La Forma Urbis Romae, il Circo Flaminio e la riscrittura del Campo Marzio meridionaleL'anatomia storiografica, archeologica e metodologica della più grande ed entusiasmante scoperta topografica del Novecento, che ha cambiato per sempre la conoscenza della pianta di Roma antica: il saggio definitivo dedicato all'opera di Guglielmo Gatti. Questo volume 119 della serie "Manifesti di Pietra" analizza nei minimi dettagli la straordinaria intuizione che nel 1940 permise all'archeologo italiano di ricomporre i frammenti della Forma Urbis Romae (la grande mappa marmorea severiana del III secolo dopo Cristo) e di correggere un secolare errore d'interpretazione.Per decenni, i più illustri studiosi del passato – tra cui Rodolfo Lanciani, Heinrich Jordan e Christian Hülsen – avevano posizionato il Circus Flaminius erratamente verso l'interno, tra Piazza Paganica e Via delle Botteghe Oscure, capovolgendo l'orientamento di interi quartieri. Dimostrando che il Circo Flaminio sorgeva in realtà a ridosso del Tevere e del Teatro di Marcello, Gatti innescò un clamoroso "effetto domino" che riposizionò nella loro sede corretta i templi in circo (Apollo Sosiano, Bellona, Ercole delle Muse), i monumenti di Largo Argentina, la Porticus Minucia e il complesso della Porticus Octaviae.Rifiutando approcci meramente divulgativi, l'opera esamina l'impatto scientifico della scoperta sulla storiografia accademica del Novecento, per poi illustrare le più recenti tecnologie di scansione 3D e l'allestimento del nuovo Museo della Forma Urbis al Celio. Dagli errori della cartografia ottocentesca alla diagnostica contemporanea, questo saggio offre un quadro nitido, documentato e rigoroso sul manifesto di pietra che ha restituito a Roma il vero volto del Campo Marzio.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HHGKQ8L7