Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
Download on the App Store

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Sab 11] Commento: Elia è già venuto.
    Non è raro il caso in cui, nell’attesa di un avvenimento importante della nostra vita, esso ci oltrepassi senza che ce ne accorgiamo. Così avviene agli scribi al tempo di Gesù. Attendevano con ansia Elia che avrebbe aperto la strada al Messia. Egli viene nella persona di Giovanni il Battista ed essi non se ne accorgono. Anzi, quando Erode lo uccide nella prigione, forse ne hanno goduto: "una voce di rimprovero di meno". Il Signore ammonisce i suoi discepoli a fare attenzione ai segni dei tempi. Il Regno di Dio non viene con clamore, di modo che si possa dire: Eccolo qua o eccolo là. Esso è dentro di noi e attende che nel nostro agire lo rendiamo presente nel mondo. Dio parla al cuore dell’uomo, parla attraverso il vangelo, tramite la liturgia, il magistero, gli avvenimenti personali, familiari, sociali. Dio ci sta parlando anche mediante l’opera e la voce del papa Francesco. Ci sta avvertendo durante l'Avvento che stiamo vivendo, tempo forte dello Spirito. Tocca a noi riconoscere la sua voce e renderla attiva nella vita. Questo esige capacità di accogliere gli inviti della grazia con entusiasmo, senza sonnolenza, senza ritardi o rimandi, secondo l’esortazione di San Paolo ai Romani: "E' ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti".
    2 min
  • [Ven 10] Commento: Insoddisfatti e indecisi...
    Oggi il vangelo ci mostra chiaramente le nostre incertezze e debolezze. E' l'insoddisfazione che tormenta normalmente l’uomo, sempre pronto a guardare fuori di sé, facendo dei confronti che risultano normalmente inadeguati. Un atteggiamento che segnalava già Orazio quando il colono invidiava il militare e questi il contadino che si gode la sua bella libertà in campagna. Gesù, con la parabola dei suonatori di musica, allegra o lùgubre, vuole rimproverare i suoi contemporanei di allora, e noi oggi, per la nostra insoddisfazione della vita che concretamente viviamo. Ma il mondo è anche pieno di indecisi nel seguire una norma di fede e di morale, oggi e allora. Ai suoi contemporanei Gesù rivela l’incapacità o mancanza di volontà di prendere decisioni, portando come esempio Giovanni e se stesso: Giovanni, dalla vita austera, è reputato posseduto dal demonio; Gesù che si nutre mangiando e bevendo come ogni altro essere umano, viene tacciato come buontempone è un mangione e un bevono, amico di peccatori. Così vengono rifiutate con l’incredulità le due testimonianze, quella di Giovanni e quella del Signore. Gesù altrove dice: Non potete servire due padroni, Dio e il danaro. E invita a prendere una decisione: O con Dio o, altrimenti, nell'indecisione, si rimane contro di lui. Corriamo il pericolo di essere ignavi, come li chiama Dante, né carne né pesce, e così meritare di essere rigettati. E’ posta in gioco la nostra salvezza e non si può scherzare. Abbiamo un’anima sola. Se la perdiamo che cosa daremo in cambio? L’Avvento ci prepara ad attendere il Salvatore che viene a salvarci. Decidiamoci "pro... e apriamoGli le porte del nostro cuore.
    2 min
  • [Gio 9] Commento: Ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
    Il brano evangelico è preceduto immediatamente da interrogazioni che Gesù rivolge alla gente circa la visita che avevano fato a Giovanni il Battista nel deserto, che, ora, dal carcere invia alcuni suoi discepoli per chiedergli se Egli è il Messia atteso. Egli li rimanda perché riferiscano al loro maestro ciò che hanno veduto: i ciechi riacquistano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti... Quindi Gesù non può trattenersi dal fare l’elogio di Giovanni. Nessun uomo, nato da donna, è più grande di lui. Tutti i profeti sono grandi, ma nessuno ha esultato fin dal seno materno per la presenza del Salvatore, nessun profeta ha avuto la missione di preparare immediatamente la via al Messia con la predicazione della penitenza e con una vita di austerità, conclusasi con la testimonianza della morte. Egli è vissuto nello spirito di Elia che, secondo la mentalità giudaica, avrebbe dovuto precedere il salvatore. E’ grande quindi Giovanni, ma Gesù aggiunge: il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. E’ una affermazione che ci rivela la nostra vera dignità di figli del Regno, che riempie il cuore di gioia mentre impegna ad una vita santa. Noi, i credenti, siamo entrati a far parte del Regno di Dio mediante il sacramento del battessimo che ci ha resi figli di Dio, fratelli di Gesù Cristo, eredi della gloria del Cielo, coeredi con Cristo. Ci resta difficile o quasi impossibile comprendere la grandezza che ci proviene da questo sacramento. San Paolo in una delle sue lettere ci dice che noi “sediamo già in cielo”, apparteniamo a questo Regno che ci rende fin da ora cittadini del Cielo, familiari di Dio. In Gesù, vero Uomo e vero Dio, la nostra natura è glorificata alla destra del Padre celeste, come ebbe la gioia di contemplarla Santo Stefano al momento della lapidazione. E’ per questo che San Leone Magno ci ripete: Cristiano, considera la tua immensa dignità! Non avvilirla con il peccato. Ogni mattina dovremmo rivolgerci al Padre con la preghiera: Ti adoro, mio Dio, ti amo con tutto il cuore; ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte...
    3 min
  • [Mer 8] Commento: La festa in cielo.
    Sono due i motivi che ci inducono a rassicurare la nostra vita in mezzo alle vicende a volte piene di dubbi e incertezze: Dio mi vuole salvo. Egli non gode della mia dannazione eterna, né del mio abbandono del suo amore. Se dovessi smarrirmi nella vita, egli viene a cercarmi, come farebbe un buon pastore per una pecorella che smarrisce. Ma alla fine chi è questo pastore? E’ Dio stesso che attraverso il suo figlio viene a cercare l’umanità. Gesù il Cristo lascia il paradiso, le novantanove pecorelle, per cercare la centesima che è l’uomo, per cercare me, te, tutti, perché vuole condurre a conversione per poterci donare la vita eterna. San Paolo nella Lettera ai Romani prevede l’ingresso in massa degli ebrei nella Chiesa e allora esulta per la grande festa che si celebrerà. Questa festa sarà completa quando tutta l’umanità sarà riunita nel regno di Dio. Nella contemplazione della bellezza di Maria ci sentiamo presi come da una nostalgia di quella innocenza di nostri progenitori. Questa nostalgia susciti in tutti noi un desiderio sempre più vivo nel custodire la nostra vita nella fedeltà alle promesse battesimali e di purificare la nostra coscienza con i mezzi di misericordia che la Chiesa offre alla nostra debolezza. Ci guidi l’Immacolata nella via del pentimento per entrare sempre più pienamente nell'Amore misericordioso di Dio. Noi ne possiamo pregustare la dolcezza vivendo fedelmente la nostra fede fin da ora perché il regno di Dio è in mezzo a voi, dice Gesù.
    2 min
  • [Lun 8] Vangelo: Gn 3,9-15.20; Sal. 97; Ef 1, 3-6.11-12; Lc 1, 26-38.
    In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
    A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
    Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
    Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
    2 min
  • [Mar 7] Commento: Smarriti e ricercati.
    Percepiamo ogni giorno quel particolare tipo di smarrimento che deriva proprio dal primo peccato e da quelli attuali che ci affliggono. L'esperienza del peccato è la forma peggiore di angoscioso disorientamento che possiamo sperimentare: lontani da Dio, nudi e spauriti, perdiamo la percezione della nostra vera identità e della nostra dignità, perdiamo il rapporto di comunione con Dio, con i nostri fratelli e perfino con noi stessi. È consolante sapere da tutta la storia, che lo stesso Signore si è posto fin dal principio alla nostra ricerca e ha intessuto un piano di salvezza e di recupero dell'umanità, che ha avuto il suo culmine con la morte del pastore buono che s'immola sulla croce per le sue pecorelle. Cristo anche per una sola delle sue pecore avrebbe dato la vita pur di riaverla sana e salva nell'ovile. Lo afferma esplicitamente lo stesso Signore: "il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli". La volontà di Dio è chiara: egli vuole che tutti siano salvi e i dispersi siano cercati e ritrovati, anche a costo della vita del Figlio suo. Ciò perché non manchi mai il motivo della gioia e della festa "Se gli riesce di trovarla, - dice ancora Gesù - in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite". È la gioia umana e divina, è il noto banchetto organizzato per il figlio che ritorna dopo l'abbraccio e il perdono paterno; è un anticipo e un "segno" della festa pasquale, della risurrezione finale, a cui tutti tendiamo. È anche la misura vera del nostro valore agli occhi di Dio! La stima che egli ha per ciascuno di noi!
    2 min
  • [Sab 7] Vangelo: Is 30, 19-21.23-26; Sal.146; Mt 9, 35-10,1.6-8.
    In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
    Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
    Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
    E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
    2 min
  • [Lun 6] Commento: Costui bestemmia - Rimette i peccati.
    Il ragionamento degli scribi e farisei coglie nel segno. Solo Dio può rimettere i peccati, è vero, ma l’azione di Gesù è incalzante. Per dimostrare di avere questo potere compie un evidente miracolo dinanzi a loro. Logicamente avrebbero dovuto convincersi che l’affermazione di Gesù non era una falsità: La guarigione immediata da infermità fisica avrebbe dovuto aprire loro gli occhi e spingerli a un ragionamento logico: Se questi ha tale potere, vuol dire che non è un semplice uomo. In lui ci dev’essere qualche cosa di straordinario. Da qui a riconoscerlo come l’inviato di Dio il passo non sarebbe stato troppo lungo. Radicati nei loro princìpi, avrebbero dovuto esclamare almeno come la folla: "Oggi abbiamo visto cose prodigiose". Rimangono invece fermi nei loro ragionamenti, critici e increduli. Forse in quel momento il Signore esigeva troppo. Per entrare in cammino di fede avrebbero dovuto demolire tutto il loro mondo religioso fondato su ben altre convinzioni. Noi però che ci sentiamo ripetere nella confessione: io ti assolvo... dovremmo unire la nostra voce a quella della gente che ha assistito al miracolo per lodare e benedire la grande misericordia di Dio che ha voluto comunicare agli apostoli, ai loro successori e ai suoi ministri il potere di rimettere i peccati. Sentiamo sempre più forte e vivo il sentimento di ringraziamento per il sacramento della confessione e il bisogno di tranquillizzare la coscienza mediante il perdono del Signore. Approfittiamone. Ci sono ancora molti sacerdoti nei confessionali che attendono di poter dire come Gesù nel vangelo: ti sono perdonati i tuoi peccati.
    2 min
  • [Dom 5] Vangelo: Bar 5, 1-9; Sal.125; Fil 1, 4-6.8-11; Lc 3, 1-6.
    Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
    Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
    «Voce di uno che grida nel deserto:
    Preparate la via del Signore,
    raddrizzate i suoi sentieri!
    Ogni burrone sarà riempito,
    ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
    le vie tortuose diverranno diritte
    e quelle impervie, spianate.
    Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».
    2 min
  • [Dom 5] Commento: Una luce rifulse...
    Il brano del vangelo di Luca proposto alla nostra riflessione e contemplazione nella liturgia odierna si apre in modo solenne. Informandoci degli avvenimenti che sta per annunciare, ricorre a eventi civili del mondo pagano e religiosi, del mondo ebraico, per darcene una data precisa. In questo modo San Luca richiama l'attenzione del lettore alla importanza dell’annunzio. Ed è davvero importante quello che egli annunzia. E’ Dio stesso che investe di una missione particolare Giovanni il Battista, il precursore del Signore Gesù, per annunciare l’imminenza della manifestazione del Messia, già presente, e per invitare tutto il popolo, allora, e ognuno di noi, oggi, ad accoglierlo con animo ben disposto a rivedere la propria vita alla luce di una coscienza retta e ben formata. Il Battista, rifacendosi alle parole del profeta Isaia prende lo spunto dalla forma accidentata del suolo terreste per indicare, in modo simbolico, come dev’essere questa preparazione, che consiste nel camminare con rettitudine dinanzi a Dio. Le varie specie di terreno sono lì a indicare i vari stati d’animo o di coscienza degli ascoltatori e quindi anche nostri. A tutti la sua parola offre una speranza: agli animi sfiduciati e delusi, indicati nei burroni, coraggio e nuova energia; ai superbi e agli uomini autosufficienti, indicati nei monti e colli, una presa di coscienza della propria presunzione e un invito all’umiltà; agli animi ambigui, incostanti, indicati con i luoghi tortuosi, la fermezza e la costanza nel proprio agire; agli animi ambigui, complicati, dubbiosi, incerti, indicati con i luoghi impervi, una luce fulgida che rischiara il cammino che conduce a Dio. Potremmo chiederci quale sia la nostra situazione personale... l’invito alla conversione è anche per me, per te, per tutti. E la speranza riposta nel Signore non delude e non deluderà.
    3 min

About Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

From the publisher's feed

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

More shows like Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

The Pope's Voice by Radio Vaticana - Vatican News

The Pope's Voice

63 Listeners

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore by Le Apostole della Vita Interiore

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore

3 Listeners

Briciole di Vangelo by Non di Solo Pane

Briciole di Vangelo

1 Listeners

Il Vangelo tutti i giorni by Diocesi Tivoli e Palestrina

Il Vangelo tutti i giorni

0 Listeners

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo) by TV Pater Limited

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo)

1 Listeners