Ecco uno stralcio dell'intervista tenutasi all'interno del programma "L'Attimo Fuggente" condotto da Luca Telese al virologo Andrea Crisanti
Come ha vissuto queste polemiche in merito alla geolocalizzazione?
“Io non le ho viste queste polemiche, me ne sono disinteressato. Sono stato in Inghilterra una settimana fa e ho pensato che questo sistema fosse utile, e che allo stesso tempo non violava nessuna privacy. Ho fatto una proposta che viene dal più conversatore Johnson, non dai soviet di Pietroburgo”
Ogni giorno consegniamo gran parte della nostra privacy ai giganti dei web. Non capisco perché non possiamo farlo per ragioni di salute pubblica”
Qual è secondo lei la verità per quanto riguarda le ultime aperture?
“Non c’erano basi per riaprire a sufficienza. Tant’è che da quando abbiamo riaperto ad oggi, ci sono stati otto mila morti. Sicuramente sono diminuiti i ricoveri in generale, da attribuire al grande numero di vaccinati. Ad ogni modo la situazione attuale non è realistica. La base di analisi non è più quella di mesi fa. Bisogna continuare a fare i tamponi”.
Che idea ha sulla prospettiva futura del covid?
“Io penso che la dinamica dipenderà da due fattori: dalla durata della protezione del vaccino e, successivamente, le varianti nel caso dovessero resistere ai vaccini. A quel punto si dovrebbe ripartire da capo con il ciclo di vaccinazione”.
Di seguito alcune dichiarazioni del secondo ospite di giornata, il sindaco di Bari e presidente dell'ANCI, Antonio Decaro
Come è possibile che una bambina che si chiude delle dita in una porta antincendio debba generare colpevolezza nei confronti del sindaco?
"Dipende dalle norme le quali non definiscono in maniera puntuale i confini della responsabilità del sindaco. Basti vedere il sindaco di Torino condannato a questioni ambientali, le quali non rappresentano una competenza unica del sindaco. Tutto ciò è assurdo. In merito alla vicenda della ragazzina che si è chiusa le dita in una porta antincendio. Ieri sono stato in cinque scuole e mi sono chiesto come si potesse agire. Non ci può essere una responsabilità diretta per qualsiasi evento che capita in città".
Si dice che ci sia paura a fare il sindaco. Le risulta?
“Beh, certo. Con tutto quello che è successo direi di sì. Questo lavoro comporta onori ed oneri, è pieno di gratificazioni allo stesso tempo. Bisogna sottolineare allo stesso tempo che lo stipendio di un sindaco nei piccoli comuni è poco di sopra al reddito di cittadinanza. A questo si aggiungono le responsabilità”.