Keration PC | PodCast

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By Giovanni CorredduMusicMusic History
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Keration PC | PodCast episodes

  • Frode con le dita.

    La polizia di Fukuoka, in Giappone, ha scoperto un piano che aveva permesso di incassare in modo fraudolento circa 300 milioni di yen in rimborsi assicurativi (poco più di 2 milioni di euro). Per coprire i debiti, alcuni individui stipulavano polizze assicurative e poi si tagliavano l’indice per riscuotere. Secondo il quotidiano londinese The Guardian, le persone coinvolte erano più di 50. Sono stati trovati anche “chirurghi” dilettanti che tagliavano un dito per 100.000 yen (poco più di 700 euro). In un caso, una donna indebitata con uno strozzino è stata costretta a farsi amputare un dito dopo aver stipulato una polizza assicurativa. Dei 3 milioni di yen (circa 21.000 euro) ricevuti per l’“incidente”, 2 sono stati usati per pagare l’usuraio.

    2 min
  • Nessuna stanza: vivo o morto

    La minuscola Hong Kong, con i suoi sette milioni di abitanti, è ormai così affollata che è diventato sempre più difficile trovare un posto anche solo per seppellire i morti. L’International Herald Tribune riferisce:

    “Una tomba permanente in un cimitero privato […] costa 25.000 dollari [USA], sempre che riusciate a trovarne una”.

    Il governo incoraggia da decenni la cremazione. Il Tribune aggiunge:

    “Ma la cremazione è impopolare fra i cinesi tradizionali di Hong Kong, per i quali il culto ancestrale è ancora un principio importante”.

    Comunque, all’inizio degli anni ’80 del secolo scorso, si raggiunse un compromesso che consentiva di seppellire i morti una volta cremati. Inoltre, si costruiscono grattacieli, chiamati colombari, che possono contenere i resti di migliaia di persone. Ogni minuscola nicchia di 9 pollici per 9 (22,36 cm x 22,36) è coperta da una targa che riporta il nome, la data della morte e un’immagine del defunto. Naturalmente può essere visitata come una qualsiasi tomba.

    Esistono anche cimiteri tradizionali, che permettono di conservare il defunto nella sua interezza, ma per solo sei anni. Dopodiché le tombe sono svuotate e riempite con nuovi morti. Per coloro che desiderano un cimitero tradizionale, con alloggio permanente, Hong Kong ha dovuto “sconfinare” in altre zone della Cina. In questo caso, i costi sono di solo un decimo. Ma, a causa delle distanze, solo poche persone hanno aderito a questa iniziativa.

    3 min
  • Il sistema di comunicazione della formica

    ● Come comunicano tra loro le formiche, note per le loro attività organizzate in modo matematico? Edward O. Wilson, che è considerato la principale autorità mondiale sulle formiche, afferma che rilasciano delle sostanze chimiche. La sua scoperta, risalente a circa 40 anni fa, arrivò dopo un attento studio durato ben 35 anni, durante il quale osservò le attività lavorative di formiche di tutto il mondo.

    Le ghiandole del corpo delle formiche sono dotate di 10-20 sostanze chimiche che sono rilasciate per fare segnali come allarmi, reclutamento di lavoratori per un dato sito in cui è stato scoperto del cibo, attaccare un nemico o per indire una riunione. Sono stati contati ben 50 modelli di comportamento standard. Le formiche hanno una straordinaria capacità di percepire le sostanze chimiche.

    Le formiche riconosco i loro simili morti grazie all’acido oleico, che viene rilasciato quando la formica morta inizia a decomporsi. In un esperimento è stato fatto cadere un po’ di acido oleico su una formica viva. Le altre formiche l’hanno portata fuori, dimenandosi e scalciando, per poi lasciarla al cimitero esterno al nido. La formica tornava nel nido, ed era riportata nel cimitero. La scena si ripeté più e più volte, finché l’odore dell’acido oleico restò presente. Ma secondo Wilson, siamo solo all’inizio dello studio del complesso modo di comunicare delle formiche.

    Eppure, qualcuno è riuscito portarle nel Mondo Quantico!

    3 min
  • Mediterraneo “malato”

    ● Sull’Observer di Londra si legge:

    “Il Mediterraneo, che ha nutrito così tante civiltà, è gravemente malato. E l’inquinamento non si limita a soffocare le vite marittime, ma minaccia anche gli abitanti e i visitatori delle sue coste”.

    Le acque reflue delle 120 città costiere del Mediterraneo, i rifiuti delle migliaia di fabbriche che costeggiano le sue coste, la sporcizia trasportata dall’entroterra dai fiumi che vi si riversano e l’inquinamento provocato dal petrolio: ecco la ricetta per rendere il Mediterraneo il mare “più inquinato” del mondo. Secondo l’articolo, il Mediterraneo “ha solo l’1% della superficie marina mondiale, ma trasporta più della metà del petrolio e del catrame galleggiante”. Infatti, il solo inquinamento provocato dal petrolio è 4 volte maggiore rispetto al Nord Atlantico e 40 volte rispetto al nord-est del Pacifico. Visto che il Mediterraneo non ha sbocco sull’oceano, se non nello stretto di Gibilterra, largo 9 miglia, ci vorranno 40 anni perché l’acqua si rinnovi, rallentando il processo di inquinamento.

    Dal momento che è la destinazione turistica più popolare al mondo, con un minimo di cento milioni di turisti all’anno, l’articolo avverte i visitatori di scegliere le aree meno inquinate, nuotare in acque lontane dalle città e di non mangiare crostacei.

    2 min
  • Il primo fiume

    Il più antico fiume documentato nella storia sorgeva nell’Eden, a sua volta la primissima dimora umana. Questo fiume si divideva in quattro corsi d’acqua che, lungo il loro percorso, formavano altrettanti fiumi: il Pison, il Ghihon, il Tigri e l’Eufrate. Dopo il Diluvio universale, l’Eden e la sorgente di quel fiume scomparvero. Comunque, anche se i loro percorsi subirono forti cambiamenti, quei 4 fiumi in un modo o nell’altro resisterono, e diedero vita a 3 regioni: Avila, Cus e Assiria.

    Naturalmente dopo il Diluvio, i percorsi di quei fiumi continuarono a essere alterati in seguito a fenomeni naturali come i terremoti. Ecco perché oggi gli storici hanno identificato senza ombra di dubbio solo 2 dei 4 fiumi originali.

    Simbolismo. I fiumi fungevano da barriera al progresso delle forze nemiche e svolgevano un ruolo fondamentale nella difesa di alcune città, come Babilonia.

    Tuttavia, altre città, come Gerusalemme, non avevano alcun fiume quale mezzo di difesa naturale. In tal taso, gli abitanti dovevano affidarsi ad altre fonti protettive.

    D’altronde, alcuni fiumi sono così grandi che possono essere attraversati da flotte di grandi galee.

    Un antico scrittore paragonò la disastrosa inondazione di un fiume all’invasione delle forze nemiche.

    Il Fiume d’Egitto

    Antichi documenti menzionano il “fiume d’Egitto”. Gli storici in genere ritengono che il “fiume d’Egitto” sia la “valle del torrente d’Egitto” ora identificata con Wadi el-ʽArish nella penisola del Sinai, che sfocia nel Mar Mediterraneo circa 150 km a E di Porto Said.

    Tuttavia, un’altra possibilità è che si trattasse di un ramo del Nilo.

    3 min
  • Carenza di fede in Finlandia

    ● I rapporti indicano che il clero della Chiesa luterana di Finlandia soffre di mancanza di fede. Juhani Simojoki, che è stato direttore delle congregazioni luterane di Helsinki, ha affermato che la Chiesa ritiene che la Bibbia sia più qualcosa di umano che di santo. Ha affermato anche che gli esseri umani costituiscono “una parte del mondo animale, un risultato evolutivo, ma non necessariamente il risultato. Immaginiamo Dio cugino di una scimmia. … E non consideriamo dato di fatto che il Diluvio abbia spazzato la vita tutto in una volta”. Disse anche che ‘non c’è più alcuna ragione di aspettare’ la fine di questo sistema di cose. Inoltre, ha indicato che alcuni teologi sono abbastanza pronti “a negare certe dottrine”, ma “la delicatezza di solito impedisce loro di parlare delle loro opinioni e di insultare la fede degli altri”.

    2 min
  • Troppo grande per la culla

    ● 40 anni fa, Antonio e Luzinete Mondini, di Guarulhos (SP, Brasile), diventarono genitori di un bambino che alla nascita pesava 6 chilogrammi e 880 grammi e misurava 57 centimetri. Il neonato, che fu chiamato Rafael, sembrava un bambino di 4-6 mesi. Quello fu il 1° parto cesareo della madre, anche se i suoi altri 4 figli pesavano 5 chilogrammi alla nascita. Rafael nacque con gravi problemi di salute, dovuti in parte al fatto che sua madre era diabetica.

    Dovette essere curato per normalizzare il suo metabolismo. Uno dei problemi che sua madre dovette affrontare fu che nessuno dei vestiti o delle scarpe preparate per il bambino andava bene. Anche il cesto di vimini, tutto ben addobbato per il nuovo arrivato, era inutile. Rafael non ci stava proprio!

    2 min
  • IL CORNO

    Nell’antichità, le corna degli animali erano usate come recipienti per olio e bevande, come calamai, come contenitori per cosmetici e come strumenti musicali e di segnalazione.

    Strumenti musicali e di segnalazione. Uno dei più antichi termini musicali legati al corno è qèren, che designa il corno di un animale. In rari casi poteva riferirsi a uno strumento a fiato, in particolare ai “corni [ebr. qèren] di montone”.

    Questa espressione è legata alla parola ebraica shohfàr, che abbiamo già incontrato nei giorni scorsi. Questo termine si riferisce al corno di montone usato come strumento musicale. Il moderno shohfàr è un corno di montone cavo lungo circa 36 cm, raddrizzato a caldo, ma ricurvo verso l’alto all’estremità a campana. Ha un boccaglio separato per facilitare il soffio. Si pensa che lo shohfàr antico non avesse un boccaglio separato. Secondo il Talmud, il corno del montone non era raddrizzato ma lasciato storto.

    Lo shohfàr come strumento di segnalazione

    L’antico shohfàr serviva a radunare le truppe, a lanciare il “segnale d’allarme” contro una città da attaccare e a dirigere altre manovre belliche. Si usava anche per segnalare l’attacco di un nemico. Pertanto, era uno strumento di segnalazione da battaglia. Ma si potevano usare diversi shohfàrinsieme, come nel caso della battaglia documenta dei 300 soldati ebrei contro decine di migliaia di madianiti. Il suono di 300 corni terrorizzò oltre 30.000 soldati nemici, che si diedero alla fuga!

    A differenza dei 300 spartani che avrebbero combattuto contro milioni di nemici stranieri, la battaglia dei 300 ebrei è di certo avvenuta.

    Al di fuori dalle battaglie, il corno poteva essere usato anche per annunciare eventi del calendario, come i pleniluni, i noviluni, il nuovo anno e altre feste. Lo shohfàr annunciava sia l’inizio che la fine del Sabato ebraico.

    Sembra che gli israeliti di ogni ceto sapessero usare lo shohfàr. I sacerdoti lo suonavano per il richiamo religioso oppure quando marciavano con l’esercito.

    Il termine ebraico yohvèl (ariete; montone) è un modo alternativo di chiamare lo shohfàr.

    L’aramaico qèren è il nome di uno strumento che faceva parte dell’orchestra babilonese. Potrebbe essere tradotto sia “corno” che “tromba”.

    4 min
  • Trombe e Corni

    In base ai più antichi documenti, nell’antichità le trombe potevano essere fatte di argento battuto. I sacerdoti ebrei le usavano per annunciare molti eventi legati al tempio e alle diverse feste. Riproducevano suoni differenti in base allo scopo. Quelle antiche trombe potevano emettere suoni forti e sostenuti o esplosivi e più brevi.

    Nessuno sa com’era la forma effettiva di quelle trombe perché nessuna tromba così antica è stata rinvenuta.

    Comunque, esistono alcune interpretazioni artistiche, come quella che si trova scolpita su un bassorilievo dell’Arco di Tito a Roma.

    Gli antichi ebrei avevano sviluppato anche un particolare tipo di corno, lo shofar. Per modellarlo, usavano un corno di capra o di ariete. Secondo fonti ebraiche, esistevano 2 tipi di corni: uno diritto con un bocchino d’oro, e uno curvo e decorato d’argento. Il corno era spesso usato come strumento di segnalazione grazie al suo suono profondo e polifonico di 2-3 note, che poteva raggiungere una vasta portata.

    Nell’antico Israele, il corno era usato per segnalare alcuni eventi religiosi, come l’inizio e la fine del Sabato. Ma le popolazioni antiche lo usavano principalmente in tempo di guerra.

    E gli altri strumenti musicali?

    Nel nostro viaggio nella storia degli strumenti musicali, abbiamo scoperto la storia di strumenti come l’anklong indonesiana, i bambù delle Isole Salomone, le campane, la chitarra, la cornamusa, il corno delle Alpi, il didgeridoo, il komuz del Kirghizistan, il Kumuz del Daghestan, i flauti, il mondo delle tastiere, l’arpa e la cetra e il cembalo.

    Nei prossimi giorni vi parlerò di altri strumenti. Sto programmando altri approfondimenti sul flauto e su altri strumenti a fiato, sul sistro, sul liuto e su altri strumenti a corda, sul tamburello e su altri strumenti a percussione.

    Questi piccoli sguardi ad alcuni strumenti antichi confermano il fatto che la musica ha sempre fatto parte della vita delle antiche civiltà. Il suono della musica si poteva ascoltare nelle corti reali, nei luoghi di culto, per le strade e nelle abitazioni private.

    3 min

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