Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • Bobby Previte, Jamie Saft, Nels Cline, Jerry Granelli: due uscite RareNoise
    In una puntata di Jazz Anthology dell'ottobre 2019 avevamo ascoltato alcune novità della RareNoise, fra cui un album del quartetto del pianista e tastierista Jamie Saft. Ritroviamo Jamie Saft in due album RareNoise usciti quest'anno. Music from the Early 21st Century è cointestato a Bobby Previte, batteria, Saft, organo Hammond, Fender Rhodes e MiniMoog, e Nels Cline, chitarra. L'organico fa pensare a quello degli Hammond trio, ma la musica è ben diversa: questo è caso mai un Hammond trio passato attraverso l'esperienza dell'hard rock, di Hendrix, del free jazz, di un chitarrista d'avanguardia come Sonny Sharrock. Musica di tutt'altro tipo in The Gerry Granelli Trio Plays Vince Guaraldi & Mose Allison: classe 1940, Granelli è il batterista del fortunatissimo album A Charlie Brown Christmas di Vince Guaraldi, e ha lavorato poi regolarmente con quel singolare pianista e cantante che è stato Mose Allison. Granelli non è un habitué della rivisitazione di momenti del proprio passato, su cui torna qui con classe, con Bradley Jones al basso e con Saft che al pianoforte dà un'altra prova della sua versatilità e del suo talento.
    1 hr 2 min
  • Don Cherry: Om Shanti
    ..L'etichetta italiana Black Sweat Records ha ottenuto la registrazione originale della musica di un programma tv della Rai del '76, condotto da Franco Fayenz e intitolato Incontro con Don Cherry, e lo ha trasformato in un Cd, col titolo Om Shanti Om. Ci si può chiedere se abbia senso ricavare da un documento che era accessibile su Youtube un album, a maggior ragione considerando la forte componente visiva dell'arte di Don Cherry di quel periodo. Ma se l'aspetto visivo era a vari livelli non l'ultimo dei motivi di suggestione dell'arte di Don Cherry di allora, questo album ci porta a focalizzarci sull'ascolto, e a constatare che al netto della componente visiva delle performence di Cherry in quegli anni, la musica bastava e avanzava di per sé, e dietro la superficie "ficchettona" aveva anche tutto un suo rigore. Inoltre prima di Om Shanto Onm nessun album documentava la formazione ridota all'osso di questo album, che rappresenta uno dei momenti di più drastico allontanamento di Cherry dalla logica e dall'estatica del jazz, a favore di un radicale, visionario, sognate neofolclore universalistico di straordinaria poesia e limpidezza.
    1 hr
  • Don Cherry: Om Shanti
    ..L'etichetta italiana Black Sweat Records ha ottenuto la registrazione originale della musica di un programma tv della Rai del '76, condotto da Franco Fayenz e intitolato Incontro con Don Cherry, e lo ha trasformato in un Cd, col titolo Om Shanti Om. Ci si può chiedere se abbia senso ricavare da un documento che era accessibile su Youtube un album, a maggior ragione considerando la forte componente visiva dell'arte di Don Cherry di quel periodo. Ma se l'aspetto visivo era a vari livelli non l'ultimo dei motivi di suggestione dell'arte di Don Cherry di allora, questo album ci porta a focalizzarci sull'ascolto, e a constatare che al netto della componente visiva delle performence di Cherry in quegli anni, la musica bastava e avanzava di per sé, e dietro la superficie "ficchettona" aveva anche tutto un suo rigore. Inoltre prima di Om Shanto Onm nessun album documentava la formazione ridota all'osso di questo album, che rappresenta uno dei momenti di più drastico allontanamento di Cherry dalla logica e dall'estatica del jazz, a favore di un radicale, visionario, sognate neofolclore universalistico di straordinaria poesia e limpidezza.
    1 hr
  • Don Cherry: Om Shanti
    ..L'etichetta italiana Black Sweat Records ha ottenuto la registrazione originale della musica di un programma tv della Rai del '76, condotto da Franco Fayenz e intitolato Incontro con Don Cherry, e lo ha trasformato in un Cd, col titolo Om Shanti Om. Ci si può chiedere se abbia senso ricavare da un documento che era accessibile su Youtube un album, a maggior ragione considerando la forte componente visiva dell'arte di Don Cherry di quel periodo. Ma se l'aspetto visivo era a vari livelli non l'ultimo dei motivi di suggestione dell'arte di Don Cherry di allora, questo album ci porta a focalizzarci sull'ascolto, e a constatare che al netto della componente visiva delle performence di Cherry in quegli anni, la musica bastava e avanzava di per sé, e dietro la superficie "ficchettona" aveva anche tutto un suo rigore. Inoltre prima di Om Shanto Onm nessun album documentava la formazione ridota all'osso di questo album, che rappresenta uno dei momenti di più drastico allontanamento di Cherry dalla logica e dall'estatica del jazz, a favore di un radicale, visionario, sognate neofolclore universalistico di straordinaria poesia e limpidezza.
    1 hr
  • Wayne Shorter (8)
    ..Su tutta la parte della carriera di Wayne Shorter successiva al Weather Report (un'esperienza che si esaurisce dopo la metà degli anni ottanta), ci limitiamo per concludere ad alcuni flash. Toccando la partecipazione di Shorter a Mingus, il memorabile album di Joni Mitchell che esce nel '79; e poi il duo di Shorter con Herbie Hancock, uscito nel '97 e intitolato 1 + 1. E terminiamo con il suo penultimo album, del 2013. Uno dei fatti più straordinari della carriera di Shorter è che il sassofonista ha raggiunto alcuni dei punti in assoluto più alti e interessanti della propria arte nella parte ormai tarda del suo percorso, nel nuovo millennio. Solo nel 2000, dopo oltre quarant'anni di carriera ai vertici del jazz, Shorter ha formato il suo primo gruppo acustico regolare sotto suo nome, il quartetto con Danilo Perez, John Patitucci e Brian Blade, con cui ha lavorato fino a che la salute glielo ha consentito. Un gruppo che certo non ha lisciato il pelo al pubblico, ma che al contrario lo ha sfidato, con una musica avventurosa, inquieta, non conformista, fortemente basata sull'improvvisazione, senza rete: e "senza rete", Without a Net, è il titolo del suo penultimo album, del 2013.
    1 hr
  • Wayne Shorter (8)
    ..Su tutta la parte della carriera di Wayne Shorter successiva al Weather Report (un'esperienza che si esaurisce dopo la metà degli anni ottanta), ci limitiamo per concludere ad alcuni flash. Toccando la partecipazione di Shorter a Mingus, il memorabile album di Joni Mitchell che esce nel '79; e poi il duo di Shorter con Herbie Hancock, uscito nel '97 e intitolato 1 + 1. E terminiamo con il suo penultimo album, del 2013. Uno dei fatti più straordinari della carriera di Shorter è che il sassofonista ha raggiunto alcuni dei punti in assoluto più alti e interessanti della propria arte nella parte ormai tarda del suo percorso, nel nuovo millennio. Solo nel 2000, dopo oltre quarant'anni di carriera ai vertici del jazz, Shorter ha formato il suo primo gruppo acustico regolare sotto suo nome, il quartetto con Danilo Perez, John Patitucci e Brian Blade, con cui ha lavorato fino a che la salute glielo ha consentito. Un gruppo che certo non ha lisciato il pelo al pubblico, ma che al contrario lo ha sfidato, con una musica avventurosa, inquieta, non conformista, fortemente basata sull'improvvisazione, senza rete: e "senza rete", Without a Net, è il titolo del suo penultimo album, del 2013.
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  • Wayne Shorter (8)
    ..Su tutta la parte della carriera di Wayne Shorter successiva al Weather Report (un'esperienza che si esaurisce dopo la metà degli anni ottanta), ci limitiamo per concludere ad alcuni flash. Toccando la partecipazione di Shorter a Mingus, il memorabile album di Joni Mitchell che esce nel '79; e poi il duo di Shorter con Herbie Hancock, uscito nel '97 e intitolato 1 + 1. E terminiamo con il suo penultimo album, del 2013. Uno dei fatti più straordinari della carriera di Shorter è che il sassofonista ha raggiunto alcuni dei punti in assoluto più alti e interessanti della propria arte nella parte ormai tarda del suo percorso, nel nuovo millennio. Solo nel 2000, dopo oltre quarant'anni di carriera ai vertici del jazz, Shorter ha formato il suo primo gruppo acustico regolare sotto suo nome, il quartetto con Danilo Perez, John Patitucci e Brian Blade, con cui ha lavorato fino a che la salute glielo ha consentito. Un gruppo che certo non ha lisciato il pelo al pubblico, ma che al contrario lo ha sfidato, con una musica avventurosa, inquieta, non conformista, fortemente basata sull'improvvisazione, senza rete: e "senza rete", Without a Net, è il titolo del suo penultimo album, del 2013.
    1 hr
  • Wayne Shorter (7)
    ..Miles in the Sky è allo stesso tempo il primo album di Davis in cui fanno la loro comparsa strumenti elettrici, e l'ultimo realizzato dal quintetto con Shorter, Hancok, Carter, Williams; in questa fase comincia anche a perdere peso nella musica di Davis Wayne Shorter come compositore: in Miles in the Sky c'è un solo brano di Shorter, Paraphernalia. Né in Filles de Kilimanjaro né in In a Silent Way ci sono brani di Shorter: per trovarne di nuovo uno bisogna aspettare Bitches brew, a cui Shorter contribuisce con Sanctuary. Shorter suona per l'ultima volta nel gruppo di Davis nel marzo del '70. Joe Zawinul, che Shorter conosce dalla fine degli anni cinquanta, quando entrambi erano nell'orchestra di Maynard ferguson, e che poi Shorter alla fine degli anni sessanta si è ritrovato collaboratore di Davis, nel gennaio del '71 lascia dopo dieci anni il gruppo di cannonball Adderley. Intanto Miroslav Vitous viene richiesto da Miles: non può, ma si fa poi vivo con Shorter e Zawinul con l'idea di formare un nuovo gruppo: è l'inizio dell'avventura dei Weather Report.
    1 hr
  • Wayne Shorter (7)
    ..Miles in the Sky è allo stesso tempo il primo album di Davis in cui fanno la loro comparsa strumenti elettrici, e l'ultimo realizzato dal quintetto con Shorter, Hancok, Carter, Williams; in questa fase comincia anche a perdere peso nella musica di Davis Wayne Shorter come compositore: in Miles in the Sky c'è un solo brano di Shorter, Paraphernalia. Né in Filles de Kilimanjaro né in In a Silent Way ci sono brani di Shorter: per trovarne di nuovo uno bisogna aspettare Bitches brew, a cui Shorter contribuisce con Sanctuary. Shorter suona per l'ultima volta nel gruppo di Davis nel marzo del '70. Joe Zawinul, che Shorter conosce dalla fine degli anni cinquanta, quando entrambi erano nell'orchestra di Maynard ferguson, e che poi Shorter alla fine degli anni sessanta si è ritrovato collaboratore di Davis, nel gennaio del '71 lascia dopo dieci anni il gruppo di cannonball Adderley. Intanto Miroslav Vitous viene richiesto da Miles: non può, ma si fa poi vivo con Shorter e Zawinul con l'idea di formare un nuovo gruppo: è l'inizio dell'avventura dei Weather Report.
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  • Wayne Shorter (7)
    ..Miles in the Sky è allo stesso tempo il primo album di Davis in cui fanno la loro comparsa strumenti elettrici, e l'ultimo realizzato dal quintetto con Shorter, Hancok, Carter, Williams; in questa fase comincia anche a perdere peso nella musica di Davis Wayne Shorter come compositore: in Miles in the Sky c'è un solo brano di Shorter, Paraphernalia. Né in Filles de Kilimanjaro né in In a Silent Way ci sono brani di Shorter: per trovarne di nuovo uno bisogna aspettare Bitches brew, a cui Shorter contribuisce con Sanctuary. Shorter suona per l'ultima volta nel gruppo di Davis nel marzo del '70. Joe Zawinul, che Shorter conosce dalla fine degli anni cinquanta, quando entrambi erano nell'orchestra di Maynard ferguson, e che poi Shorter alla fine degli anni sessanta si è ritrovato collaboratore di Davis, nel gennaio del '71 lascia dopo dieci anni il gruppo di cannonball Adderley. Intanto Miroslav Vitous viene richiesto da Miles: non può, ma si fa poi vivo con Shorter e Zawinul con l'idea di formare un nuovo gruppo: è l'inizio dell'avventura dei Weather Report.
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