Il Piave mormorava
con ira e furore
all'arrivo dei corrieri al cenone
I fattorini marciavan per raggiunger le case la sera di Natale
Per fare concorrenza sleale
Muti passaron quella notte i governanti
Amazon bisognava schiacciare, e andare avanti
S'udiva intanto dalle amate sponde
Sommesso e lieve il tripudiar dell'onde
Era un presagio autarchico e botende
Il Piave mormorò: "Non passa Jeff Bezos"
Ma in una notte trista
Si parlò del natale
E il Piave udiva l'ira e la concorrenza sleale
Ahi, quanti negozietti ho visto
Venir giù, per colpa della multinazionale
Poiché il nemico irruppe nel Natale
Detentori del Rdc ovunque, dai lontani monti
Venivan a gremir tutti i suoi ponti
S'udiva allor, dalle violate sponde
Sommesso e triste il mormorio de l'onde
Come un singhiozzo, in quel Natale nero
Il Piave mormorò: "Ritorna Jeff Bezos."
E ritornò Amazon
Per l'orgoglio, per la fame
Volea sfogare e ovunque consegnare
Voleva il piano Kalergi
Di lassù, voleva ancora
Sfamarsi e tripudiare come allora
"No" disse il Piave, "No" disse Salvini
Mai più Amazon consegni i regalini
E si vide il Piave rigonfiar le sponde
E come Salvini trangugiavano le onde
Rossobruno del sangue del piccolo imprenditore medio
Il Piave comandò: "Indietro va', Jeff Bezos!"
Indietreggiò il nemico
Fino alla Sylicon Valley
E le pmi sciolsero gli scontrini al vento
Fu sacro il patto antico
Tra le schiere, furon visti
Risorgere Orban, la Meloni e i sovranisti
Infranse, alfin, l'italica produzione
I prodotti e le consegne del pelatone
Sicure l'Alpi, libere le sponde
E tacque il Piave: "Si placaron le onde"
Sul patrio suolo, vinti i torvi capitalisiti
La Pace non trovò né oppressi, né immigrazionisti
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