Quando allarghiamo la nostra prospettiva, stiamo eliminando (o spostando) la linea di confine tra cio che è io e ciò che è altro.
Piú allarghiamo la prospettiva e meno siamo costretti ad essere specifici rispetto a ciò che siamo e ciò che non siamo.
Non ci sogneremmo mai di accogliere un alieno e dirgli “si, in effetti io vengo proprio da Roccapipirozza”, no, invece gli diremmo: “ciao io sono un terrestre”.
E se invece incontrassimo degli esseri provenienti dalla galassia di Andromeda, qualora fossero intenzionate a fare un discorso con noi, non gli diremmo mai: “si, io lavoro al Carrefour quello di via Manzoni, hai presente?” No, gli diremmo una cosa tipo: “ciao essere andromediano, noi siamo La federazione unita della via Lattea, piacere!”.
Il punto è che allargare la prospettiva allarga anche la linea di confine e ci fa sentire più in armonia col tutto ed è anche il punto di partenza per liberarci di storie tanto reali quanto provvisorie. Ascoltare questo episodio fino alla fine e troverete anche un esercizio utilissimo per mettere in pratica i concetti di cui discutiamo oggi!