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By Giovanni CorredduMusicMusic History
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Keration PC | PodCast episodes

  • Storie vere della Sardegna - Maria Pia di Alghero SS

    STORIE VERE DELLA SARDEGNA
    L'associazione culturale Trullallera è lieta di invitarvi a rivivere l'evento speciale che si è tenuto terrà ad Alghero nell'ex carcere di VILLA MARIA PIA (Via della Tramontana n.13) sabato 26 luglio alle ore 20:30.
    Storia vere della Sardegna è una raccolta di storie spontanee e trasversali. Un'epopea popolare del Mediterraneo, o meglio di una delle sue isole.
    La serata si è sviluppata attraverso l'ascolto e la condivisione di brevi racconti che entrano così a far parte di un grande archivio on-line: www.storieveredellasardegna.org
    Il progetto, patrocinato dal Comune di Alghero e realizzato con il supporto della Fondazione di Sardegna e del DUMAS dell'Università di Sassari, è aperto a chiunque voglia raccontare delle brevi storie legate alla Sardegna e non soltanto.
    I posti sono limitati, si raccomanda prenotazione al 3282088687 (anche via Whatsapp). Mostra meno

    2 hr 43 min
  • Scopri la Cavalletta: Poesia, Natura e Vita in 60 Secondi

    Il termine “cavalletta” si applica atutti i numerosi insetti saltatori delle famiglie degli Acrididi (fracui le locuste migratorie e le cavallette con le antenne corte) e dei Tettigonidi(fra cui le cavallette con le antenne lunghe).

    Sin dall’antichità, la cavalletta faparte dell’alimentazione dell’uomo. Ma l’insetto è famoso soprattutto per lasua capacità distruttiva: è capace di far scomparire la vegetazione nell’arcodi brevissimo tempo.

    Si dice “cavalletta” una persona bassa odi altezza media messa a confronto con una di altezza elevata. Ma gli uomini,specialmente quelli che si oppongono a Dio, sono come cavallette dal Suo puntodi vista.

    Una cavalletta che si trascina, perchéferita e dunque incapace di saltare, rappresenta le difficoltà della vecchiaia,che portano una persona a camminare in modo curvo, con le braccia magari teseall’indietro.

    2 min
  • Scopri la vera storia della carta in 1 minuto!

    Anticamente, un sottile materialescrittorio ricavato dal papiro veniva definito “carta”.

    Si ritiene che gli egizi siano stati i primiproduttori di carta di papiro per scopi scrittori, utilizzando piante di papiroche all’epoca crescevano lungo le rive del Nilo. Alcuni archeologi collocano laproduzione di tale carta intorno al XX secolo a.C.

    I primi cristiani usavano la carta dipapiro per scrivere lettere, rotoli e codici. La carta di papiro fu sostituitadalla pergamena (pelle animale a grana fine) nel IV secolo d.C. Uno scrittoredel I secolo scrisse che avrebbe preferito comunicare con gli altri “di persona”piuttosto che con “carta [greco chàrtes] e inchiostro”, intendendo lacarta ricavata dal papiro.

     

    2 min
  • IL SIGNIFICATO PROFONDO DELLA CARNE

    L’ebraico basàr e il greco sarx si riferiscono principalmentealla sostanza molle del corpo fisico, sia esso umano, animale, d’uccello o dipesce; più specificamente, si riferisce alle parti composte principalmente damuscoli e grasso. I ricercatori hanno riscontrato che la carne di ogni specievivente è diversa; hanno notato che la composizione chimica e la strutturacellulare della carne dell’uomo, degli animali, degli uccelli e dei pescivariano notevolmente.

    In origine, la dieta dell’uomo comprendeva solo frutta e verdura; la carnefu introdotta solo in seguito. I primi riferimenti ufficiali all’uso dellacarne nell’alimentazione umana risalgono a circa 4.000 anni fa. Comunque, èprobabile che alcune popolazioni più antiche la mangiassero già.

    Da sempre, mangiare carne umana crea disgusto, perché è per naturaripugnante alla mente umana.

    Parentela. Con il termine “carne” non si intende solo qualcosa da mangiare, ma anchela parentela. La più antica poesia documentata, infatti, ricordava che Eva era laparente più stretta di Adamo, il quale disse:

    “Osso delle mie ossa e carne della mia carne!” (Genesi 2:23).

    Persona, umanità, creatureanimali.

    La parola “carne” può riferirsi anche all’intero corpo oppure alla persona,o individuo, quale essere umano fatto di carne. Tutta l’umanità e la creazioneanimale si possono descrivere come “carne”.

    La parola “carne” può riferirsi anche a una parte del corpo, di solitol’organo genitale maschile.

    L’uomo è imperfetto. Il termine “carne” è spesso usato per rappresentare l’uomo nel suo statoimperfetto.

    3 min
  • Scopri il piccolo principe del bosco: il capriolo

    Il capriolo (Capreolous capreolus) è un piccolo quadrupede similealla gazzella. È alto almeno 0,6 m al garrese ed è lungo 1,2 m. Solo i capriolimaschi hanno le corna, che vengono perse ogni anno. Il mantello estivo delcapriolo è bruno-rossastro. Questa caratteristica potrebbe spiegare il suo nomeebraico, yachmùr, che significa “essere rosso”. Questo animale non ègregario. È normale incontrare gruppi 3 o 4 animali che pascolano insieme: uncapriolo, una capriola e uno o due cerbiatti. Il capriolo resta con la suacompagna per tutta la vita.

    Curiosità

    La carne di questa creatura era uno degli alimenti regolarmente offertialla tavola del re Salomone.

    2 min
  • 🔔 L’annegamento e rapido e silenzioso, e può succedere a tutti 🌊

    Ogni anno circa 300.000 persone muoiono annegate.

     

    Bambini, adulti, abitanti di territori poveri o rurali, persone chelavorano vicino all’acqua e alluvionati: chiunque è a rischio di annegamento.

     

    Come prevenire l’annegamento:

    • Impara a nuotare; insegnalo ai tuoi bambini 🏊‍♂️

     

    • Sorveglia sempre I bambini che giocano vicino all’acqua; non lasciarlimai soli 👀

     

    • Non bere alcolici mentre nuoti o mentre sorvegli dei bambini 🚫

     

    • Controlla le condizioni meteorologiche prima di entrare in acqua 🌦️

     

    • Impara a usare correttamente i giubbotti di salvataggio e le attrezzaturedi sicurezza 🦺

    1 min
  • IL CAPRO E LA CAPRA

    Il capro è un mammifero ruminante con corna cave e pelo di solito lungo eliscio. Diversi sono stati i suoi nomi antichi. Per gli ebrei ‘ez indicavala capra comune. Il capro peloso veniva chiamato sa‘ìr. Il maschiodominante però era detto ‘attùdh. In greco troviamo 2 parole: tràgos ed èrifos.

    In latino, la capra della Siria era chiamata Capra hircus mambrica,ed era caratterizzata da lunghe orecchie pendenti e da corna ricurve all’indietro.È la razza predominante in Palestina. Di solito, queste capre sono nere; quellemacchiate sono un’eccezione. I capri erano uno dei prodotti principali delcommercio di Tiro.

    Anticamente, le mandrie di capri potevano essere piuttosto numerose. Unafamiglia benestante poteva possedere migliaia di capri e capre.

    Il capro e la capra erano incredibilmente preziosi. La femmina forniva illatte, da cui si potevano ricavare burro e formaggio. Nell’alimentazionequotidiana poteva essere presente la carne sia dell’animale adulto che diquello giovane, detto capretto. Il pelo veniva impiegato in molti modi nell’industriatessile. Anche le tende potevano essere fabbricate usando il pelo nero deicapri. Le pelli venivano lavorate per trasformarsi in otri, non solo comevestiario.

    Il capro era anche uno degli animali più utilizzati nei sacrifici cruenti.

    Simbolismiantichi

    TheImperial Bible-Dictionary (a curadi P. Fairbairn, London, 1874, Vol. I, p. 664) osserva:

    “È interessante scoprire che questo [il capro] era il simbolo nazionale deglistessi Macedoni. Esistono ancora monumenti in cui ricorre questo simbolo, comeuno dei pilastri di Persepoli, dove è raffigurato un capro con un immenso cornosulla fronte, e un persiano che regge il corno, a simboleggiare la sottomissionedella Macedonia alla Persia” (fatto avvenuto verso la fine del VI secolo a.C.

    La capra di montagna, o capraselvatica. Un altro antico nome ebraico di questo animale è ye‘elìm, ovvero la“capra di montagna”, o “capra selvatica”. Queste espressioni si riferisconoallo stambecco della Nubia (Capra ibex nubiana), una capra selvatica chevive sui monti e che ha grandi corna ricurve all’indietro, fortemente dentate. Questoanimale è di casa in alta montagna, dove si arrampica con grazia e disinvolturasu rupi frastagliate e strette sporgenze montuose. Durante il periodo dellagestazione, queste capre cercano luoghi difficilmente raggiungibili dall’uomo. Queste creature sono del tutto indipendenti dall’uomo.Evitano l’uomo anche nel momento della nascita.

    Sulla riva occidentale del Mar Morto è presente una zona rocciosa dettaEn-Ghedi, il cui nome significa “Fonte (Sorgente) del Capretto”, il chesuggerisce che le capre di montagna abitassero quella regione. Anche in tempirecenti vi sono stati avvistati stambecchi.

    In italiano, il termine “stambécco” indica sia il maschio che la femmina. Magli antichi ebrei chiamavano le femmine ya‘alàh. Ed era un animale caratterizzato da una notevolegrazia.

    Ma nonfinisce qui. Infatti, lo stambecco potrebbe aver avuto pure un altro nome: ’aqqòh(“capra selvatica”). Molti studiosi ritengono che ’aqqòh indicherebbe unsinonimo di ye‘elìm, cioè lo stambecco della Nubia.

    3 min
  • IL CANE

    Anticamente il cane era chiamato dagli ebrei kèlev, e dai greci kỳon.I cagnolini,però, erano chiamati kynàrion.

    Anche se il rapporto fra uomini e cani ha una lunga storia, non tutti ipopoli accettavano volentieri la presenza dei cani. Questo succedeva inparticolare in Israele: i pastori non si facevano assistere dai cani per badarealle pecore.

    All’inizio, i cani (Canis familiaris) avevano lo stesso ruolo degliuccelli necrofagi: erano gli spazzini delle città. I cani in particolare eranoghiotti degli avanzi di carne sbranata da qualche bestia feroce. I cani erano usatiper eliminare anche i cadaveri di esseri umani giustiziati; e, da bravi spazzini,ne leccavano volentieri il sangue.

    Lezioni canine. La ripugnante abitudine del canedi vomitare e tornare a mangiare il cibo ingoiato non è tanto diversa da chiabbandona la via della giustizia per cambiare in negativo il proprio stile divita. Non è strano che sin dall’antichità persone di questo genere sianochiamati “cani”.

    Un cane muto che passa molto tempo a dormire è inutile come cane da guardia.

    La saliva del cane, però, è una medicina naturale. Alcuni cani, infatti,quando vedono un essere umano ferito ne leccano compassionevolmente le ferite.

    Un antico proverbio diceva che il cane disprezzato sta meglio di un leone morto,perché il cane è vivo e cosciente, mentre il leone, nel suo stato mortale, puressendo il re degli animali, non può fare più nulla.

    3 min

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