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Tra i film in Concorso a Cannes "Fatherland" di Paweł Pawlikowski e "Histoires parallèles" di Asghar Farhadi. Nella sezione Un Certain Regard "Club Kid" di Jordan Firstman.
La Settima Ossessione dal Festival di Cannes.
In questo speciale parliamo di due film in Concorso, "Nagi Notes" di Koji Fukada e "La vie d'une femme" di Charline Bourgeois-Tacquet e del film d'apertura di Un certain regard "Teenage Sex and Death and Camp Miasma" di Jane Schoenbrun.
In questa puntata:
– Il weekend si apre all’insegna del divertimento con l’uscita in sala di “Pecore sotto copertura”, la nuova commedia che vede protagonista l’eclettico Hugh Jackman. In questa pellicola, Jackman presta il suo talento a un progetto decisamente insolito, dove un misterioso incidente trasforma un gruppo di ignare pecore in improbabili, ma brillanti, detective pronte a scovare i colpevoli umani in un caso che terrà il pubblico tra il sorpreso e il divertito.
– Per la nostra sezione dedicata alle interviste, abbiamo il piacere di ospitare due registe che ci raccontano le loro ultime opere. Iniziamo con Francesca Archibugi, che ci parla di “Illusione”, un noir psicologico intenso e crudo che indaga le zone d’ombra della provincia italiana, guidato dalle interpretazioni di Jasmine Trinca e Michele Riondino. A seguire, dialoghiamo con Lucia Calamaro sul suo ultimo lavoro, “Antartica – Quasi una fiaba”: un dramma avvincente che vede il confronto artistico tra Silvio Orlando e Barbara Ronchi in uno scenario suggestivo e isolato, dove il conflitto scientifico diventa un campo di battaglia affettivo.
– Il cinema d’autore torna a brillare sul grande schermo con il ritorno in sala di un capolavoro intramontabile: “Eyes Wide Shut”. Abbiamo l’occasione imperdibile di riscoprire il film postumo di Stanley Kubrick, un’opera ipnotica e perturbante che continua, a distanza di anni, a interrogarci sui misteri del desiderio, dell’identità e delle dinamiche di coppia, confermandosi ancora oggi come una visione essenziale per ogni cinefilo.
– Chiudiamo in bellezza con la nostra rubrica letteraria, che questa settimana accoglie l’autore e regista Davide Ferrario. Con lui approfondiamo la sua ultima pubblicazione, “La fine della fine”, edita da Einaudi. Un libro che, attraverso lo sguardo lucido di un cineasta, ci invita a riflettere sullo stato attuale della narrazione e sulla nostra capacità (o incapacità) di accettare la chiusura dei cicli in un’epoca dominata dalla serialità infinita.
In questa puntata:
– L’atteso sequel de “Il diavolo veste Prada” approda finalmente sul grande schermo, portando con sé il peso di un’eredità iconica e la sfida di raccontare l’editoria nell’era dei social media. Non si tratta solo di una passerella nostalgica per Meryl Streep e Anne Hathaway, ma di un’analisi tagliente su come il potere e l’ambizione si siano evoluti in un mondo che ha sostituito le riviste patinate con gli algoritmi. Tra nuovi “cerulei” e affondi satirici, il film promette di ridefinire ancora una volta il concetto di *status* nel cinema mainstream.
– Con “Nino”, Pauline Loquès firma un’opera intima e sussurrata che si discosta dai ritmi frenetici della stagione. Il film esplora la fragilità dell’infanzia e la scoperta del mondo attraverso gli occhi di un protagonista giovanissimo, muovendosi in quell’area grigia tra realismo e suggestione poetica tipica del miglior cinema d’oltralpe contemporaneo. Una pellicola che vive di silenzi, di luci naturali e di una sensibilità rara, confermando la regista come una delle voci più originali e necessarie del panorama europeo.
– Le sale italiane si accendono di nostalgia e provocazione con due ritorni d’eccezione. Da un lato la romanità iconica di “Un sacco bello”, esordio alla regia di Carlo Verdone che, a distanza di decenni, conserva intatta la sua malinconica comicità e quella galleria di personaggi indimenticabili sospesi in un’estate deserta.
– Dopo lo shock culturale di “Baby Reindeer”, Richard Gadd collabora con HBO Max per “Half Man”, una serie che lo vede nuovamente autore e protagonista. Il progetto si addentra nei territori della *cringe comedy* più nera e del dramma psicologico, esplorando le contraddizioni della mascolinità contemporanea attraverso una scrittura cruda e priva di filtri.
In questa puntata:
– Questa settimana il Re del Pop rivive sul grande schermo con l’attesissimo “Michael”. Il biopic di Antoine Fuqua vede Jaafar Jackson vestire i panni dello zio Michael, in un racconto che promette di esplorare non solo il genio musicale e le performance iconiche che hanno segnato la storia, ma anche i lati più complessi e tormentati della vita privata dell’artista.
– Il cinema visionario di Bi Gan torna nelle sale italiane con “Resurrection”. Tra piani sequenza ipnotici e confini sfumati tra sogno e memoria, il regista trasforma la visione in un’esperienza sensoriale ancestrale. Un appuntamento imperdibile per chi cerca nel grande schermo un atto di pura resistenza poetica e magia visiva.
– Passiamo poi al cinema di casa nostra con “Eva” di Emanuela Rossi, un thriller ambientalista dalle atmosfere sospese e misteriose. Il film ci trascina in un viaggio emotivo e visivo tra i boschi, dove il legame tra uomo e natura si fa ancestrale e inquietante.
– Arriva nelle sale “The Long Walk”. Il regista Francis Lawrence porta al cinema uno dei romanzi più spietati e iconici di Stephen King. In un futuro distopico, cento ragazzi partecipano a una gara di resistenza dove l’unica regola è non fermarsi mai; un incubo psicologico e fisico che mette a nudo la crudeltà del potere e la fragilità della speranza.
– Per gli ottantuno anni dalla liberazione dell’Italia dal nazifascismo, partigiani, staffette e sopravvissuti raccontano storie personali come frammenti di una storia collettiva. “Avevo due paure”, film documentario di Theo Putzu e Paolo Cagnacci, ospiti in studio, racconta con le voci e i volti dei protagonisti un momento fondamentale della storia della Repubblica italiana.
– Spazio serie tv con l’attesa seconda stagione di “Beef – Lo scontro”, che vede protagonisti i magnetici Oscar Isaac e Carey Mulligan. Il nuovo capitolo antologico promette di esplorare nuove e feroci dinamiche di tensione psicologica, mantenendo intatta quell’ironia tagliente che ha reso celebre il debutto della serie.
In questa puntata:
– Iniziamo con la leggerezza della commedia: ospitiamo il regista Giambattista Avellino e l’attrice Giulia Bevilacqua, che ci sveleranno retroscena e curiosità di “Benvenuti in campagna”. Un incontro per esplorare come la vita rurale possa trasformarsi nel perfetto palcoscenico per scontri di stili di vita e risate assicurate.
– Dalla commedia passiamo alla Storia con la “S” maiuscola. Intervistiamo il regista Arnaldo Catinari, che ci porta nel cuore pulsante di “Alla festa della rivoluzione” per approfondire la genesi di un film che intreccia l’estetica dannunziana a Fiume con i dubbi di un’Italia al bivio, tra utopie rivoluzionarie e l’ombra incombente della dittatura.
– Spazio poi al cinema indipendente e d’impatto sociale. Sarà con noi Tekla Taidelli per parlarci di “606”, una pellicola viscerale sulla lotta contro la tossicodipendenza e il loop temporale del trauma. A seguire, la parola a Lorenza Indovina, che debutta alla regia con il documentario “La verità migliore”, un’opera prima sorprendente e coraggiosa, che sa essere insieme indagine, confessione e poesia della memoria, dove pubblico e privato s’intrecciano implacabilmente.
– Non mancano i grandi cult che tornano a farci tremare: a 35 anni dalla sua uscita originale, torna nelle sale “Il silenzio degli innocenti”. Analizzeremo l’eredità immortale di Hannibal Lecter e Clarice Starling in questo capolavoro del thriller.
– Infine, per gli amanti del piccolo schermo, voliamo nel distopico mondo di Gilead con tutte le novità su “The Testaments”, l’attesissimo sequel de “The Handmaid’s Tale”.
In questa puntata:
– Torniamo tra i banchi con “Un anno di scuola” di Laura Samani, la regista di Piccolo Corpo, nostra ospite, che ci guida nel suo adattamento del racconto di Giani Stuparich. Nel suo film si esplora la fragilità della crescita, mettendo in scena un gruppo di ragazzi alle prese con la mascolinità tossica e il profondo desiderio di trovare il proprio posto nel mondo.
– Edoardo Winspeare con “Vita mia” ci regala un’opera dal respiro intimo e universale, nata dall’osservazione del legame tra sua madre e chi la assisteva. Il film si trasforma in un affresco prezioso che intreccia la grande Storia del Novecento con le vicende quotidiane, offrendo una riflessione luminosa sulla forza terapeutica dell’amicizia e sulla capacità umana di trasformare il dolore in una celebrazione vitale.
– Con Leandro Picarella parliamo di “Sciatunostro” in cui il regista utilizza filmini amatoriali e il respiro dell’isola di Linosa per raccontare un’amicizia infantile sospesa nel tempo.
– Per la rubrica sui libri spazio al volume “Che cos’è Netflix” di Valentina Re. Insieme all’autrice esploreremo come lo strapotere delle piattaforme streaming abbia radicalmente riscritto non solo le dinamiche di distribuzione, ma anche le nostre abitudini di consumo, le strategie narrative e il modo in cui le storie vengono oggi immaginate e fruite dal grande pubblico.
– Il fine settimana al cinema si tinge di horror con “Finché morte non ci separi 2”. In questo secondo capitolo, la protagonista Grace deve affrontare una sfida ancora più estrema; l’aggiunta di icone del genere come Sarah Michelle Gellar promette di elevare il tasso di adrenalina, offrendo al contempo una satira graffiante e spietata verso le élite più potenti.
In questa puntata:
– Tra le uscite del weekend “Lo straniero” di François Ozon. Il regista francese si misura con l’opera capitale di Albert Camus, portando sullo schermo un Meursault (lBenjamin Voisin) moderno e inquietante, immerso in una luce algerina accecante che diventa essa stessa protagonista del dramma esistenziale. In Concorso a Venezia 82.
– In sala anche “The Drama” con la coppia d’oro formata da Zendaya e Robert Pattinson che esplode sotto la direzione di Kristoffer Borgli in un thriller psicologico che distrugge l’idillio della commedia romantica classica. Il film scava nelle crepe di un segreto indicibile che emerge poco prima di un matrimonio, utilizzando il carisma dei due divi per analizzare come l’identità privata venga costantemente minacciata dalle proiezioni e dai dubbi di chi ci sta accanto.
– Nel suo nuovo film intitolato “E’ l’ultima battuta?” Bradley Cooper conferma la sua maturità autoriale con una dramedy intima che esplora il mondo della stand-up comedy come metafora della resilienza personale. Attraverso il racconto di un comico in crisi di mezza età che deve reinventarsi dopo la fine di un lungo legame, il film riflette sul “tempo comico” della vita, riuscendo a bilanciare la malinconia del fallimento con l’ironia necessaria a ricominciare da zero.
– Esce anche “Super Mario Galaxy”: Nintendo e Illumination puntano a polverizzare ogni record precedente portando l’idraulico più famoso del mondo oltre i confini terrestri, in un’avventura spaziale che è un trionfo di tecnica e fan-service.
– A tre decenni dalla sua uscita, “Fargo”, il capolavoro dei Fratelli Coen, rimane un punto di riferimento insuperato per la sua capacità di mescolare il sangue sulla neve con un umorismo grottesco e provinciale. La figura di Marge Gunderson continua a brillare come uno dei personaggi più umani e integri della storia del noir, ricordandoci che dietro la banalità del male si nasconde spesso una mediocrità tragica e ridicola.
– Come stanno andando gli incassi in Italia nell’ultimo periodo? E chi sono i candidati all’edizione 2026 dei David di Donatello? Scopritelo con noi.
In questa puntata:
– Interviste ai protagonisti di questa edizione per raccontarvi il cinema italiano che ci aspetta attraverso le voci di chi lo crea. AI nostri microfoni Francesco Lagi per la commedia dolceamara “Il dio dell’amore”; Valentina Zanella per “Non è la fine del mondo”, un racconto intimo che affronta la resilienza con uno sguardo fresco e originale; Nunzia De Stefano per “Malavia”, racconto di una Napoli (sub)urbana tra rap, malavita e voglia di riscatto; Davide Angiuli per “Cattiva strada”, la storia di un diciottenne barese che cerca una nuova chance per vivere mentre aiuta la nonna malata; “Era” di Vincenzo Marra, che segue il rapporto tra una signora anziana e la sua badante dello Sri Lanka.
– Dopo oltre 60 anni, torna sul grande schermo il capolavoro d’esordio di Marco Bellocchio “I pugni in tasca”. Analizziamo perché questa pellicola sia ancora oggi un urto necessario: un film che ha scardinato i pilastri della famiglia e della società borghese, mantenendo intatta la sua carica sovversiva e la sua estetica rabbiosa.
– Ci spostiamo infine su Apple TV+ per analizzare la nuova serie “Imperfect Women”. Un thriller psicologico che mette a nudo le crepe dietro la perfezione apparente di tre donne.
In questa puntata:
– In collegamento il regista Tommaso Renzoni che ci racconta la genesi di “Notte prima degli esami 3.0”. A vent’anni dal cult originale, Renzoni affronta la sfida di raccontare la Generazione Z evitando l’effetto nostalgia, puntando invece su un “remix” contemporaneo che parla di ansie social e riti di passaggio moderni. Nel cast anche Sabrina Ferilli, nel ruolo della professoressa “belva”.
– Tra le uscite più attese del weekend brilla “L’ultima missione: Project Hail Mary”, l’adattamento cinematografico del best-seller di Andy Weir diretto da Phil Lord e Christopher Miller. Ryan Gosling interpreta Ryland Grace, un astronauta che si risveglia solo su un’astronave senza memoria della sua missione: salvare l’umanità dall’estinzione.
– Esce nelle sale il nuovo film di Andrea De Sica, “Gli occhi degli altri”, un’opera che scava nel profondo dell’animo umano grazie alle interpretazioni intense di Filippo Timi e Jasmine Trinca. Il film ci trascina in un raffinato dramma psicologico dove le vite dei protagonisti si intrecciano in un gioco di specchi e segreti.
– Per i puristi della settima arte, torna nelle sale in versione restaurata in 4K uno dei capolavori assoluti di Stanley Kubrick: “Barry Lyndon”. Cinquantuno anni dopo la sua uscita originale, l’epopea settecentesca di Redmond Barry torna a risplendere sul grande schermo, permettendoci di ammirare con una nitidezza mai vista prima la leggendaria fotografia di John Alcott, realizzata quasi interamente a lume di candela. È un’occasione imperdibile per immergersi in quello che è considerato un “quadro in movimento”, un affresco sulla scalata sociale e la caduta che non ha perso un grammo della sua potenza visiva e narrativa.
– Chiudiamo la puntata con lo spazio dedicato alle serie tv parlando di “Scarpetta”, l’adattamento dei romanzi di Patricia Cornwell appena approdato su Prime Video con Nicole Kidman nei panni dell’iconica patologa forense Kay Scarpetta. Nel cast anche Jamie Lee Curtis nel ruolo della sorella Dorothy.
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