Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Dom 22] Vangelo: Gn 2, 7-9; 3, 1-7; Sal.50; Rm 5, 12-19; Mt 4, 1-11.
    In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"».
    Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
    Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"».
    Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
    2 min
  • [Sab 25] Commento: Il banchetto con i peccatori.
    Il tempo di Quaresima è un tempo di carità, di verifica dei nostri rapporti con il prossimo. Se questi saranno fondati sull'amore, fatto di opere, allora avverrà il rinnovamento del cuore e la restaurazione della coscienza. Il Vangelo di oggi parla del fatto che Gesù chiama alla salvezza tutti, anche un pubblicano, facilmente compromesso con l'ingiustizia. Egli si rende familiare con lui, sedendo al suo banchetto, come segno di intima comunione non perché condivida il peccato ma, al contrario, perché vuole chiamare il peccatore a conversione e risanarlo nell'intimo. E' un tempo giusto e favorevole per te che il tuo Signore Gesù Cristo ti offre. E un momento prezioso per valutare la tua storia, cioè di fare un esame di coscienza per entrare in comunione con il tuo Dio fattosi carne, che è venuto ad abitare in mezzo a noi. La sua grazia è davanti a te. Il Cristo ci conferma oggi la sua missione, Egli è venuto a cercare i peccatori, i poveri in spirito, gli umili, e i bisognosi, per servirli, offre a loro la ricchezza divina, cioè un banchetto nuziale del suo corpo e del suo sangue. La Vergine Maria ha ragione di cantare nel Magnificat: il Signore ha guardato l'umiltà della sua serva, e ha rovesciato i potenti, ha innalzato gli umili. Il Signore ha fatto grandi cose in Lei. Sono le stesse cose, che egli vuole condividere con te. Allora la tua confessione, la tua riconciliazione è indispensabile perché è un banchetto sacro al quale il Signore oggi ti invita, banchetto puro. E quindi la tua fede è necessaria a questo incontro, il Cristo ti trova un "peccatore degno". Questo banchetto anticipa in te la tua vita futura, tu ci sei "già" ma "non ancora". Ascoltiamo l'insegnamento del nostro Signore Gesù Cristo con dolcezza e umiltà, e mettiamoci anche fra i peccatori, sediamoci insieme con loro alla mensa eucaristica.
    3 min
  • [Ven 24] Commento: L'amore è più del digiuno.
    L'osservanza della penitenza vale come segno e volontà della conversione del cuore, in particolare nell'amore concreto che condivide con gli altri i propri beni. Il profondo rinnovamento del nostro spirito è tale se incide nelle nostre scelte della vita. Il Vangelo di oggi parla proprio del fatto che i discepoli di Gesù non digiunano, perché hanno compresso che c'è qualcosa, o meglio Qualcuno, che vale più del digiuno e con il quale fare festa: il Signore Gesù. Del resto, quando Lui non sarà più visibilmente presente con loro, essi dovranno digiunare, cioè essere suoi testimoni fedeli nella sofferenza e nelle persecuzioni. Il nostro digiuno, così ci suggerisce il vangelo, è in relazione con la passione di Cristo. Egli ci invita ad adorare Dio in spirito e verità. Il digiuno per un cristiano è l'occasione per testimoniare la forza dello spirito. Non è credibile uno che parli di vita spirituale e poi si lascia "giocare" dalla gola. In un libro antichissimo, del secondo secolo, intitolato "Didaché - La dottrina degli Apostoli", si consiglia ai cristiani di non digiunare negli stessi giorni in cui digiunano gli Ebrei, ma il venerdì, come ricordo della passione di Gesù. E' dunque un rapporto personale con Dio che ci ispira quando ci incamminiamo per una via di privazioni, di mortificazione, di sforzi ascetici. Ed evidentemente, se ci uniamo alla passione di Gesù, è molto difficile che possiamo inorgoglirci dalle nostre mortificazioni. La passione di Cristo non si realizza su un semplice sacrificio rituale, ma su un atto di misericordia. La sua passione è nello stesso tempo obbedienza al Padre e gesto di estrema carità, solidarietà con tutti noi. Nella sua passione, Cristo scioglie le nostre catene di ingiustizia, di egoismo, di superbia, di orgoglio... Egli condivide il pane con l'affamato, con il bisognoso. Attingiamo da Cristo vera carità, e i nostri cuori si apriranno agli altri; la nostra carità sarà davvero una buona Quaresima, perché saremo attenti più agli altri che a noi stessi, saremo più disponibili, più comprensivi, più buoni...
    3 min
  • [Gio 23] Commento: Ogni giorno, prendi la tua croce.
    Il cammino della Quaresima è tutto una implorazione del perdono divino che trova nel sacrificio della croce, presente nell'eucaristia, la sua sorgente. Oggi la liturgia ci ricorda che due sono le vie e che noi dobbiamo scegliere quella buona. Il Signore ci offre la via buona e ci mette in guardia contro l'illusione che ci farebbe scegliere la via facile con i "vantaggio immediati". Nella prima lettura del libro del Deuteronomio troviamo l'affetto paterno del Padre, che si esprime con il rispetto e col desiderio del nostro bene. Il Signore Dio ha un grande rispetto della nostra libertà, non ci obbliga, ma ci propone: "Vedi, io pongo davanti a te la vita e il bene, la morte e il male". La vita consiste nell'amare il Signore con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutto il cuore, cioè di osservare i suoi comandamenti, di essere docili alla sua parola. Il male, al contrario, consiste nel seguire la propria volontà, gli istinti del cuore, agendo secondo i propri capricci... è una via, certo, ma conduce alla perdizione. Dio però ha un grande desiderio del nostro bene e quindi quasi ci supplica di "scegliere la Vita, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenèndoti unito a lui, poiché è lui la nostra vita". Nel Vangelo Gesù ci ribadisce la stessa scelta; la salvezza immediata, che conduce a perdere la vita; o la rinuncia a se stessi, che conduce a perdere la vera salvezza. "Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà" e "chi perderà la propria vita per me, la salverà". Per "me" è Cristo la vera garanzia della nostra scelta. Chi sceglie Cristo realizza la propria vita cristiana, accettando serenamente la propria croce, sia nella gioia, sia nel dolore. Cristo è il vero amico e confidente, egli non delude mai. Non indurire allora il tuo cuore alla chiamata, alla voce di Cristo che ti parla, perché egli conosce la tua storia o il tuo problema e quindi prendi la tua croce. Fìdati di Lui.
    3 min
  • [Mer 22] Commento: Dio al centro della mia vita.
    Incomincia oggi il cammino di Quaresima. Un tempo favorevole, propizio di conversione, che dura quaranta giorni. La sua mèta è la Pasqua: un memoriale che rinnova la grazia della passione e della morte del Signore. E' un tempo di penitenza, che vuole dire conversione e combattimento contro lo spirito del male. E' anche un tempo che invita a ritornare al Signore con tutto il cuore, con digiuni e preghiere. Ecco: il tempo della salvezza, ovvero della riconciliazione con Dio, è giunto. Il Vangelo odierno ci indica quale deve essere il nostro atteggiamento e insiste sulla rettitudine interiore, dandoci anche il mezzo per crescere in questa purificazione di intenzioni: l'intimità con il Padre. Il Vangelo è davvero bellissimo e dovremmo leggerlo spesso perché ci dice anche qual'era l'orientamento stesso del Signore Gesù, che "non faceva niente per essere ammirato dagli uomini ma viveva nell'intimità del Padre suo. L'evangelista Matteo ci presenta tre esempi: dell'elemosina, della preghiera, del digiuno e mette in evidenzia in tutti e tre, una tentazione comune, direi quasi naturale. Quando facciamo qualcosa di bene, subito nasce in noi il desiderio di essere stimati per questa buona azione, di essere ammirati: di avere cioè la ricompensa, una ricompensa falsa però perché è la gloria umana, la nostra soddisfazione, il nostro piacere. E questo ci rinchiude in noi stessi, mentre contemporaneamente ci porta fuori di noi, perché viviamo proiettati verso quello che gli altri pensano di noi, lodano, ammìrano in noi. Il Signore ci chiede di fare il bene perché è Bene e perché Dio è Dio, e ci dà anche il modo per vivere così: vivere in rapporto col Padre. Per fare il bene noi abbiamo bisogno di vivere nell'amore di qualcuno. Se viviamo nell'amore del Padre, nel segreto con il Padre, il bene lo faremo in modo perfetto. Il nostro atteggiamento in questa Quaresima sia dunque di vivere nel segreto, dove solo il Padre ci vede, ci ama, ci aspetta. Certo, le cose esteriori sono importanti ma dobbiamo sempre sceglierle e vivere alla presenza di Dio. Se possiamo fare poco, facciamo: nella preghiera, nella mortificazione, nella carità fraterna facciamo quel poco che possiamo fare, umilmente, sinceramente davanti a Dio; così saremo degni della ricompensa che il Signore Gesù ci ha promesso da parte del Padre suo e Padre nostro.
    [b]Nota bene.[/b]
    Il Mercoledì delle Ceneri (come anche il Venerdì santo) è un giorno penitenziale in cui vige l'obbligo di digiuno e di astinenza dalle carni.
    3 min
  • [Mar 21] Commento: Volto Santo di Gesù, guardaci con misericordia.
    Oggi, martedì prima delle Ceneri, è festa del Volto Santo di Gesù. E’ una festa che Gesù chiese alla Beata Madre Maria Pierina De Micheli, durante la preghiera. La beata ne informò il suo Padre Spirituale Don Ildebrando Gregori che allora era Abate Generale del nostro Ordine. Egli prese a cuore questa bella iniziativa, ed oggi noi, qui nel nostro monastero, celebriamo questa bella festa, con Messa propria, approvata dalla Chiesa. E’ una festa di riparazione al Santo Volto, dato che, proprio oggi, si conclude il carnevale e tanti si mascherano e coprono la bella immagine del Volto di Dio, che dal giorno della Creazione, si riflette sul volto di ogni uomo e donna. Gesù, oggi in particolare, ci chiama a riparare con la preghiera e con l’adorazione Eucaristica. Noi non vogliamo satana e rinunciamo a lui, alle sue pompe e alle sue maschere, come abbiamo fatto il giorno del nostro battesimo, ma aderire con tutta la nostra volontà e desiderio dell’anima a Dio, e vogliamo che sia Gesù Cristo a regnare sopra di noi: sia Lui solo il nostro Re e Signore per sempre! Egli ci ha acquistati tutti a prezzo del suo Sangue ed è morto per tutti noi sulla Croce. Noi vogliamo far parte tutti del suo Regno di pace e di amore.
    Nel pretorio di Pilato Gesù Lo hanno flagellato a sangue e Lo hanno coronato di spine, come un Re da burla: il suo Volto si bagnò di lacrime e di sangue. E come scettro regale gli misero in mano una canna, e i soldati si prostravano a terra davanti a Lui per deriderlo. Ma noi oggi, vogliamo prostrarci in ginocchio per amarlo ed adorarlo, perché davvero Egli è il nostro Re e Signore. Egli è il nostro Salvatore, ed è l’Unico Mediatore tra Dio e gli uomini. Noi lo amiamo e vogliamo farlo amare sempre più!
    Fratelli e sorelle, incontrandoci, ci guardiamo subito in volto perché ci vogliamo bene, e il volto umano è sempre il riflesso della bellezza del Volto del nostro Dio che è Amore. E nella preghiera ci incontriamo con Gesù, e allora per pregare bene è sempre necessario pensare alla bella Immagine del Volto di Gesù, perché Gesù ci rivela il vero Volto del Padre: “Chi vede Me, vede il Padre”. E il Volto di Gesù ci è stato tramandato dalla Sindone, che anche la scienza oggi riconosce come autentica. Sì, Gesù è davvero ‘il più bello tra i figli degli uomini’, come dice il salmo. E non può essere altrimenti perché Egli è vero Figlio del Padre ed è figlio della beatissima Vergine Maria, la Donna più perfetta e Santa! Concludo, dicendo che il Servo di Dio Abate Ildebrando ci raccomandava sempre di portare addosso la medaglia del Volto Santo e di dire cinque Gloria Patri ogni giorno, ripetendo la bella giaculatoria: VOLTO SANTO DI GESU’, GUARDACI CON MISERICORDIA!
    4 min
  • [Lun 20] Commento: Aiutami nella mia incredulità.
    "Tutta è possibile per chi crede": i discepoli non riescono a fare il miracolo perché la loro fede è fiacca è incerta, e perché mancano di preghiera, che è il segno della fede, ovvero della comunione con la forza divina. Nella fede è Dio stesso che infallibilmente agisce. La mancanza di fede è impotenza ed è l'unica cosa che va contro Gesù. D'altra parte, è sempre difficile avere fede forte; per questo è bene chiedere l'aiuto di Dio, come fa il padre del ragazzo indemoniato: "credo: aiutami nella mia incredulità". I discepoli di Cristo devono affidarsi sempre più alla Sua forza che sola libera da ogni male. La liturgia della Parola di Dio ci porta a paragonare il nostro mondo a questo ragazzo posseduto dallo spirito maligno. La vera risposta della guarigione scaturisca solo dalle parole del nostro Signore Gesù Cristo. E' lui che è l'Autore della creazione e della redenzione. Cristo con la sua parola cura, sana l'umanità incredula e peccatrice. Egli è a tu per tu con la malattia del ragazzo, sta di fronte alla debolezza umana, all'incapacità, l'impotenza dell'uomo. La forza di Cristo è la parola ma anche la preghiera. Il mondo odierno ha bisogno di un grande aiuto, di un grande sostegno spirituale, perché è sempre più immerso nella violenza, nella guerra, nel fuoco. Il Signore ci ha detto che siamo il sale della terra e la luce del mondo, dobbiamo dunque strapparlo dalla follìa, dalle convulsioni. Come? Ci sentiamo così incapaci, così impotenti... Ma Gesù ci ha indicato i mezzi: la fede e la preghiera. Bisogna credere veramente, allora si può fare qualcosa anche nelle circostanze più difficili. E con la fede si può pregare in modo efficace. E' importante sottolineare anche la forza di trasformazione del padre. Nel brano di oggi, in contrapposizione agli scribi di Israele, che appaiono aggrappati alle loro sicurezze religiose e sociali, incontriamo questo padre che impara ad amare - credere ascoltando Gesù e mettendo la sua forza più profonda: fede e dedizione al servizio del figlio disabile. E' grande la fede di questo padre giudeo, che spezza il cerchio delle autorità normative del suo popolo e si prostra ai piedi di Gesù ottenendo così la guarigione del figlio. E la giaculatoria per la giornata di oggi: Credo; aiuta la mia incredulità!
    3 min
  • [Lun 24] Vangelo: Sir 1, 1-10; Sal 92; Mc 9, 14-29.
    In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro.
    E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono.
    Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall'infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!».
    Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
    Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».
    3 min
  • [Dom 19] Vangelo: Lv 19,1-2.17-18; Sal.102; 1Cor 3,16-23; Mt 5,38-48.
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    "Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
    Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste".
    2 min
  • [Dom 19] Commento: Dal Patto d'alleanza alle perfezione evangelica.
    L'evento più importante e decisivo della nostra storia è sicuramente la scoperta dell'Unico Dio, quella che ci ha consentito di comprendere al meglio la sua identità e di riflesso, la nostra divina somiglianza. Il monoteismo ha segnato profondamente il percorso dell'uomo. Per noi credenti questo è avvenuto in forza della rivelazione: l'Onnipotente si è fatto conoscere, ha parlato con accenti umani, e l'uomo ha scoperto la sua vera origine e la verità del suo essere. Per rafforzare questa conoscenza, dopo l'annebbiamento del peccato, il Creatore e Signore, infinitamente amabile, ha stretto un patto di alleanza con la sua creatura ferita dal peccato. Ha chiesto poi all'uomo la fedeltà, come via al ritorno nella casa paterna. Ha implorato l'uomo: "Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo". Ha ribadito per questo la sua Legge e i suoi divini Comandamenti da osservare nella totale fedeltà. Ha proclamato ancora il suo primato assoluto e indiscutibile: "Io sono il Signore". San Paolo ci svela gli effetti mirabili della nuova ed eterna alleanza sgorgata da Cristo Gesù: "Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?" Ci viene indicata una nuova appartenenza, una più elevata somiglianza, siamo figli di Dio, e una nuova più sublime dignità. Da questa consapevolezza scaturisce il nostro vero ed autentico valore, valore della nostra anima irrorata dalla Luce divina e il valore anche del nostro corpo, che, diventando tempio dello Spirito, si arricchisce di una divina sacralità. Da questa realtà altamente teologica si deduce la bellezza della castità e il valore della consacrazione verginale e del celibato sacerdotale. Gesù nel vangelo odierno inizia col l'affermare: "Ma io vi dico...". Annuncia la novità evangelica, la perfezione non più come scrupolosa osservanza della Legge, sostenuta dal timore, ma sorretta, illuminata e guidata dall'amore. Un amore che non può più essere negato neanche al nemico, memori di essere stati noi per primi perdonati, redenti e amati, benché peccatori. Perché irrorati di grazia, illuminati dallo Spirito e deificati in Cristo possiamo sperare di poter adempiere il comando del Signore: "Siate voi dunque perfetti com'è perfetto il Padre vostro celeste". Ecco, questa perfezione vogliamo oggi domandare... Il Signore ce lo conceda.
    3 min

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