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Or


La poesia di Rupi Kaur è contenuta nella raccolta "The Sun and Her Flowers".
mi hanno convinta
che mi restassero solo pochi anni buoni
prima di essere scalzata da una ragazza più giovane
come se l’età accrescesse il potere degli uomini
e riducesse le donne all’insignificanza
si tengano le loro bugie
io sono solo all’inizio
mi sento appena uscita dal grembo
i miei vent’anni sono il rodaggio
per ciò che ho davvero in mente di fare
vedrete quando ne avrò trenta
quella sì che sarà una degna presentazione
della donna malevola, selvaggia, che c’è in me
come posso andarmene prima che cominci la festa
le prove cominciano a quaranta
maturo con l’età
non ho data di scadenza
e adesso
viene l’evento principale
su il sipario a cinquanta
che abbia inizio lo spettacolo
La poesia di Caroline Kaufman è tratta da "piccoli raggi di luce"
al momento sono una prima stesura;
sono qui per essere rivista e corretta.
per quanto mi sforzi,
non sono la fanciulla di cui parlano i poeti.
non sono fatta di maree oceaniche e il mio cuore non è un tamburo di cristallo;
sarà sempre un'arma
più di ogni altra cosa.
sono un capolavoro incompiuto,
pieno di parole depennate e di modifiche. nessuno definisce bella la prima stesura, e non sarò mai la versione definitiva.
La poesia di Tiffany McDaniel è tratta da "Queste voci mi battono viva".
Mentre gli uomini vanno a letto,
le donne lavano il proprio viso.
Il mascara e il fard e il rossetto,
che ostruiscono lo scarico come plastica fusa.
Il sapone le brucia gli occhi
mentre lei continua a sfregarsi così forte
da far apparire nuova pelle.
Mentre gli uomini vanno a letto,
le donne cedono alle pozioni
allineate sui loro scaffali.
Lei ricorda a se stessa di sorridere di meno,
perché ogni risata porterà una ruga
che misurerà il suo valore contro quelle come lei.
Mentre gli uomini vanno a letto,
le donne nutrono delicatamente
le pieghe degli occhi,
i mignoli spingono la pelle,
nella speranza che i corvi si riprenderanno le proprie zampe
e porteranno in volo, lontano
gli anni che volano con loro.
Mentre gli uomini vanno a letto,
le donne aprono barattoli
per spalmarsi la crema che sarà il loro Dio
fino a che non perderanno la fede.
La scienza, lei prega.
Prega invano.
Mentre gli uomini vanno a letto,
si domanda preoccupata se ha fatto abbastanza
e intanto si guarda allo specchio,
ricordandosi quando, anche lei,
poteva andare a letto come gli uomini.
Sospira, e aggiunge un altro strato di crema al viso che ormai non ama più.
La poesia di Goliarda Sapienza è contenuta nella raccolta "Ancestrale"
Non sapevo che il buio non è nero
che il giorno non è bianco
che la luce acceca
e il fermarsi è correre
ancora di più
"Perdita" di Blaga Dimitrova
Non so se mi ero innamorata di te.
Mi innamorai però di altre cose, lo so; di una stanza scomoda rivolta a nord, di una teiera che crepitava la sera.
Degli alberi mi innamorai che toglievano spazio, dei solitari e soffocanti cinema di quartiere, dei dolorosi ricordi di prigione, di un muro ferito dalle bombe.
Delle fermate del tram, delle foglie ricoperte di brina, di una calda tasca con castagne bruciate, della pioggia scrosciante, del suono del telefono, persino della nebbia fonda color cenere.
Di tutto il mondo mi ero innamorata, non di te.
Lo scoprivo nuovo, interessante, ricco.
Per questo soffro... Non per averti perso.
Altro ho perduto - il mondo intero.
La poesia "Sono tanto brava" di Sibilla Aleramo è contenuta nella raccolta "Momenti".
Sono tanto brava lungo il giorno.
Comprendo, accetto, non piango.
Quasi imparo ad avere orgoglio quasi fossi un uomo.
Ma al primo brivido di viola in cielo
ogni diurno sostegno dispare.
Tu mi sospiri lontano;
Sembrami d'aver tra le dita la stanchezza di tutta la terra.
Non son più che sguardo, sguardo sperduto, e vene.
La poesia di Charlotte Brontë è contenuta all'interno della raccolta "Anne, Charlotte, Emily Brontë Poesie" edita da Mondadori.
Credetemi, la vita non è un sogno
oscuro come i saggi amano dire;
di piogge mattutine c'è bisogno
spesso perché sia il giorno luminoso.
Un vortice di nubi tenebroso
vedi ben presto sciogliersi e fluire
e se la pioggia fa sbocciar le rose
tu di rimproverarla avrai l'ardire?
Le ore di sole rapide, gioiose,
se ne volano presto o tardi via,
serena e grata l'anima tua sia,
finché esse ti risplendono radiose!
E se improvvisa irromperà la Morte
a privarci crudele d'ogni bene?
Se implacabile il male alla speranza
metterà le catene, lei di nuovo
risorgerà serena: tu potrai
vederla cedere, ma naufragare mai:
si libreranno ancora le sue dorate ali
capaci di condurci in rotte celestiali.
Con forza che non trema
sopporta il tuo cimento:
o vittoria suprema
del coraggio che sgomina il tormento!
La poesia di Karin Boye nella traduzione di Monica Mazzitelli Moiner è contenuta nell'antologia "Versi di libertà" edita da Mondadori .
Sì, certo che fa male quando scoppiano i boccioli
Cosa esiterebbe a fare la primavera, altrimenti?
Perché tutta la nostra nostalgia ardente verrebbe intrappolata nel gelo del pallore amaro?
Cos'era il bocciolo se non questo involucro, tutto l'inverno?
Cos'è questa cosa nuova, che divora e esplode?
Sì certo che fa male quando scoppiano i boccioli, una fitta a ciò che cresce
e a ciò che si conclude.
Sì certo è dura quando le gocce cadono.
Grevi, restano appese, tremando d'ansia;
si aggrappano al ramoscello, si gonfiano, scivolano - il peso le tira giù, per quanto si avvinghino.
È dura sentirsi incerti, impauriti e scissi
È duro sentire il risucchio e il richiamo dell'abisso, ma restare comunque lì immobile a tremare - è dura voler restare e voler lasciarsi cadere.
È proprio lì, quando non c'è più altro da fare, che i germogli dell'albero esplodono di gioia.
Lì - quando nessuna paura riesce più a mettere un freno - che le gocce cadono scintillanti dal ramoscello
dimentiche del timore del nuovo
dimentiche dell'ansia del viaggio -
sentendosi per un secondo totalmente sicure, abbandonate in quella fiducia
che crea il mondo.
La poesia di Silvia Vecchini è contenuta nella raccolta "se tutte insieme", edita da Bompiani.
a volte distrattamente ce lo chiediamo
eppure nessuno vuole sapere
cosa accadrebbe
se un giorno le donne
tutte insieme smettessero
di riempire i carrelli della spesa
di coltivare mondare tagliare
impastare cuocere imboccare
se di colpo tutte smettessero di lavare
visi corpi piatti scale pavimenti vestiti
se smettessero di aprire le finestre
ogni mattina tirare bene le lenzuola
aiutare a partorire allattare fasciare medicare
morire
se non lasciassero più la casa
il paese la lingua per servire
se nessuna fosse più disposta a portare
i pesi degli altri neanche per denaro
se non avessero più voglia di chinarsi
a raccogliere niente
se smettessero di pregare se uscissero
tutte insieme da chiese confessioni
tradizioni secolari
se non contemplassero
la possibilità di giustificare ridimensionare
scordare lasciar cadere andare oltre
se non sapessero più riparare cucire
rammendare tessere
se perdessero l'interesse
per le parole le domande Chi è Di chi è figlio
Da dove viene se smettessero di parlarsi
davanti alle altalene nei giardini nelle sale
d'attesa dei pediatri alle poste nelle case di riposo
sulle sedie nelle notti degli ospedali
se smettessero di insegnare istruire tramandare
studiare
se non aprissero più i loro libri
di nascosto
se non volessero vedere dietro
le porte chiuse le stanze inaccessibili
se smettessero di volere per sé qualcosa di bello
un fiore il dettaglio di un vestito un panorama
se smettessero di seguire le istruzioni le regole
i consigli le raccomandazioni l'educazione
se smettessero di bagnare le piante
se non cantassero più le loro canzoni d'amore
di protesta le ninnenanne se smettessero di ridere
darsi appuntamento ricordare compleanni
incartare regali tenere a mente preferenze malattie
indirizzi genealogie se smettessero di scrivere libri
riempire diari calendari biglietti messaggi vocali
se smettessero di credere a domani
ai desideri alle stelle cadenti alle promesse
alla speranza ai miglioramenti alle cure
sperimentali
se rifiutassero la differenza di stipendio
le pensioni le elemosine le interruzioni di carriera
i bonus le lettere di dimissioni
se non volessero più
caricarsi sulle spalle nessuno per nessuna buonuscita
se non entrassero più nei bagni dei disabili
se smettessero di girarsi verso qualcuno di piccolo
che dice Guarda
se smettessero di mettersi in fila
non sentissero i richiami
se non bastasse più
un diversivo un aiuto un massaggio un'ora d'aria
un tatuaggio
se tutte insieme smettessero
di avere paura allungare il passo chiudersi a chiave
se smettessero di provare vergogna al posto degli altri
cosa accadrebbe
se tutte insieme tutte trattenessero
il respiro
e spingessero assecondando le doglie se rompessero le acque
di questa domanda
e se le acque fossero un battesimo
quale sarebbe il nome
di questo tempo nuovo che ritarda?
La poesia è tratta da “Pigre divinità e pigra sorte” Ed. Einaudi.
Tu mi vorresti come uno dei tuoi gatti
castrati e paralleli: dormono in fila infatti
e fanno i gatti solo di nascosto
quando non li vedi. Ma io non sarò mai
castrata e parallela. Magari me ne vado,
ma tutta di traverso e tutta intera.
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