Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Lun 17] Vangelo: Dn 9, 4-10; Sal.78; Lc 6, 36-38.
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
    Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.
    Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
    1 min
  • [Dom 5] Commento: Questi è il Figlio mio, l'Amato. Ascoltatelo!
    Gesù amava pregare e parlare con il Padre. Per questo spesso si isolava, e ogni tanto invitava anche qualcuno dei suoi Apostoli a fargli compagnia e a pregare assieme con Lui, come leggiamo nel Vangelo di oggi (Mt 17, 1-9): “Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte”, sul monte Tabor. Questo fatto lo contempliamo anche nel quarto mistero della luce, ogni giovedì, nel Santo Rosario. Ecco, oggi Gesù invita anche ognuno di noi ad accompagnarlo sul monte; e lassù contempliamo Gesù che, mentre prega, s’illumina tutto di una luce misteriosa, sovrumana, bellissima, una luce che gli viene da dentro se stesso, dato che Egli è vero Figlio di Dio, e Luce del mondo: “Fu trasfigurato davanti a loro: il suo Volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce”. E’ una visione di Paradiso che incanta l’anima, e dona pace: ci lascia come bambini estasiati, davanti alla Gloria di Dio. Infatti la preghiera, se fatta con il cuore, ci trasfigura e ci riempie di pace e di luce divina: il volto degli uomini e delle donne di preghiera brilla sempre di una luce particolare, serena, mite, bella, sorridente. Chi prega veramente con il cuore è una persona pienamente realizzata, appagata, soddisfatta. E diventa sempre ad immagine e somiglianza di Gesù, che è “il più bello tra i figli degli uomini”. Egli è la Fonte stessa della bellezza, quella vera, quella immarcescibile ed eterna: Egli è il Figlio di Dio in persona, e noi lo saremo, e sempre più, assieme con Lui! Oggi dunque gustiamoci questo bellissimo Mistero della Luce: facciamo riposare l’anima nostra che contempla ed ammira con gioia la gloriosa Trasfigurazione di Gesù sul monte mentre Egli parla, cuore a cuore, con Dio, suo Padre, che è anche Padre nostro amabilissimo. Anche Mosè, il Condottiero del popolo di Dio, era tutto radiante dello splendore celeste quando salì sul monte Sinai a pregare per ricevere la Legge santa dalle mani stesse di Dio. Ed Elia, il Profeta di Fuoco, ai suoi tempi, si ritirava spesso, anche Lui, sul monte Carmelo per incontrarsi con il suo Dio nella preghiera. Ed eccoli ora, tutti e due, accanto a Gesù nella sua Trasfigurazione, sul monte Tabor: e sono là per dare a tutti testimonianza che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Sul monte, gli Apostoli, di fronte a tanta bellezza e a tanta luce paradisiaca, restarono come sbalorditi dalla meraviglia, e Pietro, in estasi, e fuori di sé dalla gioia, esclamò: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre tende, una per Te, una per Mosé, ed una per Elia”. Ed ecco che, attraverso una nube di Luce meravigliosa, che li avvolse tutti e tre, il Padre, l’Eterno, proclamò, con potenza: “Questi è il Figlio mio, l’Amato: in Lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo!”.
    Chi vuol sentire la Voce di Dio, chi vuol avere il dono del suo ascolto, chi vuol assaporare la vera pace del cuore, deve entrare nella santa nube di Dio! E chi sa... pregare con il cuore vi entra sempre, anche ogni giorno, nel silenzio, nell’umiltà di cuore, e nell’obbedienza alla voce del Signore che ci chiama a vegliare e a pregare, sempre. La preghiera è un vero dono di Dio, è una grazia grande, è una sua chiamata d’amore, ed arriva al cuore di tutti e di ognuno. E tutti siamo chiamati, ogni giorno, a salire il monte della preghiera, nel silenzio della solitudine, e a lasciare, almeno per un po’, le cose della valle di questo mondo di tenebre che fanno così tanto rumore, che ci stordiscono, ci distolgono e ci legano così tanto alla terra, mentre noi siamo fatti per il Cielo. Svegliamoci dunque. E vegliamo. Canteremo e loderemo il Signore perché “grande è la sua Misericordia!”.
    5 min
  • [Sab 4] Commento: Amate i vostri nemici.
    Dio sceglie un suo popolo. Ma essere stato scelto da Dio implica alcune premesse e conseguenze personali: “Tu sarai per lui un popolo particolare, come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi comandi”. Il rapporto di comunione con Dio implica per la comunità un impegno reciproco. Dio rimarrà sempre fedele, anche se il popolo tradirà il patto. Questo Signore è “tuo Dio” che ha preso l'iniziativa, per un amore gratuito nei confronti di tutti. Senza moralismi inopportuni, la nostra sarà una risposta di fedeltà sincera e gioiosa. “Beato chi cammina nella legge del Signore”. Nell'Antico Testamento e nella morale pratica, l'antitesi “amare - odiare” era un principio di comportamento. Matteo attesta che Gesù ha modificato quella norma e quel sistema pratico prescrivendo una carità senza restrizioni, una preghiera espressa a beneficio di tutti. È una conseguenza dell'amore del Padre per noi: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. L'istinto umano primario è superato dall'accettazione di valori teologici e spirituali che caratterizzano i nuovi rapporti sociali e comunitari. Il punto di partenza è il rispetto della sacralità della vita, dono di Dio che nessun uomo è autorizzato a cancellare; la solidarietà è una delle caratteristiche della testimonianza evangelica e cristiana. Pace agli uomini che Dio ama.
    2 min
  • [Ven 3] Commento: Ma io vi dico...
    «Se il malvagio si ritrae da tutti i peccati che ha commessi e osserva tutti i miei decreti e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticata». Il profeta ci rivela una grandissima verità che sgorga dal cuore stesso di Dio: la sua propensione al perdono totale ed immediato quando scorge il vero pentimento nel cuore dell'uomo peccatore. La tentazione ricorrente, che sfigura l'immagine stessa del nostro Padre celeste, è quella di presentarlo come giudice spietato, sempre pronto a scagliare le sue saette e a infliggere i suoi castighi. Dio solo sa quanti sono stati allontanati dalla vera fede a causa di una severità tutta umana, indebitamente attribuita a Dio! Capita spesso, ancora ai nostri giorni, di voler paragonare e confondere l'agire di Dio, e quindi anche la sua giustizia, con quella degli uomini. È per questo che Gesù ci ripete solennemente: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». La giustizia, quando viene disancorata dalla misericordia e dal perdono, diventa misera e riprovevole vendetta. Da quando la nostra Chiesa è stata segnata dal mistero della redenzione, dal patto della nuova ed eterna alleanza, non può più ignorare la legge del perdono. Non può più negare ad alcuno la misericordia, se la implora con cuore pentito. Sussiste ancora il rischio di far prevalere il "diritto" sull'Amore, anche se tutti siamo ben consapevoli dei comportamenti ben diversi di Gesù. Egli arriva ad essere accusato di eversione, di essere sprezzante della Legge, di essere persino un bestemmiatore quando deve proclamare e dimostrare agli uomini l'avvento della misericordia e la gioia del perdono. Ogni nostra offerta deve essere prima purificata con il perdono e la riconciliazione: «Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono».
    3 min
  • [Gio 2] Commento: Abbi pietà e salvami...
    Ester, di etnìa ebraica, regina di Persia, supplica Dio a favore dei suoi connazionali, con un atto di fede: “Tu sei l'Unico”; in confronto “Sono sola” (l'autore sacro utilizza lo stesso aggettivo prima riferito a Dio, poi alla regina medesima). Sostenuta dalla fede nel Dio che ha scelto il popolo di Israele, e confortata dalla penitenza, Ester si sente capace di svolgere una missione di intercessione. “Salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore che tutto conosci”. Dopo questa lettura, con il salmo 137, si canta: “Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto”. Matteo riferisce alcune frasi di Gesù: la preghiera di domanda è necessaria: corrisponde al comportamento di un mendicante fiducioso e umile, o di un figlio che chiede qualcosa al proprio padre. Inoltre l'evangelista ricorda una proposta positiva: essere sempre attenti al bene altrui: questa è la vera conversione. “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti”. Ogni incontro è positivo, e riassume pienamente l'insegnamento biblico: il riferimento alla Sacra Scrittura è una garanzia di autenticità.
    2 min
  • [Mer 1] Commento: Convertitevi e credete nel Vangelo...
    L'episodio della predicazione efficace di Giona agli abitanti di Nìnive, città pagana, illustra l'opportunità della penitenza accompagnata dalla preghiera. La salvezza è offerta a tutti; i Ninivìti credettero in Dio (stesso verbo utilizzato per designare le fede di Abramo, in Genesi 15,6). Ormai anche i pagani, e non più esclusivamente i discendenti del popolo dei patriarchi, si sono disposti ad accogliere il Dio misericordioso che invitava alla penitenza: tutti accettarono, dal re al più piccolo, anche agli animali fu imposto di non mangiare e di non bere”. Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì”. A chi si impegna, tutto è possibile; ogni preghiera è esaudita, perché sostenuta da una condotta rinnovata. Per Luca, il “segno di Giona” è sempre valido; anzi “ben più di Giona c'è qui”. A chi sollecita un segno dal cielo, il Signore precisa che il suo esempio e la propria predicazione sono un richiamo continuo alla conversione, più stimolante degli antichi segni orali comunicati agli abitanti di Nìnive e alla Regina del sud (per il tramite di Salomone). I pagani furono capaci di riconoscere in Giona un inviato di Dio; ma la presente generazione rimane indifferente, e non riflette sul significato della presenza di Cristo. La nostra Quaresima ci stimoli ad accettare coraggiosamente un impegno di penitenza e di preghiera. Il ritornello del salmo 50, che precede la proclamazione del Vangelo, è incoraggiante: “Ritornate a me con tutto il cuore perché sono misericordioso e pietoso”.
    2 min
  • [Mer 12] Vangelo: Gio 3, 1-10; Sal.50; Lc 11, 29-32.
    In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
    «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.
    Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
    Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
    1 min
  • [Mar 28] Commento: La mia parola non ritorna a me, senza aver operato ciò che desidero...
    Per Isaia, l'efficacia della Parola di Dio significa vita e concretezza: “La Parola uscita dalla mia bocca non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata”. La Parola è simile alla pioggia e alla neve che irrigano e fecondano la terra; pertanto la speranza rimane sempre viva, perché Gesù è la Parola incarnata capace di far fruttificare la nostra vita, aiutandoci poi a tornare al Padre: tema tipicamente quaresimale. “Mediante la fatica dell'obbedienza, ci insegna san Benedetto,tu potrai ritornare a Colui dal quale ti eri allontanato mediante la pigrizia della disobbedienza” (Benedetto, Regola, Prologo). Matteo, invece, trasmette una delle due versioni dell'orazione “Padre nostro”. Pregare lentamente questo testo aiuta. Insistendo specialmente sulla prima parte, aiuta a capire che Dio è Padre sempre presente e attento alle nostre necessità. Le domande sono sette, distinte in due gruppi che ricordano le due Tavole della Legge consegnata a Mosè, condottiero dell'antico Popolo eletto; Gesù è l'iniziatore di una nuova comunità: la Chiesa, “Popolo in cammino”. Tutto è centrato sul riconoscimento della signoria di Dio e sull'accettazione della sua volontà. In particolare si prega affinché le prove della vita (tentazioni) non affievoliscano la nostra fede, e si chiede di essere liberati dal maligno. Inoltre il perdono reciproco significa attuare il progetto di Dio che è misericordia e salvezza. Perché "chi spera nel Signore non resterà confuso”.
    2 min
  • [Lun 27] Commento: Avete fatto a me...
    Il testo del Levitico elenca alcuni divieti e precetti comunitari, che si deducono dall'invito di Dio: "Siate santi, perché, io, il Signore, sono santo". Le norme di perfezione sono giustificate dall'affermazione assoluta: "Io sono il Signore". Alla presenza di Dio è collegato un nuovo ordinamento etico. Tutto si conclude con l'invito propositivo "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Questo messaggio dell'anonimo autore del Levitico è un inno alla vita; si respinge tutto ciò che uccide, inganna, prevarica, insulta, divide; è in anticipo l'insegnamento morale del Nuovo Testamento. Sono ciò che la Regola di San Benedetto qualifica "strumenti delle buone opere" (c.4). Matteo, con una parabola, presenta il giudizio ultimo; il criterio distintivo sarà la bontà e la misericordia, in due gruppi umani, a seconda delle virtù offerte o rifiutate. Gesù si identifica negli indigenti e nei bisognosi: "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me... Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me". La vita morale è profondamente segnata dal rapporto con Gesù incarnato, nell'umiltà del quotidiano.
    2 min
  • [Dom 26] Commento: Cristo Gesù ha vinto il mondo!
    Da Adamo e fino ad oggi, l'uomo, capace di intendere e di volere perché fatto somigliante a Dio suo creatore, è soggetto alla prova, alla tentazione e di conseguenza al pericolo di peccare. La seduzione originaria, la più forte, è sempre quella di spezzare ogni vincolo di dipendenza dal nostro Creatore nella illusione di poter così godere la pienezza della libertà e diventare come Lui. Ora invece sappiamo bene quello che ci è accaduto e ci accade: ci siamo ritrovati disorientati, spauriti e nudi, fuori dell'ambito dell'amore, fuori del paradiso terrestre. Il maligno continua a fare la sua parte: vuole ancora indurci al male per condurci nel suo regno di odio e di morte eterna. Egli è dichiarato nemico di Dio, nemico dell'uomo, nemico della vita e di tutto ciò che è bene e bello. Il suo obiettivo è quello di distruggere, di annientare l'opera di Dio, cominciando proprio dell'uomo. Gesù, nuovo Adamo, prima di iniziare la sua missione, si sottopone volontariamente alle più violente tentazioni nella desolazione del deserto, dopo un lungo ed estenuante digiuno. Satana fa appello alla divinità di Gesù e alla sua onnipotenza, sollecitandolo a cambiare le pietre in pane. Gesù in vero moltiplicherà i pani, ma non a suo uso e consumo e non come spettacolarizzazione delle sue virtù divine. Non si lascia sedurre dall'eventuale possesso dei beni terreni colui che ne è l'autore supremo: tutto ciò che esiste è stato fatto per mezzo di Cristo! Egli, Verbo, Parola e Verità, non cade nel tranello di una falsa interpretazione della scrittura sacra. Gli angeli accorrono sì a servirlo, ma non a trattenerlo da un gesto folle come quello di gettarsi dal pinnacolo del tempio. A ben riflettere le tentazioni di Gesù sono il prototipo di tutte le nostre tentazioni. Egli permette che satana lo tenti affinché la sua vittoria diventi la nostra vittoria sul male. Egli sta già iniziando in modo palese la sua opera di redentore dell'uomo. "Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo", ho vinto il male del mondo vuole dirci il Signore. Quante volte il dilagare del male, gli eventi catastrofici ci vorrebbero convincere di essere sopraffatti e perdenti o ancor peggio di attribuire al buon Dio ciò che opera del Maligno, al quale noi abbiamo spalancate le porte e dato ogni potere! Quante volte il male che si annida nei nostri cuori, vorrebbe fare della nostra vita una tomba! E' vero, è spesso difficile trovare un senso, una luce in ciò che succede intorno (persino dentro) a noi. Eppure Gesù insiste con la sua folle promessa. Sentendo il suo Spirito in noi forse possiamo tentare di accendere un lumino di senso nel mondo che ci circonda. Questa è la luce vera che lo stesso Cristo ci ha donato, questa luce dobbiamo spargere nel mondo di oggi.
    4 min

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