L'ha scritto una femmina

L'ha scritto una femmina

By Carolina CapriaSociety & Culture
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L'ha scritto una femmina episodes

  • Ep.21 "mi hanno convinta che mi restassero solo pochi anni buoni"

    La poesia di Rupi Kaur è contenuta nella raccolta "The Sun and Her Flowers".

    mi hanno convinta

    che mi restassero solo pochi anni buoni

    prima di essere scalzata da una ragazza più giovane

    come se l’età accrescesse il potere degli uomini

    e riducesse le donne all’insignificanza

    si tengano le loro bugie

    io sono solo all’inizio

    mi sento appena uscita dal grembo

    i miei vent’anni sono il rodaggio

    per ciò che ho davvero in mente di fare

    vedrete quando ne avrò trenta

    quella sì che sarà una degna presentazione

    della donna malevola, selvaggia, che c’è in me

    come posso andarmene prima che cominci la festa

    le prove cominciano a quaranta

    maturo con l’età

    non ho data di scadenza

    e adesso

    viene l’evento principale

    su il sipario a cinquanta

    che abbia inizio lo spettacolo

    18 min
  • Ep. 20 "al momento sono una prima stesura"

    La poesia di Caroline Kaufman è tratta da "piccoli raggi di luce"



    al momento sono una prima stesura;

    sono qui per essere rivista e corretta.

     

    per quanto mi sforzi,

    non sono la fanciulla di cui parlano i poeti.

    non sono fatta di maree oceaniche e il mio cuore non è un tamburo di cristallo;

    sarà sempre un'arma

    più di ogni altra cosa.

     

    sono un capolavoro incompiuto,

    pieno di parole depennate e di modifiche. nessuno definisce bella la prima stesura, e non sarò mai la versione definitiva.

    21 min
  • Ep.19 "è notte quando inizia la battaglia"

    La poesia di Tiffany McDaniel è tratta da "Queste voci mi battono viva".

    Mentre gli uomini vanno a letto, 

    le donne lavano il proprio viso.

    Il mascara e il fard e il rossetto, 

    che ostruiscono lo scarico come plastica fusa.

    Il sapone le brucia gli occhi 

    mentre lei continua a sfregarsi così forte 

    da far apparire nuova pelle.

     

    Mentre gli uomini vanno a letto,

     le donne cedono alle pozioni 

    allineate sui loro scaffali.

    Lei ricorda a se stessa di sorridere di meno, 

    perché ogni risata porterà una ruga 

    che misurerà il suo valore contro quelle come lei.

     

    Mentre gli uomini vanno a letto, 

    le donne nutrono delicatamente 

    le pieghe degli occhi, 

    i mignoli spingono la pelle,

    nella speranza che i corvi si riprenderanno le proprie zampe 

    e porteranno in volo, lontano 

    gli anni che volano con loro.

     

    Mentre gli uomini vanno a letto, 

    le donne aprono barattoli

    per spalmarsi la crema che sarà il loro Dio

    fino a che non perderanno la fede.

    La scienza, lei prega.

    Prega invano.

     

    Mentre gli uomini vanno a letto, 

    si domanda preoccupata se ha fatto abbastanza 

    e intanto si guarda allo specchio, 

    ricordandosi quando, anche lei,

    poteva andare a letto come gli uomini.

    Sospira, e aggiunge un altro strato di crema al viso che ormai non ama più.

     

    26 min
  • Ep.18 "Non sapevo che il buio non è nero"

    La poesia di Goliarda Sapienza è contenuta nella raccolta "Ancestrale"


    Non sapevo che il buio non è nero 

    che il giorno non è bianco

    che la luce acceca

    e il fermarsi è correre

    ancora di più

    12 min
  • Ep.17 "Perdita"

    "Perdita" di Blaga Dimitrova

    Non so se mi ero innamorata di te.

    Mi innamorai però di altre cose, lo so; di una stanza scomoda rivolta a nord, di una teiera che crepitava la sera.

    Degli alberi mi innamorai che toglievano spazio, dei solitari e soffocanti cinema di quartiere, dei dolorosi ricordi di prigione, di un muro ferito dalle bombe.

    Delle fermate del tram, delle foglie ricoperte di brina, di una calda tasca con castagne bruciate, della pioggia scrosciante, del suono del telefono, persino della nebbia fonda color cenere.

    Di tutto il mondo mi ero innamorata, non di te.

    Lo scoprivo nuovo, interessante, ricco.

    Per questo soffro... Non per averti perso.

    Altro ho perduto - il mondo intero.

    13 min
  • Ep.16 "sono tanto brava

    La poesia "Sono tanto brava" di Sibilla Aleramo è contenuta nella raccolta "Momenti".


    Sono tanto brava lungo il giorno.
    Comprendo, accetto, non piango.
    Quasi imparo ad avere orgoglio quasi fossi un uomo.
    Ma al primo brivido di viola in cielo
    ogni diurno sostegno dispare.
    Tu mi sospiri lontano;
    Sembrami d'aver tra le dita la stanchezza di tutta la terra.
    Non son più che sguardo, sguardo sperduto, e vene.

    16 min
  • Ep. 15 "Vita"

    La poesia di Charlotte Brontë è contenuta all'interno della raccolta "Anne, Charlotte, Emily Brontë Poesie" edita da Mondadori.


    Credetemi, la vita non è un sogno 

    oscuro come i saggi amano dire; 

    di piogge mattutine c'è bisogno

    spesso perché sia il giorno luminoso.

    Un vortice di nubi tenebroso 

    vedi ben presto sciogliersi e fluire 

    e se la pioggia fa sbocciar le rose 

    tu di rimproverarla avrai l'ardire?

    Le ore di sole rapide, gioiose, 

    se ne volano presto o tardi via, 

    serena e grata l'anima tua sia, 

    finché esse ti risplendono radiose!

    E se improvvisa irromperà la Morte 

    a privarci crudele d'ogni bene?

    Se implacabile il male alla speranza 

    metterà le catene, lei di nuovo 

    risorgerà serena: tu potrai 

    vederla cedere, ma naufragare mai: 

    si libreranno ancora le sue dorate ali 

    capaci di condurci in rotte celestiali.

    Con forza che non trema 

    sopporta il tuo cimento:

    o vittoria suprema 

    del coraggio che sgomina il tormento!

     

     

     

    17 min
  • Ep.14 "Sì, certo che fa male quando scoppiano i boccioli"

    La poesia di Karin Boye nella traduzione di Monica Mazzitelli Moiner è contenuta nell'antologia "Versi di libertà" edita da Mondadori .

    Sì, certo che fa male quando scoppiano i boccioli

    Cosa esiterebbe a fare la primavera, altrimenti?

    Perché tutta la nostra nostalgia ardente verrebbe intrappolata nel gelo del pallore amaro?

    Cos'era il bocciolo se non questo involucro, tutto l'inverno?

    Cos'è questa cosa nuova, che divora e esplode?

    Sì certo che fa male quando scoppiano i boccioli, una fitta a ciò che cresce

    e a ciò che si conclude.

     

    Sì certo è dura quando le gocce cadono.

    Grevi, restano appese, tremando d'ansia;

    si aggrappano al ramoscello, si gonfiano, scivolano - il peso le tira giù, per quanto si avvinghino.

    È dura sentirsi incerti, impauriti e scissi

    È duro sentire il risucchio e il richiamo dell'abisso, ma restare comunque lì immobile a tremare - è dura voler restare e voler lasciarsi cadere.

     

    È proprio lì, quando non c'è più altro da fare, che i germogli dell'albero esplodono di gioia.

    Lì - quando nessuna paura riesce più a mettere un freno - che le gocce cadono scintillanti dal ramoscello

    dimentiche del timore del nuovo

    dimentiche dell'ansia del viaggio -

    sentendosi per un secondo totalmente sicure, abbandonate in quella fiducia

    che crea il mondo.

    15 min
  • Ep. 13 "se tutte insieme"

    La poesia di Silvia Vecchini è contenuta nella raccolta "se tutte insieme", edita da Bompiani.

    a volte distrattamente ce lo chiediamo 

    eppure nessuno vuole sapere 

    cosa accadrebbe 

    se un giorno le donne 

    tutte insieme smettessero 

    di riempire i carrelli della spesa 

    di coltivare mondare tagliare 

    impastare cuocere imboccare

    se di colpo tutte smettessero di lavare 

    visi corpi piatti scale pavimenti vestiti 

    se smettessero di aprire le finestre 

    ogni mattina tirare bene le lenzuola 

    aiutare a partorire allattare fasciare medicare

    morire 

    se non lasciassero più la casa 

    il paese la lingua per servire 

    se nessuna fosse più disposta a portare 

    i pesi degli altri neanche per denaro 

    se non avessero più voglia di chinarsi 

    a raccogliere niente

    se smettessero di pregare se uscissero

     tutte insieme da chiese confessioni 

    tradizioni secolari 

    se non contemplassero 

    la possibilità di giustificare ridimensionare

    scordare lasciar cadere andare oltre 

    se non sapessero più riparare cucire 

    rammendare tessere 

    se perdessero l'interesse

    per le parole le domande Chi è Di chi è figlio

    Da dove viene se smettessero di parlarsi 

    davanti alle altalene nei giardini nelle sale 

    d'attesa dei pediatri alle poste nelle case di riposo

    sulle sedie nelle notti degli ospedali

    se smettessero di insegnare istruire tramandare

    studiare 

    se non aprissero più i loro libri 

    di nascosto 

    se non volessero vedere dietro 

    le porte chiuse le stanze inaccessibili

    se smettessero di volere per sé qualcosa di bello 

    un fiore il dettaglio di un vestito un panorama 

    se smettessero di seguire le istruzioni le regole 

    i consigli le raccomandazioni l'educazione

    se smettessero di bagnare le piante 

    se non cantassero più le loro canzoni d'amore 

    di protesta le ninnenanne se smettessero di ridere

    darsi appuntamento ricordare compleanni

    incartare regali tenere a mente preferenze malattie 

    indirizzi genealogie se smettessero di scrivere libri 

    riempire diari calendari biglietti messaggi vocali

    se smettessero di credere a domani

    ai desideri alle stelle cadenti alle promesse 

    alla speranza ai miglioramenti alle cure

    sperimentali 

    se rifiutassero la differenza di stipendio 

    le pensioni le elemosine le interruzioni di carriera 

    i bonus le lettere di dimissioni 

    se non volessero più

    caricarsi sulle spalle nessuno per nessuna buonuscita 

    se non entrassero più nei bagni dei disabili 

    se smettessero di girarsi verso qualcuno di piccolo 

    che dice Guarda 

    se smettessero di mettersi in fila 

    non sentissero i richiami 

    se non bastasse più 

    un diversivo un aiuto un massaggio un'ora d'aria 

    un tatuaggio 

    se tutte insieme smettessero 

    di avere paura allungare il passo chiudersi a chiave 

    se smettessero di provare vergogna al posto degli altri

    cosa accadrebbe

    se tutte insieme tutte trattenessero

    il respiro

    e spingessero assecondando le doglie se rompessero le acque 

    di questa domanda 

    e se le acque fossero un battesimo 

    quale sarebbe il nome 

    di questo tempo nuovo che ritarda?



    15 min
  • Ep.12 "tutta intera"

    La poesia è tratta da “Pigre divinità e pigra sorte” Ed. Einaudi. 

     

    Tu mi vorresti come uno dei tuoi gatti

    castrati e paralleli: dormono in fila infatti

    e fanno i gatti solo di nascosto

    quando non li vedi. Ma io non sarò mai

    castrata e parallela. Magari me ne vado,

    ma tutta di traverso e tutta  intera.

     

    16 min

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Mi chiamo Carolina Capria, sono una scrittrice e ho una grande passione per le storie e la rappresentazione.