C’è una nuova pesantissima accusa nei confronti di Paolo Zampolli, un'accusa di abuso su una donna risalente all’ottobre 2023.
La donna si chiama Victoria Drake. Ha deciso di “rivelarsi” solo negli ultimi giorni, ma i documenti e le prove che porta con sé, dimostrano che proprio Victoria era l’altra donna a cui Zampolli stava offrendo soldi per tacere, spaventato dopo i post di Amanda Ungaro.
Victoria sarebbe stata stata drogata e abusata da Zampolli mentre si trovava nella sua casa di New York. L’ospedale dove si è recata le ha confermato le tracce di droga, e Victoria ha denunciato regolarmente tutto alla polizia di New York. La donna inoltre sarebbe in possesso di un audio in cui lo “special ambassador” amico di Trump ammette quello che ha fatto.
Eppure, nonostante il referto medico, la denuncia, la confessione registrata, il caso si è chiuso in un nulla di fatto.
La spiegazione di tutto questo potrebbe essere, secondo la donna, proprio lo status diplomatico di Zampolli - ma i dubbi sulla reale effettività di questo status sono molti. Anche se l’abitazione da diplomatico in cui vive Zampolli a New York, reca sulla porta proprio un cartello con scritto “residenza diplomatica”.
Zampolli – che rilascia interviste al Corriere della Sera che niente gli ha domandato sul suo torbido passato, e presente, o che viene in Italia per incontrare anche Giuseppe Conte – si presenta come "ambasciatore per le Nazioni Unite" a vario titolo fin dal 2011.
Poi, durante il suo primo mandato Trump lo ha nominato membro del Consiglio presidenziale per lo sport, il fitness e la nutrizione e, nel 2025, “Inviato Speciale per le Partnership Globali”.
Una carica del tutto inventata, che nessuno ha mai ricoperto prima, che non ha un budget pubblico, né dipendenti né addirittura stipendio (che si sappia). Ma allora a che serve? Resta da domandarsi il perché Trump senta la necessità di garantire una così grande protezione al suo amico, e se questa protezione sia davvero effettiva.
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