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Finestra RELOADED.
Per il Club del Libro con Gianluca Picconi e Antonio Francesco Perozzi
Forse l’evento più rilevante degli ultimi 20 anni della poesia italiana, di Prosa in prosa, come accade con i classici, si è parlato e scritto molto di più di quanto il libro non sia stato in effetti letto. A partire da una definizione di Jean-Marie Gleize, Prosa in prosa tentava, nel 2009, anno della sua prima pubblicazione, di portare una ventata spiazzante sulla scena asfittica della letteratura italiana, attraverso il travalicamento del concetto stesso di genere letterario.
Da non confondersi assolutamente con poemetti in prosa, i testi qui compresi, installando la letteralità e l’insignificanza nel luogo in cui ci si attende massima significatività e figuralità, squadernavano le categorie con cui il pubblico legge la testualità lirica. Ma se questa rivoluzione rischia oggi di spegnersi nella generale dimenticanza, questa nuova edizione, arricchita di contenuti critici, torna a imporre il tentativo, sempre più necessario, di superare l’ultimo confine, quello tra letterario e letterale.
In conversazione con Andrea Piccinelli e Antonio Francesco Perozzi
Dobbiamo definire la parola cura / il senso pratico di una parola ambigua / per esempio, cura è ridurre il dolore / a un radicale stadio finale / di totale assenza di sensazione.
Manufatti Poetici N* 35 - Zacinto Edizioni, Milano 2026
Andrea Piccinelli (Orvieto, 1980) vive a Montefiascone ed è laureato in storia dell’arte. Ha pubblicato quattro raccolte di poesia: Aporie spurie (Oedipus, 2016), Degenza autoptica (Sigismundus, 2017), Note sul funzionamento di una macchina gigante (Transeuropa, 2019) e Diverse congiunzioni (Oedipus, 2020). Suoi testi sono visibili in rete su Nazione Indiana, Poesia del nostro tempo, Utsanga, la morte per acqua, slowforward, il cucchiaio nell’orecchio, Blogorilla sapiens, Ahida, Esiste la ricerca, Poesia ultracontemporanea. Nel 2024 il testo «Desideri e ragionamenti» è stato incluso nell’antologia L’ordine sostituito curata da Carlo Sperduti per déclic edizioni. Si occupa anche di ricerca nel campo delle scritture asemantiche e verbo-visive. Una sua opera originale è stata inclusa nel numero 19 del contenitore di cultura contemporanea BAU.
Finestra RELOADED
L'episodio è la registrazione audio di una diretta video Facebook su "La Finestra di Antonio Syxty" nel 2025, per il Club del Libro.
Con Chiara De Caprio, Massimiliano Manganelli e Gian Luca Picconi per il libro “Punu” di Silvia Tripodi, edito da Arcipelago Itaca nel 2018.
La raccolta Punu di Silvia Tripodi si colloca chiaramente nel solco della “poesia di ricerca”, rimodulando e, per questa ragione, superando l’opposizione obsoleta tra lirica e prosa, «a scanso di prosa a scanso di prosa», per usare le parole dell’autrice: ciascun testo del libro si presenta infatti come somma di asserzioni o, meglio, come massa di asserzioni che «non si decide a posarsi/in luogo de fatti del mondo», come se la conoscenza o la non conoscenza del mondo fosse mediata da un’ Iper-assertività che emerge non tanto nella singola proposizione, ma nel rapporto tra proposizioni: «quasi al silenzio dello spettatore/dalle parti dei minuscoli oggetti/ dalle cose chiamate cose»; «più grandi delle cose poco più/grandi della famiglia delle cose stesse/minuscole tra lo scuro caldo/delle consonanze»; «ai questi ai quelli ah/adatti a indicarne il luogo di provenienza dal quale/siamo certi siamo certi»; «le sue proprie/remote alla notte nei pressi di oggetti molto piccoli/tagliati da ombre grandemente fatte/a opera di alcune masse poggiate sulla terra». Valentina Murrocu.
Lo stratega contro
La sconvolgente attualità di Guy Debord
DeriveApprodi, collana Machinalibro 2025
In conversazione con Gabriele Fadini
L’espressione «società dello spettacolo», sebbene risalente alla fine degli anni Sessanta, è oggi diventata uno dei concetti più significativi con cui leggere le dinamiche del presente. Colui che teorizzò l’idea fu il filosofo situazionista francese Guy Debord. L’originalità del libro di Gabriele Fadini consiste nell’analizzare come egli utilizzò nella sua produzione cinematografica le immagini per contrastare lo spettacolo. Debord non si accontenta di osservare il mondo: lo sfida, lo critica, lo reinventa. Attraverso l’uso sapiente delle immagini e delle parole, smaschera le illusioni della società moderna.
Questo libro è un viaggio nella mente di un genio, dove ogni immagine è una trappola che ci incita a pensare e il cinema diventa la più potente delle armi. Il volume si immerge nel cuore delle creazioni cinematografiche debordiane, svelando come le sue opere siano veri e propri manifesti di una filosofia radicale.
Gabriele Fadini è dottore di ricerca in filosofia presso l’Università di Padova e in Scienze religiose presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Tra le sue diverse opere, ricordiamo i volumi Pasolini con Lacan (2015), Dio nell’umano, l’umano in Dio (2021), Mosaico Soderbergh (2023).
Seconda puntata dedicata a "Exit Poetry. Poesia futura" - sezione Trauma curata da Gilda Policastro.
In conversazione con Gilda Policastro, Giovanna Marmo e Marco Giovenale.
Per il podcast si ringrazia la cura di Chiara Serani.
Esiste ancora qualcosa che possiamo chiamare poesia senza equivoci e fraintendimenti? Exit Poetry raccoglie 25 autori e autrici che hanno popolato con le loro parole, i loro pensieri, le loro voci, questi primi 25 anni del ventunesimo secolo.
Il nostro proposito è stato quello di realizzare un libro che abbiamo definito “Triperuno”: un percorso compatto ma con tre anime differenti che si trovano a riflettere e a confrontarsi su tre snodi fondamentali per la comprensione del presente all’uscita dal secondo millennio: Verità, Mutazione e Trauma. Oltre a essere una raccolta di poesie, questo volume diventa così anche una fotografia del nostro mondo, nelle sue contraddizioni e tragedie come nelle ostinate utopie e speranze che la poesia continua a tenere vive nel linguaggio e attraverso il linguaggio.
Anche se gli autori presentati sono soltanto 25, in realtà essi avrebbero potuto essere molti di più. Exit Poetry è dedicato a coloro che non ci sono, ma che si sarebbero sentiti a proprio agio a esserci. Non è una stazione, ma la sequenza di un transito, di una migrazione, di una diaspora. In questo senso – nel suo essere presente ma non immobile, in movimento ma non verso una meta già determinata bensì sperimentando la ricchezza del vagabondare – la poesia che esso presenta è poesia futura.
Aldo Nove, Gilda Policastro, Lello Voce
La Nave di Teseo, 2026
L'episodio è la registrazione audio di una diretta video FB su "La Finestra di Antonio Syxty" nel 2024
"Cinque testi tra cui gli alberi (più uno)” di Michele Zaffarano è un libro pubblicato nel 2013 da Benway Series. Ne parlano Carmen Gallo e Luigi Severi con Antonio Syxty.
Questa breve raccolta di poesie civili, tradotte in inglese nello stesso volume da Damiano Abeni e Moira Egan, si inserisce nel solco segnato dalla nuova scrittura di ricerca in Italia, per la quale può essere preso come punto di riferimento il libro “Prosa in prosa”, edizioni Le Lettere – 2009, che comprende oltre a testi di Zaffarano, anche di Marco Giovenale, Andrea Raos, Andrea Inglese, Gherado Bortolotti, Alessandro Broggi. La definizione di poesie civili per questi 6 (cinque più una premessa) testi non deve essere abbracciata nel senso più comune cui siamo abituati pensando, diciamo, a quel genere di poesia che va da Brecht fino a Pasolini, passando per Neruda e la Beat Generation. Quando ci troviamo a leggere i testi di Zaffarano la definizione di “poesia civile” può risultare fuorviante, se non addirittura provocatoria. Ma la chiave di volta, posta come premessa al libro (“La cognizione del dolore”), permette di dare un’interpretazione più articolata, rispetto al congedo di gratuità o provocazione. (Daniele Poletti e Pierfrancesco Biasetti)
In questa puntata del podcast viene riproposta la Finestra di Antonio Syxty per il Club del Libro con Massimo Manganelli e Antonio Francesco Perozzi sul libro di Mariangela Guatteri.
I podcast della serie RELOADED sono puntate de La Finestra dirette video. Questa è stata pubblicata nell'aprile 2025 .
Questo libro è – innanzitutto – due libri: Figurina enigmistica e Millivan e Sullivan. Una duplicità che raddoppia l’enigma insieme al gusto della lettura, dell’indagine del (e nel) testo. Mariangela Guatteri ha scritto un’opera che impiega e piega il periodare noto e ingannevole del gioco enigmistico, dell’interrogativo irrisolto e irrisolvibile, in narrazione appena accennata e subito ritratta (Millivan e Sullivan sono misteriosi protagonisti di vicende quasi à la Cortázar o sul filo dell’aneddoto che diventa micro-mito: «Millivan e Sullivan fanno una foto al monitor», «Millivan e Sullivan fanno un disegno»). Cosí l’autrice ci introduce nei risvolti complessi di una parola che racconta e tuttavia si frammenta e disperde, si polverizza. E diviene o si rivela allo stesso tempo anche politica, spiazzante, sempre ironica.
IkonaLiber nel 2013.
In conversazione con Daniele Bellomi e Massimiliano Cappello.
Una farsa a cui non si vuole accreditare la sospensione del dubbio concessa ad altre forme di intrattenimento; una messa in scena, sì, ma di cattivo gusto, e in apparenza senza scopo; o ancora, un’esibizione al limite di ogni credibilità, in cui il vero e il simulato si compenetrano in una recita e in una sottocultura difficili da assimilare e comprendere fino in fondo.
A partire da questo distacco dello sguardo, sulla scorta di visioni disparate e lunghe due decenni – federazioni mainstream, compagnie indipendenti, backyard shows in videocassetta – questo libro scavalca lo steccato del professional wrestling in sei distinte inquadrature: se è vero che crescere significa varcare soglie, allora può essere reale anche un mondo di dolore non spettacolare, di finzione non falsificabile.
Un glossario essenziale dell’autore, posto in apertura al libro, inaugura e completa questa lettura.
Edizioni Prufrock, gennaio 2025
L’audio che ascolterete è stato registrato In occasione di una presentazione organizzata e condotta da Marco Giovenale presso la Galleria Bianco Contemporaneo diretta da Rossella Alessandrucci il 4 giugno di quest’anno alla presenza dell’editore Giorgio Rossi e di un nutrito numero di convenuti .
La registrazione audio completa la trovate su slowforward di Marco Giovenale con il titolo pod al popolo 097
In questo puntata del podcast mi sono limitato a riprodurre solo la presentazione di NZ e alcune mie letture dal libro durante l’evento.
"NZ" collana Syn - Ikona Liber
Putting Out the Flames of War – Lettura per la pace del World Poetry Movement (Italia)
Il World Poetry Movement ha promosso l’iniziativa internazionale Putting Out the Flames of War, che nel luglio 2026 ha dato vita a letture per la pace in oltre settanta Paesi del mondo. La tappa italiana si è svolta il 27 luglio in diretta streaming, a cura di Laura Di Corcia e Sana Darghmouni. Sono intervenuti i poeti palestinesi Nima Hasan, collegata da Gaza, e Haidar Alghazali, insieme ad Alessandro Anil, Alessandra Carnaroli, Chiara Serani, Francesca Gironi, Renata Morresi e Riccardo Frolloni. La serata è stata dedicata alla memoria della poetessa libanese Khatoun Salma, uccisa in un raid israeliano.
In questo episodio In questo episodio propongo d'accordo e su invito degli organizzatori la registrazione integrale della lettura italiana di Putting Out the Flames of War, l’iniziativa internazionale promossa dal World Poetry Movement che ha coinvolto oltre settanta Paesi. Curata da Laura Di Corcia e Sana Darghmouni, la serata ha riunito poete e poeti italiani e palestinesi in un momento di riflessione condivisa.
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In un mondo in cui le storie e le voci sono più importanti che mai, mi sono immerso in conversazioni con gli innovatori e gli appassionati di vari campi. La Finestra di Antonio Syxty è il risultato…
Questo non è solo un podcast, ma una finestra aperta su mondi diversi.
Io sono Antonio Syxty, e dal 2019 ho dedicato il mio tempo a esplorare la creatività umana imparando che dietro ogni opera d'arte c'è una storia unica, una prospettiva unica.