Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Mer 29] Commento: La verità che è la Mia Parola, vi farà liberi.
    Ecco, anche oggi Gesù parla ai Giudei che gli avevano creduto ed anche a noi oggi: “Se rimanete nella mia Parola, siete davvero miei discepoli: conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi”. Infatti, chi pecca, diventa schiavo del peccato, e schiavo del diavolo. Ma Gesù, morendo per noi sulla Croce, ci ha liberato dal peccato ed ha sconfitto satana: ci ha reso davvero liberi! E saremo davvero liberi, se accoglieremo la Parola di Gesù in noi, nella nostra vita di ogni giorno. Coloro che accolgono la Parola di Dio, si santificano sempre di più e diventano par davvero figlio di Dio, a sua immagine e somiglianza, ma chi rifiuta con ostinazione la Parola del Signore diventa purtroppo figlio di satana, figlio del diavolo e ribelle. Restiamo in eterno i ‘segnati’ dallo Spirito Santo, e col suo Fuoco d’amore, per tutta l’eternità beata, a gloria di Dio Padre, Amen!
    2 min
  • [Mar 28] Commento: A queste sue parole, molti credettero in lui.
    Dalla bocca di Gesù uscivano Parole davvero belle e piene di Sapienza, e la gente umile rimaneva a bocca aperta, come bambini nell’ascolto attento delle leggende antiche. Ascoltiamolo anche noi adesso! “Voi siete di quaggiù, Io sono di lassù; voi siete di questo mondo, Io non sono di questo mondo. Vi ha detto che morirete nei vostri peccati... se infatti non credete che ‘IO SONO’, morirete nei vostri peccati”. “IO SONO”, è il nome santo che Dio ha rivelato in antico a Mosè sul monte Sinai. E poi Gesù continua, dicendo ancora: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo (Gesù), allora conoscerete che ‘IO SONO’, e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite”. A queste parole molti credettero in Lui. E io oggi voglio concludere con una preghiera che mi viene dal cuore: “O Gesù buono. Ti hanno inchiodato nudo sulla Croce, e grondi Sangue dalla testa ai piedi per amor nostro, ti prego: attirami a Te, attiraci tutti a Te, e saremo salvi: saremo santi! Attiraci a Te, innamòraci sempre più di Te e del Padre per poter amare di più i fratelli in verità. Te lo chiediamo per i meriti della tua santa Passione e morte in Croce, per i meriti ed intercessione della Beata Vergine Maria, Madre tua e Madre nostra”. Amen
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  • [Lun 27] Commento: Proposito fermo di non peccare più.
    Gesù rinnova la legge antica scritta da Mosè, e la rende più bella, più profonda e tutta piena d’amore. Mentre infatti, un giorno, Egli insegnava nel Tempio, gli scribi e i farisei gli conducano una donna sorpresa in flagrante e gli dissero: Mosè ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. E Gesù, tutto calmo, rispose: “Chi di voi è senza peccato getti per primo la pietra contro di lei”. E se ne andarono via tutti, uno dopo l’altro, incominciando dai più vecchi. Ma mi domando e dico: ma perché non hanno portato con loro anche lui? Perché colpevolizzare solo le donne? Ma Gesù è giusto e dice: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?... Neanche Io ti condanno; và, e d’ora in poi non peccare più!”. Sì, Gesù è Amore misericordioso, ma è anche Amore Giusto! Egli non condanna quelli che sbagliano, ma li compatisce, li perdona e li ammonisce dolcemente, come ha fatto con questa donna: “Neanche Io ti condanno; và, e d’ora in poi non peccare più”. Oggi invece spesso serpeggia una mentalità lassista, modernista, che è assai pericolosa per ogni cammino spirituale. In questo modo le anime non vengono aiutate a crescere, ma vengono abbandonate a sé stesse, e il demonio le divora. Preghiamo fratelli e sorelle carissime per la nostra, di tutti, anima fragile. Siamo soggetti al peccato ma portiamo sempre nel cuore il proposito fermo di non peccare più.
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  • [Dom 26] Commento: Mai un uomo ha parlato così...
    Quanto chiacchiera la gente! E quante chiacchiere anche intorno a Gesù! “Alcuni tra la gente dicevano: “Costui è davvero un profeta!”. Altri dicevano: “Costui è il Cristo!”. Altri ancora, sapendo che Egli era di Nazareth, e da Nazareth non può venire niente di buono mormoravano anche loro. I capi dei sacerdoti e dei farisei mandarono le guardie ad arrestarlo. Ma non Lo arrestarono. E chiesero: “Ma perché non Lo avete condotto qui?”. Risposero: “Mai un uomo ha parlato così!”. Allora Nicodemo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, difendeva Gesù. Ma gli rispondono: “Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!”. Ma erano proprio loro gli ignoranti, e non sapevano ancora che Gesù è nato a Betlemme e che appartiene alla progénie del Santo Re Davide, anche se viene chiamato Nazareno. “Mai un uomo ha parlato così!”, risposero, sbalordite le guardie ai loro capi. Sì, per davvero Gesù è la Sapienza eterna del Padre, ed è disceso dal Cielo per dirci la Verità tutta intera. E guai a chi oserà togliere anche un solo ‘iota’ dall’insegnamento del Santo Maestro divino Gesù Cristo!
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  • [Sab 25] Commento: Fìat volùntas Tua.
    Il computo esatto di nove mesi dalla data liturgica della Natività del Signore ci dà il 25 marzo; anticamente però il mistero dell’Incarnazione si celebrava poco prima di Natale. Sant’Agostino è il primo che ci parla di questo giorno come giorno della Concezione del Salvatore nel Grembo della Vergine Maria. Oggi la Chiesa si allieta nella scena del vangelo che è ‘l’Annuncio del Signore alla Vergine Maria’. E’ il momento, misterioso e profondo, dell’Annunciazione del Verbo di Dio nel Grembo verginale di una Donna. L’esperienza totale, semplice e insieme sconvolgente, che questa giovane Donna d’Israele vive nell’accettare con piena coscienza l’invito e la Venuta di Dio. E’ gioia, per la Chiesa, immergersi nel mistero dell’Annunciazione perché la Chiesa, nel Cuore e nella coscienza di Maria, rivive profondamente sé stessa. La Chiesa esiste per ricevere continuamente il Verbo del suo Dio, che si fa Carne nel suo grembo, come nel grembo di Maria. E Lei rimane per sempre, la vera ‘Incarnante della Parola’, essendo vera Madre di Dio e vera Madre nostra Immacolata. La Chiesa esiste per essere del Cristo, con il Cristo e per il Cristo, dinanzi al Padre e dinanzi agli uomini. La Chiesa gioisce nel rivivere, con un memoriale attento e amorevole, la vicenda di Maria: “Eccomi, sono l’Ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua volontà!”. Questo grande evento è scena di Chiesa e, nello stesso tempo, è scena dell’umanità. E’ in Maria che si condensa questa vicenda umana, sempre incompiuta. E’ in Maria che, finalmente, la vicenda umana vive l’incontro fondamentale nel quale deve trovare la sua salvezza, l’incontro con il Creatore. E’ in Maria che la vicenda umana incontra Dio nel modo più concreto, più avvincente, più penetrante, perché Dio diventerà un uomo e si nasconderà nel Grembo di una Donna per nascere nel profondo dell’umano e, dal profondo dell’umano, ricreare la storia di tutti. Allora la scena del vangelo ridiventa non solo profondamente famigliare, ma profondamente necessaria. Noi abbiamo bisogno di rivivere quella scena. Noi, come Chiesa e come umanità, abbiamo bisogno di riaprirci al Dio che viene e dirgli: “Sii un Dio con noi! Noi abbiamo bisogno di dire a Cristo che è in mezzo a noi, che cammini e che venga, non solo in mezzo a noi, ma anche dentro di noi a fare la volontà del Padre suo. Noi, come Maria, dobbiamo sospirare Cristo, volere che Egli venga in noi e ci insegni ad essere, come Lui, gli esecutori della Volontà del Padre, coloro che sviluppano in questo mondo il progetto meraviglioso che il Padre ha pensato per salvarci. In un giorno come questo siamo invitati a rinnovare le nostre promesse battesimali, il nostro Eccomi, il nostro Fìat. La Madonna Santissima ci aiuti.
    4 min
  • [Mar 25] Vangelo: Is 7,10-14; 8,10; Sal 39; Eb 10, 4-10; Lc 1, 26-38.
    In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
    A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
    Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
    Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
    2 min
  • [Ven 4] Vangelo: Sap 2, 1. 12-22; Sal.33; Gv 7, 1-2. 10. 25-30.
    In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
    Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
    Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
    Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
    Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
    2 min
  • [Ven 24] Commento: Egli mi ha mandato a fare la Sua volontà.
    I cattivi giudei volevano uccidere Gesù, e già lo cercavano, ma Gesù se ne andava per la Galilea, infatti non voleva più percorrere la Giudea. Ma Egli è un Dio Misericordioso: è Colui che ha pietà di chi sbaglia, ed anche di chi lo perseguita Gesù. Ed allora, avvicinandosi la festa delle Capanne, Egli lascia la Galilea e va diretto a Gerusalemme: oggi diremmo: “Egli va in bocca ai lupi per farsi divorare!”. E andò proprio nel Tempio ad insegnare. E alcuni dicevano: “Ma non è Costui quello che cercano di uccidere? Ecco Egli parla apertamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che Egli è il Cristo? Ma Costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia (vi ricordate il dialogo dei farisei con il Cieco nato del vangelo della domenica scorsa?). Gesù allora, mentre insegnava nel Tempio, esclamo: “Certo voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da Me stesso, ma Chi mi ha mandato è Veritiero, e voi purtroppo non Lo conoscete: Io Lo conosco, perché vengo da Lui, ed Egli mi ha mandato”. Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di Lui, perché non era ancora giunta la sua ora. E così sarà per noi: nessuno ci potrà far del male, finché non sarà giunta la nostra ora di prova e di crocifissione redentiva. Ma quando essa sarà arrivata, siamo pronti, prendiamola prontamente per amor di Dio, così completeremo in noi quello che manca ancora alla Passione di Cristo nel nostro corpo, come ci scrive appunto San Paolo. E la Vergine Addolorata sarà sempre accanto a noi, proprio come è stata sotto la Croce di Gesù.
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  • [Gio 23] Commento: C'è un altro che d testimonianza di me. Il Santo di Dio.
    “Vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza!”. Con questa risposta di fuoco Gesù azzittisce i giudei che Lo vogliono morto, dato che Egli si è proclamato Figlio di Dio. Ed Egli continua dicendo: “Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a Me, perché egli ha scritto di Me!”. Sì, Mosè, Isaia, Geremia, tutti i Profeti, e per ultimo San Giovanni Battista hanno annunciato, con parole ispirate, la venuta del Messia, del Figlio di Dio sulla terra. Ma la testimonianza più forte sono proprio le opere che Gesù compie: i ciechi vedono, i sordi odono, i lebbrosi sono guariti, i morti risùscitano al passaggio di Gesù, e ai poveri viene annunciato il Regno di Dio. Ed è proprio vero che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire! “Voi scrutate le Scritture, ma sono proprio esse che danno testimonianza di Me. Ma voi non volete venire a Me per avere vita. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio!”. Infatti per amare Dio è necessario avere fede in Lui, ma per avere fede in Lui è necessaria l’umiltà, che oggi è una virtù rara. Chiediamo alla Madonna la grazia dell’umiltà, a Lei che è l’umile Serva del Signore. Dio ha potuto fare grandi cose in Lei, e grandi cose farà il Padre oggi in ognuno di noi.
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  • [Gio 3] Vangelo: Es 32, 7-14; Sal.105; Gv 5, 31-47.
    In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
    «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C'è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
    Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
    Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
    E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
    Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
    Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l'amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall'unico Dio?
    Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».
    2 min

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Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

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