Jazz Anthology

Jazz Anthology

By Radio PopolareMusic
Download on the App Store

Jazz Anthology episodes

  • Wayne Shorter (4)
    ..Nel '64 il sassofonista George Coleman, che sa di non essere molto amato nel gruppo, lascia il quintetto di Miles Davis. Tony Williams, il batterista enfant prodige che Davis ha ingaggiato nel '63, suggerisce al trombettista di rimpiazzarlo con Sam Rivers: ma nel quintetto di Davis Sam Rivers dura giusto un'estate. Per Davis Rivers suona troppo free, non è il tipo di sassofonista che sta cercando. La prima opzione di Davis sarebbe Wayne Shorter, che però è impegnato con Art Blakey: ma appena Davis viene informato che Shorter ha lasciato i Messengers, Miles gli offre il posto. Con l'ingresso di Shorter, 31 anni, il secondo quintetto di Davis raggiunge l'assetto definitivo, con cui farà faville lasciando un segno trionfale negli anni sessanta. Shorter dà un contributo fondamentale tanto come solista che come compositore di diversi brani - basti citare il popolare Footprints - agli album del quintetto: Esp (registrato nel gennaio '65), Miles Smiles (ottobre '66), Sorcerer (maggio '67), Nefertiti (giugno-luglio '67).
    1 hr
  • Wayne Shorter (4)
    ..Nel '64 il sassofonista George Coleman, che sa di non essere molto amato nel gruppo, lascia il quintetto di Miles Davis. Tony Williams, il batterista enfant prodige che Davis ha ingaggiato nel '63, suggerisce al trombettista di rimpiazzarlo con Sam Rivers: ma nel quintetto di Davis Sam Rivers dura giusto un'estate. Per Davis Rivers suona troppo free, non è il tipo di sassofonista che sta cercando. La prima opzione di Davis sarebbe Wayne Shorter, che però è impegnato con Art Blakey: ma appena Davis viene informato che Shorter ha lasciato i Messengers, Miles gli offre il posto. Con l'ingresso di Shorter, 31 anni, il secondo quintetto di Davis raggiunge l'assetto definitivo, con cui farà faville lasciando un segno trionfale negli anni sessanta. Shorter dà un contributo fondamentale tanto come solista che come compositore di diversi brani - basti citare il popolare Footprints - agli album del quintetto: Esp (registrato nel gennaio '65), Miles Smiles (ottobre '66), Sorcerer (maggio '67), Nefertiti (giugno-luglio '67).
    1 hr
  • Wayne Shorter (3)
    Dopo un altro album a proprio nome, Wayning Moments, inciso nel '61 e uscito nel '62 (con alla tromba Freddie Hubbard), Shorter, molto preso con il suo lavoro con i Jazz messengers, rientra in studio di incisione per un proprio album personale solo nel '64, ma questa volta per la Blue Note. In Night Dreamer, che esce nello stesso anno, Shorter ha accanto Lee Morgan, al piano McCoy Tyner, al basso Reggie Workman, alla batteria Elvin Jones: Tyner e Jones fanno in quel momneto parte del quartetto di John Coltrane, di cui ha fatto parte all'inizio dei sessanta anche Workman, poi entrato nei Messengers. Sempre nel '64 Shorter incide Juju, che esce nel '65: l'album questa volta è in quartetto, ancora con Tyner, Workman e Jones. Con i primi suoi due album per la Blue Note Shorter fa un salto dal punto di vista delle sue ambizioni compositive, e mostra uno stile più "emotivo" e immediato: entrambi gli album, così come diversi dei brani composti da Shorter che contengono, si affermano come dei classici.
    1 hr
  • Wayne Shorter (3)
    Dopo un altro album a proprio nome, Wayning Moments, inciso nel '61 e uscito nel '62 (con alla tromba Freddie Hubbard), Shorter, molto preso con il suo lavoro con i Jazz messengers, rientra in studio di incisione per un proprio album personale solo nel '64, ma questa volta per la Blue Note. In Night Dreamer, che esce nello stesso anno, Shorter ha accanto Lee Morgan, al piano McCoy Tyner, al basso Reggie Workman, alla batteria Elvin Jones: Tyner e Jones fanno in quel momneto parte del quartetto di John Coltrane, di cui ha fatto parte all'inizio dei sessanta anche Workman, poi entrato nei Messengers. Sempre nel '64 Shorter incide Juju, che esce nel '65: l'album questa volta è in quartetto, ancora con Tyner, Workman e Jones. Con i primi suoi due album per la Blue Note Shorter fa un salto dal punto di vista delle sue ambizioni compositive, e mostra uno stile più "emotivo" e immediato: entrambi gli album, così come diversi dei brani composti da Shorter che contengono, si affermano come dei classici.
    1 hr
  • Wayne Shorter (3)
    Dopo un altro album a proprio nome, Wayning Moments, inciso nel '61 e uscito nel '62 (con alla tromba Freddie Hubbard), Shorter, molto preso con il suo lavoro con i Jazz messengers, rientra in studio di incisione per un proprio album personale solo nel '64, ma questa volta per la Blue Note. In Night Dreamer, che esce nello stesso anno, Shorter ha accanto Lee Morgan, al piano McCoy Tyner, al basso Reggie Workman, alla batteria Elvin Jones: Tyner e Jones fanno in quel momneto parte del quartetto di John Coltrane, di cui ha fatto parte all'inizio dei sessanta anche Workman, poi entrato nei Messengers. Sempre nel '64 Shorter incide Juju, che esce nel '65: l'album questa volta è in quartetto, ancora con Tyner, Workman e Jones. Con i primi suoi due album per la Blue Note Shorter fa un salto dal punto di vista delle sue ambizioni compositive, e mostra uno stile più "emotivo" e immediato: entrambi gli album, così come diversi dei brani composti da Shorter che contengono, si affermano come dei classici.
    1 hr
  • Wayne Shorter (2)
    Fra il '59 e il '61 Shorter realizza i suoi primi album personali: Introducing Wayne Shorter, uscito nel '60 (con il trombettista Lee Morgan e con quella che era allora la ritmica di Miles Davis: Wynton Kelly al pianoforte, Paul Chambers al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria), e Second Genesis, inciso nel '60 ma pubblicato solo nel '74. Shorter partecipa inoltre all'incisione di The Young Lions, uscito nel '61 e intestato collettivamente ai musicisti coinvolti.
    1 hr
  • Wayne Shorter (2)
    Fra il '59 e il '61 Shorter realizza i suoi primi album personali: Introducing Wayne Shorter, uscito nel '60 (con il trombettista Lee Morgan e con quella che era allora la ritmica di Miles Davis: Wynton Kelly al pianoforte, Paul Chambers al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria), e Second Genesis, inciso nel '60 ma pubblicato solo nel '74. Shorter partecipa inoltre all'incisione di The Young Lions, uscito nel '61 e intestato collettivamente ai musicisti coinvolti.
    1 hr
  • Wayne Shorter (2)
    Fra il '59 e il '61 Shorter realizza i suoi primi album personali: Introducing Wayne Shorter, uscito nel '60 (con il trombettista Lee Morgan e con quella che era allora la ritmica di Miles Davis: Wynton Kelly al pianoforte, Paul Chambers al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria), e Second Genesis, inciso nel '60 ma pubblicato solo nel '74. Shorter partecipa inoltre all'incisione di The Young Lions, uscito nel '61 e intestato collettivamente ai musicisti coinvolti.
    1 hr
  • Wayne Shorter (1)
    Senza dubbio una delle più grandi figure del jazz contemporaneo, ultimamente Wayne Shorter ha dovuto, a 86 anni e dopo la sua straordinaria carriera, fare ricorso all'aiuto di amici, colleghi e fan perché - in un paese come gli Stati Uniti che non assicura ai propri cittadini l'assistenza sanitaria - ha problemi di salute ma manca delle risorse ecominiche necessarie per poter ricevere cure adeguate: è una ingiustizia che ci addolora e che ci spinge a rendere omaggio a questo musicista che gli Stati Uniti dovrebbero considerare un grande patrimonio nazionale. Lo facciamo con una serie di puntate che ripercorrono, a grandi campate, la sua attività. Cominciamo dal Wayne Shorter che fra il '59 e il '64 si mette in luce non solo come sax tenore, ma anche come compositore di molto del nuovo materiale in repertorio e come direttore musicale con una formazione di primissimo ordine come i popolari e temibili Jazz Messengers di Art Blakey.
    1 hr
  • Wayne Shorter (1)
    Senza dubbio una delle più grandi figure del jazz contemporaneo, ultimamente Wayne Shorter ha dovuto, a 86 anni e dopo la sua straordinaria carriera, fare ricorso all'aiuto di amici, colleghi e fan perché - in un paese come gli Stati Uniti che non assicura ai propri cittadini l'assistenza sanitaria - ha problemi di salute ma manca delle risorse ecominiche necessarie per poter ricevere cure adeguate: è una ingiustizia che ci addolora e che ci spinge a rendere omaggio a questo musicista che gli Stati Uniti dovrebbero considerare un grande patrimonio nazionale. Lo facciamo con una serie di puntate che ripercorrono, a grandi campate, la sua attività. Cominciamo dal Wayne Shorter che fra il '59 e il '64 si mette in luce non solo come sax tenore, ma anche come compositore di molto del nuovo materiale in repertorio e come direttore musicale con una formazione di primissimo ordine come i popolari e temibili Jazz Messengers di Art Blakey.
    1 hr

About Jazz Anthology

From the publisher's feed

"Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie…

More shows like Jazz Anthology

Giornale Radio by Radio Popolare

Giornale Radio

6 Listeners

Esteri by Radio Popolare

Esteri

2 Listeners

Esteri - La rassegna stampa internazionale by Radio Popolare

Esteri - La rassegna stampa internazionale

0 Listeners

Cult by Radio Popolare

Cult

1 Listeners

La sacca del diavolo by Radio Popolare

La sacca del diavolo

0 Listeners

Labirinti Musicali by Radio Popolare

Labirinti Musicali

0 Listeners

Senti un po' by Radio Popolare

Senti un po'

0 Listeners

Itaca by Radio Popolare

Itaca

0 Listeners

Doppio Click by Radio Popolare

Doppio Click

0 Listeners

Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia by A cura di: Fabrizio Mele

Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia

165 Listeners

Stories by Cecilia Sala – Chora Media

Stories

40 Listeners

The Essential by Will Media - Chiara Piotto

The Essential

14 Listeners