“Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce: lo si osserva in mille cose”. Così si esprimeva il filosofo e matematico Blaise Pascal. D’altra parte Schopenauer scrisse un libro dal titolo significativo: “O si pensa o si crede. Scritti sulla religione”. La tentazione di derubricare la fede ad espressione irrazionale, sentimentale, incompatibile con la ragione umana, coinvolge gli stessi credenti, quasi a giustificazione di un progressivo scollamento tra vita e pensiero di fede. Abbiamo chiesto un parere in proposito al teologo Fulvio Ferrario, docente di Dogmatica alla Facoltà valdese di teologia di Roma.
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