Lavasciuga

Lavasciuga

By LavasciugaSociety & Culture
Download on the App Store

Lavasciuga episodes

  • 040 - Affordances e norme sociali - L'impatto delle tecnologie sui nostri comportamenti
    Gli oggetti di uso quotidiano sono provvisti di affordances, ossia qualità che ne suggeriscono l’uso in uno specifico modo, guidando l’interazione tra essi e l’utente.

    Per fare un esempio concreto, pensate alla vostra tazzina di caffè, che vi invita ad afferrarla grazie alla presenza del manico.

    Le affordances si trovano anche negli oggetti digitali. Un bell’esempio sono le reactions che usiamo per reagire a un post di Facebook, ma anche l’impossibilità di creare contenuti Instagram che non siano ancorati a un elemento visuale, immagine o video che sia.

    Insomma, l’architettura delle piattaforme indirizza e limita i nostri comportamenti.

    Un tema reso ancora più evidente da due fattori:

    1- Gli algoritmi dei social media che, scegliendo quali contenuti mostrare con più frequenza, spingono l’adozione di formati e argomenti in linea con le tendenze del momento, pena l’anonimato;

    2- L’intelligenza artificiale integrata nei motori di ricerca che, estraendo informazioni dai siti e proponendola direttamente sulla pagina dei risultati, impatta sul traffico in entrata delle pagine web e sulle tasche dei loro gestori.

    Ma, in senso lato, possiamo considerare anche le pratiche di utilizzo di questi prodotti come affordances: se su LinkedIn le persone scelgono foto profilo che le ritraggono in contesti lavorativi, sarebbe saggio, per chi lavora in ufficio, usare una foto che gli hanno scattato in spiaggia?


    Per offrirci un caffè (digitale, senza affordances fisiche), contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga


    Dedicaci un minuto a migliorare il nostro podcast rispondendo a un brevissimo questionario ANONIMO (accesso a Google richiesto): https://forms.gle/gz8TE3VP2Qh4n5Zi9
    43 min
  • 039 - Satira e disinformazione, un confine labile (con un caso studio)
    Un giornalista condivide un meme satirico che lo ritrae, strumentalizzandolo per scopi politici.

    È successo qualche settimana fa su Facebook. Protagonisti: la pagina di satira (meglio, cazzeggio volgare) Perennemente Siddiati 3.0 e il giornalista di FanPage Saverio Tommasi.

    Il caso, che analizziamo dettagliatamente nella prima parte della puntata, ci dà il pretesto per affrontare un problema più ampio: il confine sempre più sfumato tra satira e disinformazione.

    Un confine che non è mai stato nettissimo (Claire Wardle catalogava già la satira tra le forme più lievi di disinformazione) e che nel caso dei contenuti ironici che assumono le forme del giornalismo tradizionale (avete detto “Lercio”?) si fa quasi invisibile.

    Da qui a una riflessione sull’alfabetizzazione digitale, il passo è breve. Ci siamo chiesti quali stratagemmi possono aiutarci a non abboccare a qualsiasi post che vediamo sui social e se sia il caso di istituire un certificato che abiliti alla navigazione su tali piattaforme (una sorta di patente).

    Il panorama digitale ha rovesciato il paradigma broadcast tradizionale (da uno a molti), permettendo a chiunque abbia una connessione internet di farsi agenzia di produzione e distribuzione di info. Risultato: maggior concorrenza per i giornali tradizionali, che per non arrivare in ritardo sulle notizie scelgono spesso di comprimere i processi di verifica delle fonti.

    Con risultati tra il comico e il tragico.



    Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga


    Dedicaci un minuto a migliorare il nostro podcast rispondendo a un brevissimo questionario ANONIMO (accesso a Google richiesto): https://forms.gle/EhMrZZM26sraBLb26

    Il meme di Siddiati: https://www.facebook.com/share/p/1HeEd2YNQa/

    La risposta di Saverio Tommasi: https://www.facebook.com/share/p/1CMQSEiF7u/


    Per la classificazione delle forme di disinformazione proposta da C. Wardle, si veda: Rubinelli S., Diviani N., Fiordelli M., Pensiero critico e disinformazione, Carocci, pp. 104-110
    42 min
  • 038 - L'effetto Einstein
    Effetto Einstein, spiegazione semplice: “se lo dice uno scienziato, ci credi di più” (sono parole del CICAP, non ci stiamo inventando nulla). Lo sa bene Eurospin, che utilizza l’immagine del padre della relatività generale per convincere i consumatori a fare “la spesa intelligente” presso i propri punti vendita.
    Ma un ragionamento dovrebbe essere giudicato per quello che propone, non per chi lo propone, e non è detto che Einstein, genio della fisica, fosse necessariamente anche uno smart shopper.


    Al di là della mossa di marketing, conviene riflettere sul fenomeno opposto, ossia l’erosione dell’autorità scientifica nel mondo contemporaneo.
    Una tendenza ben esposta dalla pandemia del 2020: la scienza, percepita da molti come infallibile (una feature che in realtà si addice più alle religioni) si è trovata a produrre risposte provvisorie e imperfette, basandosi su una casistica inedita. Ciò ha offerto il fianco allo scetticismo di parte della cittadinanza, il quale ha contribuito a rafforzare le innumerevoli teorie del complotto che naturalmente fioriscono e circolano in ogni periodo di incertezza. Soprattutto, aggiungeteci i tecnicismi che infarcivano le ospitate dei virologi in tv, rendendo i concetti esposti difficilmente comprensibili a un pubblico generalista, e la frittata è fatta (con uova prese in offerta all’Eurospin).


    Come restituire al discorso scientifico la dignità che merita agli occhi del grande pubblico?
    Una mano potrebbe venire dalla divulgazione, ponte tra l’accademia e la strada. Il linguaggio scientifico è altamente tecnico, elimina l'ambiguità, ma chi non ha gli strumenti per decodificarlo può percepirlo come una (perdonateci il termine) supercazzola. I divulgatori traducono lo “scientifichese” (altro copyright del CICAP) in un linguaggio terra a terra, parlano come mangiano, impiegano metafore tratte dal quotidiano, trasformano l’apprendimento in un gioco.

    Un lavoro fondamentale per almeno due motivi: ricostruire la fiducia nel sapere scientifico, evitando il diffondersi di pratiche nocive per la salute umana e ambientale, e avvicinare la gioventù alla scienza, garantendo a quest'ultima il fisiologico ricambio di risorse umane necessario al suo progresso.



    Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga


    Dedicaci un minuto a migliorare il nostro podcast rispondendo a un brevissimo questionario: https://forms.gle/ZepN5gT9KGuo484r9
    L’articolo del CICAP sull’effetto Einstein: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=1800909
    Per approfondire alcune delle questioni trattate nell’episodio:

    • Quattrociocchi W., Vicini A., Polarizzazioni, Franco Angeli, cap. 8
    • Rubinelli S., Diviani N., Fiordelli M., Pensiero critico e disinformazione, Carocci, capp. 2 e 4
    42 min
  • 037 - Viaggiare suonando (feat. Gianluca)
    Riavvolgiamo il nastro di un'ideale musicassetta e torniamo ai primi anni Novanta, periodo florido per la musica rock, quando “MTV faceva ancora MTV” (cit.). È in quel momento che il nostro ospite, Gianluca, all’epoca ragazzino delle scuole medie che sognava di suonare la tromba, preme il tasto play è da inizio alla propria storia.
    Ma il nastro si inceppa quasi subito: un maestro non compiacente boccia l’idea dei fiati. Sarà l’incontro con il metal a far ripartire il disco, rimpiazzando l’ottone con la chitarra elettrica. Alle esperienze nella prima band seguiranno gli studi al CPM di Milano, le tournée nell’Europa dell’est tra infiniti viaggi in autobus, terze classi di treni locali poco raccomandabili e polizia di frontiera amante del merchandising, fino a un nuovo periodo di formazione negli USA, terra che ha sempre un certo fascino sui rockettari. E poi le esperienze nei musical, fino all'odierna attività da insegnante.
    Insomma, ne ha fatta di strada Gianluca, ma il suo viaggio non si ferma qui. Le nuove sfide poste dall'intelligenza artificiale, dalle grandi piattaforme di streaming che impongono le proprie leggi, dalla comunicazione frenetica da social e dall'apprendimento mediato da uno schermo impongono all'artista di ripensare il suo metodo. Si rende necessario adattarsi al presente senza snaturarsi, evitando di stravolgere l'approccio alla didattica e alla produzione in favore di un apparente successo immediato, recuperando, invece, l’avvicinamento lento e ragionato alla materia, presupposto a una corretta comprensione e fruizione dell'arte

    Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga 


    Per seguire e supportare Gianluca e i suoi progetti:


    Instagram Gianluca Del Fiol:

    https://www.instagram.com/gianlucadelfiol_guitar?utm_source=qr&igsh=bzczdDU5bHdkMjA0

    From Zero To Rock:

    https://gianluca-s-site-afb9.thinkific.com/courses/from-zero-to-rock?utm_source=ig&utm_medium=social&utm_content=link_in_bio&fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQPNTY3MDY3MzQzMzUyNDI3AAGnGW4L-U_o9jven5gO1_MO0mcCBaTjAyDtkJ74lJWacB-M9xGCLUV2C_zC4hQ_aem_JRjeTHvGzX5sSJpVXUqXCg

    Facebook Gianluca Del Fiol:

    https://www.facebook.com/share/1bnNV6k7s4/

    Youtube Gianluca Del Fiol:

    https://youtube.com/@1979giano?si=3ss2hTzwuHp77aE2

    In The Mood (Music Events):

    https://youtube.com/@inthemoodmusicvibes?si=d35m-8mPk6U8kkpL

    Instagram Maurizio Pirovano:

    https://www.instagram.com/maurizio_pirovano?igsh=MXFvamVlNXoydG8yMg==

    Instagram Ruggero Dei Timidi:

    https://www.instagram.com/ruggerodeitimidi?igsh=MTk0N3p2ZjRodGg4aw==

    1 hr 15 min
  • 036 - La globalizzazione
    La globalizzazione è un fenomeno che tutti saprebbero individuare a grandi linee, ma quasi nessuno riuscirebbe definire con chiarezza. Probabilmente, qualcuno risponderà che essa è frutto della nascita di internet, altri utilizzeranno espressioni come “villaggio globale”, infine c’è chi la collegherà al superamento della logica dei due blocchi contrapposti dovuta al crollo dell’URSS.
    Così, per mettere un po’ d’ordine e costruire questa puntata, siamo partiti proprio dalla definizione di globalizzazione data dagli accademici. Inquadrato l’oggetto, abbiamo tentato di elencarne gli aspetti più significativi, collocarlo storicamente e riflettere su quanto di positivo e negativo ci sia in esso. Tenendo presente che, essendo la globalizzazione figlia delle attività umane, i rischi e le opportunità che essa comporta sono in massima parte riconducibili alle nostre scelte.


    Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga 
    La lettura consigliata nell’episodio: M.B. Steger, La globalizzazione, il Mulino

    Il brano di Father John Misty, Pure Comedy: https://music.youtube.com/watch?v=wKrSYgirAhc&list=OLAK5uy_mFlXEvhSfyW_BNYGuu-IVJEFZCZugESig
    50 min
  • 035 - L'effetto Dunning-Kruger
    Il socratico “So di non sapere” è un potente motore del pensiero umano: prendendo atto delle nostre manchevolezze, siamo spinti a ricercare verità e conoscenza.
    Nell’epoca dei social media, il panorama sembra essere diverso: meno si sa, più si pontifica. Insomma, quanto descritto dall’effetto Dunning-Kruger (EDK, per gli amici), no? Beh, non proprio. Abbiamo cercato di capire se le cose stanno davvero così, se il racconto dell’EDK abbia subito una volgarizzazione e una semplificazione fuorviante. Lo abbiamo fatto lasciandoci guidare da studiosi esperti, che hanno analizzato le conclusioni dell’EDK e le hanno sottoposte a verifica.
    Questo ci ha dato lo spunto per ampliare la nostra riflessione, partendo dal ruolo della divulgazione scientifica nella società dell’informazione fino a giungere ad altri temi connessi all’EDK e figli dell’ambiente digitale che avvolge la nostra esistenza, come l’impatto che la circolazione del sapere specialistico fuori dai suoi tradizionali circuiti sta avendo sul rapporto tra utenti del web e conoscenza

    Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga 
    L’articolo del CICAP: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=1800794
    44 min
  • 034 - Il caso Ferragni - Il ruolo degli influencer
    Chiara Ferragni ha rappresentato per lungo tempo l'epitome dell’influencer nel panorama italiano. Di conseguenza, ci si sarebbe aspettato che la vicenda Pandorogate, la quale ne ha segnato il declino professionale e familiare, fosse un’occasione per indagare anche il ruolo della specifica categoria nella comunicazione digitale e nella formazione delle opinioni. Invece, le analisi proposte in merito dai vari media si sono focalizzate quasi esclusivamente sulla persona Ferragni, sulle sue attività e sul rapporto con l’ex marito Fedez.
    Perciò, abbiamo ritenuto doveroso provare a riempire tale vuoto, riflettendo sulle responsabilità che investono gli influencer nell’orientamento dei comportamenti collettivi, sulle competenze che dovrebbero avere per svolgere correttamente tale funzione e sull’approccio che i follower dovrebbero seguire nel valutarne i consigli


    Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga
    46 min
  • 033 - Siamo meno creativi?
    Avete l’impressione che la produzione culturale odierna non regga il confronto con quella novecentesca? Che, in altre parole, si stava meglio quando si stava peggio? Se la risposta è sì, non siete soli, come si può evincere da un articolo che “il Post” ha dedicato al recente libro di W.D. Marx che sviluppa a fondo l’argomento
    Peraltro, poiché lo stesso pensiero frullava da tempo per la testa di uno dei due nostri speaker, abbiamo deciso di dire la nostra in merito, interrogandoci, tra le altre cose, sull’impatto di fattori come la digitalizzazione e la massificazione della società sulla produzione culturale e sul problema che la mancanza di sperimentazione può costituire per lo sviluppo del gusto artistico


    Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga 


    L’articolo del Post: https://www.ilpost.it/2026/01/14/david-marx-crisi-cultura-xxi-secolo/
    42 min
  • 032 - Vivere di musica (con Johnny)
    A chi non piacerebbe fare di una passione il proprio lavoro? Meno allettante è la strada che conduce a ciò, lastricata com’è di sacrifici, sforzi che sembrano infruttuosi, tentazioni di mollare tutto.
    Ne abbiamo discusso con Johnny, che ha scelto di dedicare la sua esistenza alla musica e di provare a vivere grazie a essa. Ci racconterà di come è arrivato fin qui, dal primo incontro con il pianoforte al trasferimento all’estero, passando per l’esperienza alla Civica Scuola di Musica di Milano.
    Un percorso non sempre lineare, costellato di rifiuti, battute d’arresto e addirittura regressi, in cui l’amore per la musica, la capacità di riconoscere le proprie mancanze e la volontà di migliorarsi sono stati il motore che, alla fine, lo ha condotto a destinazione. Ma non al termine del viaggio, perché, come ci ha confessato in chiusura, nuovi obiettivi sono sempre all’orizzonte 


    Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga 


    Qui i contatti di Johnny
    - Profilo Instagram: https://www.instagram.com/john_bramley_piano/

    - Canale YouTube: https://www.youtube.com/@johnbramley4650/videos
    - Sito web: https://www.johnbramley.com/
    1 hr 2 min
  • 031 - Vi parliamo di Bibbiano - La tensione tra fatti e narrazioni
    Le narrazioni servono a mettere ordine nel mondo, a dare un senso ai fatti, a stabilire i ruoli degli attori. Rebecca Solnit paragona la loro assenza alla sensazione di trovarsi davanti a un mare artico che si estende in tutte le direzioni, sempre uguale e senza punti di riferimento. Ma cosa succede quando l’acquisizione di nuove informazioni contrasta con la nostra narrazione di riferimento? Come gestire la dissonanza?
    Appoggiandoci a due casi studio, osserviamo come il mondo dell’informazione si approccia al problema, con risultati che non ci paiono ottimali.


    Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga
    47 min

About Lavasciuga

From the publisher's feed

Il podcast che ti prosciuga!