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In questo episodio parlo delle due facce del giappone. Quella del monaco zen e quella del samurai. Sembrano essere due aspetti inconiugabili, ma invece sono due aspetti essenziali di una cultura che punta al benessere emozionale. Il dream doping è un concetto che ho tirato fuori dall'anime calcistico Blue Lock, un anime in cui i personaggi vengono messi gli uni contro gli altri col fine di diventare i migliori attaccanti del giappone. La domanda attorno alla quale rifletto è: che succede quando la sconfitta trasforma il nostro sogno in un orizzonte mobile a cui non arriviamo mai? Va bene essere zen, ma se invece avessimo anche l'ambizione di raggiungere degli obiettivi sarebbero così inconiugabili queste due facce?
Accogliere le emozioni
In questo episodio vi racconto perché, secondo me, non serve a nulla "martellare" freneticamente alla ricerca di uno scopo a tutti i costi: a volte la cosa più naturale è semplicemente accettare di brancolare un po' nel buio. Credo sia importante ricordare a noi stessi di tornare a una meditazione "nuda e cruda", liberandola dal Vangelo del Marketing, quel carico di morali e promesse che spesso le viene appiccicato addosso. Meditare è una necessità di base, proprio come farsi una doccia o lavare i panni: serve a pulire il rumore del mondo e a riconnetterci con noi stessi.
La meditazione del mare
In questo episodio parto dalla Spiral Dynamics. Parlo di integrazione, del passaggio da un’identità rigida a qualcosa di più fluido. E soprattutto parlo di ombra rispetto a questo modello: perché ciò che non integriamo, prima o poi, ci guida da dietro le quinte.
Che ne pensate?
E se il divertimento fosse la tua forma più alta di guarigione?
Vai alle mie meditazioni
mywoowei
E se il tuo feed di Instagram non fosse solo intrattenimento, ma una mappa della tua psiche? In questo episodio esploriamo come trasformare l'uso quotidiano dei social media in uno strumento di self-awareness e crescita personale. Ci tengo a precisare che questa "inversione" deve avvenire rispettando sé stessi e in modo sostenibile.
Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti?
Ciao! Buon 2026, oggi si parla di critico interiore.
Il critico interiore nasce spesso per proteggerci dal dolore, dal rifiuto, dall’umiliazione.
Il problema non è la sua esistenza, ma il fatto che continui a usare strategie vecchie, costruite quando eravamo più vulnerabili.
Parlo di rigeneritorializzazione: la possibilità di diventare oggi l’adulto che allora mancava, e di offrire sicurezza a quelle parti esiliate che il critico sta ancora cercando di tenere al riparo.
Capire il critico, invece di combatterlo, è spesso la chiave per:
ridurre l’auto-svalutazione
sciogliere il conflitto interno
accedere a parti più autentiche, sensibili e vitali di noi
Un episodio per chi si giudica duramente, ma è stanco di farsi la guerra.
https://todo.substack.com/p/scendere-in-profondita
In questo episodio parlo di quanto sia fondamentale ricordarci che fare cose nuove, diverse, difficili o in condizioni critiche/particolare… è difficile. Sembra banale, ma spesso molliamo un cambiamento, una lingua nuova o una skill perché crediamo che la fatica sia un errore, invece che una fase naturale dell’apprendimento.
Condivido ciò che ho osservato insegnando a scuola e ciò che ho imparato nei miei ultimi anni di vita: la frustrazione dell’inizio, la sindrome dell’impostore che non dura per sempre, e l’importanza di tenere viva la prospettiva giusta. Un episodio per chi sta iniziando qualcosa, o per chi ha bisogno di ricordarsi che la difficoltà non è un limite: è l’ingresso.
Qui trovate il Manuale di Distruzione Creativa, che forse è il lavoro di cui sono più fiero: uno strumento per ribaltare vecchi schemi e rimettere in movimento parti di noi che avevano bisogno di respirare.
Qui il mio substack.
Qui la meditazione: Tornare al centro.
In questo episodio parliamo di una delle illusioni più diffuse: l’idea che dobbiamo essere “autentici al 100%” in ogni contesto della nostra vita. In realtà, la nostra identità è un sistema dinamico, fatto di parti diverse: il sé che usiamo per muoverci nel mondo esterno, quello più silenzioso e interiore, il sé che interagisce, quello che osserva, quello che si difende.
Esploriamo cosa significa trovare un equilibrio fra questi sé, senza forzarci a performare un’autenticità rigida e senza perderci in ruoli che ci svuotano. Parliamo anche di energia personale: del modo in cui ci presentiamo, dei segnali che mandiamo , spesso senza accorgercene , e di come questi segnali influenzino profondamente il modo in cui gli altri ci trattano. Perché, volenti o nolenti, permettiamo alle persone di relazionarsi a noi entro i confini che noi stessi definiamo, consapevolmente o meno.
È una conversazione su come muoverci nel mondo con più libertà, meno pressione, più verità… ma una verità possibile, non quella perfetta.
Qui trovate il Manuale di Distruzione Creativa, che forse è il lavoro di cui sono più fiero: uno strumento per ribaltare vecchi schemi e rimettere in movimento parti di noi che avevano bisogno di respirare.
Qui il mio substack.
Qui la meditazione: Tornare al centro.
www.todo.substack.com
musica da: logandanielmcdonald.com
https://insig.ht/xDuG8h0eCYb?utm_source=copy_link&utm_medium=live_stream_share
Oggi parliamo di stare nell'«intervallo». Pema Chodron lo definisce scomodo. Ci dice che dà l'impressione di non essere dove vorresti. È sempre importante riscoprire la propria capacità di stare nell'intervallo scomodo e non rispondere a ogni propensione, fantasma affamato o vecchia abitudine. Poco a poco alcuni legami "nocivi" si dissolvono e facciamo spazio al nuovo.
Fatti un giro sul mio substack!
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