, Bill Frisell, Carla Bley (in uno strepitoso Otto e mezzo), e Steve Lacy (in un magico Roma in solo al soprano).
    1 hr
  • Felipe Salles: The New Immigrant Experience
    Felipe Salles è nato a Sao Paulo, e in Brasile ha lavorato come sassofonista nell'ambito del jazz ma anche con personaggi di primo piano della musica popolare brasiliana come Daniela Mercury. Alla metà degli anni novanta si è trasferito negli Stati Uniti, prima a Boston, per approfondire i propri studi musicali, e poi a New York, dove si è affermato come compositore e artefice di progetti notevolmente originali, fra jazz, musica contemporanea e world music. Per quanto riguarda il jazz, Salles negli Stati Uniti ha lavorato fra gli altri con Randy Brecker, Dave Liebman, Jerry Bergonzi, Bob Moses. La sigla della nostra trasmissione Considera l'armadillo è tratta da un brillante album di Salles, il cd del 2014 Ugandan Suite. Pubblicato dalla Tapestry Records, The New Immigrant Experience propone musica ispirata da conversazioni dello stesso Salles con dreamers, immigrati che sono arrivati negli Usa irregolarmente da bambini: Obama aveva creato un programma che dava ai dreamers la possibilità di vivere, lavorare e studiare legalmente negli Usa, ma poi questo programma è entrato nel mirino delle politiche anti-immigrati di Trump. Salles, che malgrado i prestigiosi riconoscimenti ottenuti con la sua attività non ha dimenticato di essere un immigrato, ha dichiarato di considerare un onore avere incontrato le persone che ha intervistato e aver potuto con la sua musica raccontare le loro storie.
    1 hr
  • Felipe Salles: The New Immigrant Experience
    Felipe Salles è nato a Sao Paulo, e in Brasile ha lavorato come sassofonista nell'ambito del jazz ma anche con personaggi di primo piano della musica popolare brasiliana come Daniela Mercury. Alla metà degli anni novanta si è trasferito negli Stati Uniti, prima a Boston, per approfondire i propri studi musicali, e poi a New York, dove si è affermato come compositore e artefice di progetti notevolmente originali, fra jazz, musica contemporanea e world music. Per quanto riguarda il jazz, Salles negli Stati Uniti ha lavorato fra gli altri con Randy Brecker, Dave Liebman, Jerry Bergonzi, Bob Moses. La sigla della nostra trasmissione Considera l'armadillo è tratta da un brillante album di Salles, il cd del 2014 Ugandan Suite. Pubblicato dalla Tapestry Records, The New Immigrant Experience propone musica ispirata da conversazioni dello stesso Salles con dreamers, immigrati che sono arrivati negli Usa irregolarmente da bambini: Obama aveva creato un programma che dava ai dreamers la possibilità di vivere, lavorare e studiare legalmente negli Usa, ma poi questo programma è entrato nel mirino delle politiche anti-immigrati di Trump. Salles, che malgrado i prestigiosi riconoscimenti ottenuti con la sua attività non ha dimenticato di essere un immigrato, ha dichiarato di considerare un onore avere incontrato le persone che ha intervistato e aver potuto con la sua musica raccontare le loro storie.
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  • Felipe Salles: The New Immigrant Experience
    Felipe Salles è nato a Sao Paulo, e in Brasile ha lavorato come sassofonista nell'ambito del jazz ma anche con personaggi di primo piano della musica popolare brasiliana come Daniela Mercury. Alla metà degli anni novanta si è trasferito negli Stati Uniti, prima a Boston, per approfondire i propri studi musicali, e poi a New York, dove si è affermato come compositore e artefice di progetti notevolmente originali, fra jazz, musica contemporanea e world music. Per quanto riguarda il jazz, Salles negli Stati Uniti ha lavorato fra gli altri con Randy Brecker, Dave Liebman, Jerry Bergonzi, Bob Moses. La sigla della nostra trasmissione Considera l'armadillo è tratta da un brillante album di Salles, il cd del 2014 Ugandan Suite. Pubblicato dalla Tapestry Records, The New Immigrant Experience propone musica ispirata da conversazioni dello stesso Salles con dreamers, immigrati che sono arrivati negli Usa irregolarmente da bambini: Obama aveva creato un programma che dava ai dreamers la possibilità di vivere, lavorare e studiare legalmente negli Usa, ma poi questo programma è entrato nel mirino delle politiche anti-immigrati di Trump. Salles, che malgrado i prestigiosi riconoscimenti ottenuti con la sua attività non ha dimenticato di essere un immigrato, ha dichiarato di considerare un onore avere incontrato le persone che ha intervistato e aver potuto con la sua musica raccontare le loro storie.
    1 hr
  • Ricordo di Manu Dibango, 1933-2020
    Battistrada della musica africana moderna, antesignano della world music, Manu Dibango aveva cominciato con il jazz, che è poi sempre rimasto il suo grande amore. Mandato dai genitori a proseguire i suoi studi in Europa, Dibango era sbarcato sedicenne a Marsiglia nel '49: la scoperta del jazz, che negli anni cinquanta in Francia con personaggi come Sidney Bechet - uno degli eroi di Dibango - era popolarissimo, aveva portato Manu a imparare a suonare il sax. Tra i brani con cui, ad una settimana dalla scomparsa, gli rendiamo omaggio, ascoltiamo Petite Fleur, grande successo di Bechet riletto da Dibango nel 2007 in un album dedicato al pioniere del jazz di New Orleans, e Electric Africa, dall'omonimo album di Dibango, in cui il musicista camerunese è in compagnia fra gli altri di Herbie Hancock e Bill Laswell: oltre naturalmente a Soul Makossa.
    1 hr
  • Ricordo di Manu Dibango, 1933-2020
    Battistrada della musica africana moderna, antesignano della world music, Manu Dibango aveva cominciato con il jazz, che è poi sempre rimasto il suo grande amore. Mandato dai genitori a proseguire i suoi studi in Europa, Dibango era sbarcato sedicenne a Marsiglia nel '49: la scoperta del jazz, che negli anni cinquanta in Francia con personaggi come Sidney Bechet - uno degli eroi di Dibango - era popolarissimo, aveva portato Manu a imparare a suonare il sax. Tra i brani con cui, ad una settimana dalla scomparsa, gli rendiamo omaggio, ascoltiamo Petite Fleur, grande successo di Bechet riletto da Dibango nel 2007 in un album dedicato al pioniere del jazz di New Orleans, e Electric Africa, dall'omonimo album di Dibango, in cui il musicista camerunese è in compagnia fra gli altri di Herbie Hancock e Bill Laswell: oltre naturalmente a Soul Makossa.
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