Jazz Anthology

Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • Wayne Shorter (1)
    Senza dubbio una delle più grandi figure del jazz contemporaneo, ultimamente Wayne Shorter ha dovuto, a 86 anni e dopo la sua straordinaria carriera, fare ricorso all'aiuto di amici, colleghi e fan perché - in un paese come gli Stati Uniti che non assicura ai propri cittadini l'assistenza sanitaria - ha problemi di salute ma manca delle risorse ecominiche necessarie per poter ricevere cure adeguate: è una ingiustizia che ci addolora e che ci spinge a rendere omaggio a questo musicista che gli Stati Uniti dovrebbero considerare un grande patrimonio nazionale. Lo facciamo con una serie di puntate che ripercorrono, a grandi campate, la sua attività. Cominciamo dal Wayne Shorter che fra il '59 e il '64 si mette in luce non solo come sax tenore, ma anche come compositore di molto del nuovo materiale in repertorio e come direttore musicale con una formazione di primissimo ordine come i popolari e temibili Jazz Messengers di Art Blakey.
    1 hr
  • Omaggio a Ellis Marsalis: Marsalis Family
    Ellis Marsalis è una di quelle figure che i casi e le scelte della vita hanno tenuto lontano dal centro della vita jazzistica: ha passato tutta la sua vita a New Orleans, dove era nato nel 1934, e, eccellente pianista (negli anni cinquanta entrò in contatto con Ornette Coleman, negli anni sessanta incise con Nat e Cannonball Adderley) e insegnante di grande valore, sarebbe rimasto una gloria locale, se a proiettarlo ad una notorietà nazionale e internazionale non fosse poi intervenuta l'affermazione dei suoi figli e in particolare la celebrità di Wynton. Ellis Marsalis è mancato il primo aprile, portato via dal coronavirus: gli rendiamo omaggio con Marsalis Family, un brillantissimo album ricavato dal primo concerto - a New Orleans nel 2001 - in cui Ellis Marsalis e i suoi quattro figli musicisti - Wynton alla tromba, Delfeayo al trombone, Branford ai sax, Jason alla batteria - si trovarono riuniti sullo stesso palco.
    1 hr 1 min
  • Omaggio a Ellis Marsalis: Marsalis Family
    Ellis Marsalis è una di quelle figure che i casi e le scelte della vita hanno tenuto lontano dal centro della vita jazzistica: ha passato tutta la sua vita a New Orleans, dove era nato nel 1934, e, eccellente pianista (negli anni cinquanta entrò in contatto con Ornette Coleman, negli anni sessanta incise con Nat e Cannonball Adderley) e insegnante di grande valore, sarebbe rimasto una gloria locale, se a proiettarlo ad una notorietà nazionale e internazionale non fosse poi intervenuta l'affermazione dei suoi figli e in particolare la celebrità di Wynton. Ellis Marsalis è mancato il primo aprile, portato via dal coronavirus: gli rendiamo omaggio con Marsalis Family, un brillantissimo album ricavato dal primo concerto - a New Orleans nel 2001 - in cui Ellis Marsalis e i suoi quattro figli musicisti - Wynton alla tromba, Delfeayo al trombone, Branford ai sax, Jason alla batteria - si trovarono riuniti sullo stesso palco.
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  • Omaggio a Ellis Marsalis: Marsalis Family
    Ellis Marsalis è una di quelle figure che i casi e le scelte della vita hanno tenuto lontano dal centro della vita jazzistica: ha passato tutta la sua vita a New Orleans, dove era nato nel 1934, e, eccellente pianista (negli anni cinquanta entrò in contatto con Ornette Coleman, negli anni sessanta incise con Nat e Cannonball Adderley) e insegnante di grande valore, sarebbe rimasto una gloria locale, se a proiettarlo ad una notorietà nazionale e internazionale non fosse poi intervenuta l'affermazione dei suoi figli e in particolare la celebrità di Wynton. Ellis Marsalis è mancato il primo aprile, portato via dal coronavirus: gli rendiamo omaggio con Marsalis Family, un brillantissimo album ricavato dal primo concerto - a New Orleans nel 2001 - in cui Ellis Marsalis e i suoi quattro figli musicisti - Wynton alla tromba, Delfeayo al trombone, Branford ai sax, Jason alla batteria - si trovarono riuniti sullo stesso palco.
    1 hr 1 min
  • Hal Willner: Weird Nightmare (2)
    Completiamo l'ascolto dell'album dedicato da Hal Willner: oltre ai musicisti ricorrenti nell'album, troviamo come ospiti fra gli altri Chuck D dei Public Enemy, il banjoista Tony Trischka, lo scrittore Hubert Selby Jr e Leonard Cohen come voci recitanti, la vocalist Diamanda Galas, di nuovo Charlie Watts, questa volta con Keith Richards, e Dr John come vocalist. Dopo questo album-tributo, Willner ha continuato producendo album di personaggi come Lou Reed e Marianne Faithful, ma anche di scrittori e poeti come William Burroughs e Allen Ginsberg, lavorando per il cinema (America oggi e Kansas City di Altman), allestendo due album di canzoni di marinai e pirati. Concludiamo la puntata con due bonus, in attesa di ascoltare il suo album-tributo postumo dedicato a Marc Bolan, in uscita a settembre.
    1 hr
  • Hal Willner: Weird Nightmare (2)
    Completiamo l'ascolto dell'album dedicato da Hal Willner: oltre ai musicisti ricorrenti nell'album, troviamo come ospiti fra gli altri Chuck D dei Public Enemy, il banjoista Tony Trischka, lo scrittore Hubert Selby Jr e Leonard Cohen come voci recitanti, la vocalist Diamanda Galas, di nuovo Charlie Watts, questa volta con Keith Richards, e Dr John come vocalist. Dopo questo album-tributo, Willner ha continuato producendo album di personaggi come Lou Reed e Marianne Faithful, ma anche di scrittori e poeti come William Burroughs e Allen Ginsberg, lavorando per il cinema (America oggi e Kansas City di Altman), allestendo due album di canzoni di marinai e pirati. Concludiamo la puntata con due bonus, in attesa di ascoltare il suo album-tributo postumo dedicato a Marc Bolan, in uscita a settembre.
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  • Hal Willner: Weird Nightmare (2)
    Completiamo l'ascolto dell'album dedicato da Hal Willner: oltre ai musicisti ricorrenti nell'album, troviamo come ospiti fra gli altri Chuck D dei Public Enemy, il banjoista Tony Trischka, lo scrittore Hubert Selby Jr e Leonard Cohen come voci recitanti, la vocalist Diamanda Galas, di nuovo Charlie Watts, questa volta con Keith Richards, e Dr John come vocalist. Dopo questo album-tributo, Willner ha continuato producendo album di personaggi come Lou Reed e Marianne Faithful, ma anche di scrittori e poeti come William Burroughs e Allen Ginsberg, lavorando per il cinema (America oggi e Kansas City di Altman), allestendo due album di canzoni di marinai e pirati. Concludiamo la puntata con due bonus, in attesa di ascoltare il suo album-tributo postumo dedicato a Marc Bolan, in uscita a settembre.
    1 hr
  • Hal Willner: Stay Awake (2); Weird Nightmare (1)
    ..Con i brani con protagonisti James Taylor e Ringo Starr con Herb Alpert si conclude Stay Awake. Quattro anni dopo, nel '92, Willner realizza un altro album tributo, questa volta dedicato a Charles Mingus. La fisionomia di questo lavoro è piuttosto diversa da quella dei precedenti omaggi di Willner: invece di una grande varietà di artisti, qui c'è un gruppo base (fra gli altri Francis Thumm, Bill Frisell, Gary Lucas, Marc Ribot, Don Alias, percussionista in Bitches Brew di Miles, Greg Cohen, il contrabbassista la cui fama è legata alla sua collaborazione con John Zorn e Tom Waits) e una serie di ospiti: fra quelli che ascoltiamo in questa puntata Henry Threadgill, Robbie Robertson, Elvis Costello, Vernon Reid, Henry Rollins, Charlie Watts. Inoltre Willner sceglie di impiegare alcuni dei particolarissimi strumenti ideati dal compositore Harry Partch. Rispetto ai suoi precedenti album-tributo, qui Willner non è solo il regista dell'insieme dell'operazione ma è anche molto più direttamente responsabile del risultato complessivo, in termini di impronta musicale e di sound: e l'ambito pop-rock è rappresentato da alcuni suoi illustri protagonisti, ma non altrettanto come estetica. Nei brani che ci rimangono da ascoltare nella prossima puntata, anche un altro degli Stones, Keith Richards.
    1 hr
  • Hal Willner: Stay Awake (2); Weird Nightmare (1)
    ..Con i brani con protagonisti James Taylor e Ringo Starr con Herb Alpert si conclude Stay Awake. Quattro anni dopo, nel '92, Willner realizza un altro album tributo, questa volta dedicato a Charles Mingus. La fisionomia di questo lavoro è piuttosto diversa da quella dei precedenti omaggi di Willner: invece di una grande varietà di artisti, qui c'è un gruppo base (fra gli altri Francis Thumm, Bill Frisell, Gary Lucas, Marc Ribot, Don Alias, percussionista in Bitches Brew di Miles, Greg Cohen, il contrabbassista la cui fama è legata alla sua collaborazione con John Zorn e Tom Waits) e una serie di ospiti: fra quelli che ascoltiamo in questa puntata Henry Threadgill, Robbie Robertson, Elvis Costello, Vernon Reid, Henry Rollins, Charlie Watts. Inoltre Willner sceglie di impiegare alcuni dei particolarissimi strumenti ideati dal compositore Harry Partch. Rispetto ai suoi precedenti album-tributo, qui Willner non è solo il regista dell'insieme dell'operazione ma è anche molto più direttamente responsabile del risultato complessivo, in termini di impronta musicale e di sound: e l'ambito pop-rock è rappresentato da alcuni suoi illustri protagonisti, ma non altrettanto come estetica. Nei brani che ci rimangono da ascoltare nella prossima puntata, anche un altro degli Stones, Keith Richards.
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  • Hal Willner: Stay Awake (2); Weird Nightmare (1)
    ..Con i brani con protagonisti James Taylor e Ringo Starr con Herb Alpert si conclude Stay Awake. Quattro anni dopo, nel '92, Willner realizza un altro album tributo, questa volta dedicato a Charles Mingus. La fisionomia di questo lavoro è piuttosto diversa da quella dei precedenti omaggi di Willner: invece di una grande varietà di artisti, qui c'è un gruppo base (fra gli altri Francis Thumm, Bill Frisell, Gary Lucas, Marc Ribot, Don Alias, percussionista in Bitches Brew di Miles, Greg Cohen, il contrabbassista la cui fama è legata alla sua collaborazione con John Zorn e Tom Waits) e una serie di ospiti: fra quelli che ascoltiamo in questa puntata Henry Threadgill, Robbie Robertson, Elvis Costello, Vernon Reid, Henry Rollins, Charlie Watts. Inoltre Willner sceglie di impiegare alcuni dei particolarissimi strumenti ideati dal compositore Harry Partch. Rispetto ai suoi precedenti album-tributo, qui Willner non è solo il regista dell'insieme dell'operazione ma è anche molto più direttamente responsabile del risultato complessivo, in termini di impronta musicale e di sound: e l'ambito pop-rock è rappresentato da alcuni suoi illustri protagonisti, ma non altrettanto come estetica. Nei brani che ci rimangono da ascoltare nella prossima puntata, anche un altro degli Stones, Keith Richards.
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