"I ragazzi hanno materialmente tutto, eppure sono molto soli": perché l'uso di sostanze negli adolescenti non è quasi mai curiosità, ma autocura?
Il Prof. Sergio De Filippis, psichiatra e docente di Psichiatria delle dipendenze alla Sapienza, che da venticinque anni dirige un reparto di neuropsichiatria infantile a Roma, intervistato da Francesco Bollorino, ripercorre le radici strutturali dell'emergenza adolescenti in Italia — parallela a quella già dichiarata negli Stati Uniti: famiglie frammentate, una rete informale gratuita (parrocchie, doposcuola, associazioni) quasi scomparsa e sostituita da attività a pagamento, e una scuola ancora ferma sulle lezioni frontali mentre i ragazzi avrebbero bisogno di spazi reali di aggregazione.
L'episodio affronta anche i due nodi più critici del sistema di cura: l'assistenza a macchia di leopardo, che porta adolescenti di 15-16 anni a essere ricoverati in reparti per adulti dove il quadro clinico può aggravarsi, e la cesura rigida a 18 anni tra psichiatria dei minori e degli adulti, che interrompe percorsi terapeutici proprio quando servirebbe continuità. De Filippis propone un modello di transizione graduale a partire dai 16 anni e un approccio all'uso di sostanze fondato su empatia, non su repressione, perché per molti ragazzi è un tentativo — disperato — di stare meglio.
Articolo completo: "Emergenza adolescenti in Italia: cosa sta succedendo e cosa si può fare" → https://www.salutementalesicilia.it/emergenza-adolescenti-defilippis/
Podcast generato con Gemini Notebook (Google).
Podcast a cura di Rocco Cangialosi
Questo episodio include contenuti generati dall’IA.