Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
Download on the App Store

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Sab 4] Commento: La messe e gli operai.
    È commovente questo sguardo di Gesù sulle folle. Egli sente compassione di noi, condivide il nostro travaglio, le nostre pene, ci vede stanchi e sfiniti. Mancano i pastori e il gregge è disperso, vaga senza mèta, senza trovare pascolo. "La messe è molta, ma gli operai sono pochi" eppure molti se ne stanno oziosi sulla piazza, ancora non hanno sentito il richiamo di andare a lavorare nella vigna del Signore. O forse sono come gli invitati alle nozze che accampano scuse di ogni genere per dissertare l'invito. Gesù così ci sollecita: "Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe". È il Signore che chiama, solo la sua voce divina può convincere i convocati a lasciare tutto per seguirlo. Gesù chiama ancora a sé i pochi che hanno risposto generosamente al suo invito per affidare loro il suo mandato e inviarli nelle strade del mondo, come pastori delle pecore disperse. "Strada facendo" debbono dare a tutti una buona e grande notizia: "Predicate che il regno dei cieli è vicino". L'annuncio deve essere confermato con segni e prodigi, gli stessi che Gesù va operando per i villaggi e le città della Palestina: "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni". L'annuncio e l'avvento del regno si manifestano con una novità di vita, come guarigione dai mali dell'anima e del corpo e come una risurrezione. I doni di Dio non hanno prezzo, non possono e non debbono essere mercanteggiati, perciò Gesù avverte i suoi: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". Anche la gratuità fa parte dei segni che debbono accompagnare l'avvento del Regno, è una dimostrazione visibile della magnanimità di Dio e dell'autenticità dell'annuncio.
    2 min
  • [Ven 3] Commento: Per riavere la vista.
    Ci pènetrano nel profondo le urla dei due ciechi del vangelo di oggi: il buio degli occhi e, ancor più quello dell'anima, creano lo strazio interiore, quello che indùce appunto a urlare, a chiedere pietà. Gesù aveva già dichiarato che lo scopo della sua venuta, come aveva profetato Isaia, è quello di ridare la vista ai ciechi. Fa sì che i due si accostino a lui..., è il primo passo da fare per riaprirsi alla luce..., è cerca di far scaturire dal loro buio il chiarore della fede e li interroga: «Credete voi che io possa fare questo?» Il loro "sì" fiducioso fa sgorgare dal Cristo il dono della vista e la pienezza della fede: «Sia fatto a voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Coloro che sono gratuitamente beneficiati dal Cristo, coloro che hanno il dono della fede non possono e non debbono tacere. Così hanno fatto i due illuminati da Cristo, così affermavano i primi apostoli, così anche «noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Per chi crede deve essere necessario, urgente rendere testimonianza di quanto ha ricevuto. Chiedere, ricevere, ringraziare... Sono tre verbi che vanno sempre insieme, specie davanti a Dio.
    2 min
  • [Mer 3] Vangelo: Is 25, 6-10; Sal.22; Mt 15, 29-37.
    In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d'Israele.
    Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
    Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
    Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.
    2 min
  • [Gio 2] Vangelo: Is 26, 1-6; Sal.117; Mt 7, 21.24-27.
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
    Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
    Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
    1 min
  • [Mer 1] Vangelo: Is 25, 6-10; Sal.22; Mt 15, 29-37.
    In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d'Israele.
    Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
    Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
    Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.
    1 min
  • [Lun 29] Vangelo: Is 2, 1-5 (B-C); Sal.121; Mt 8, 5-11.
    In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: "Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente". Gli disse: "Verrò e lo guarirò".
    Ma il centurione rispose: "Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa".
    Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: "In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli".
    1 min
  • [Dom 28] Commento: Ecco, verranno giorni!
    L’attesa fiduciosa alimenta la speranza. L’Avvento è la consolante promessa che il profeta Geremia enuncia oggi per noi. Sin dal primo giorno egli vuole subito predisporre il nostro animo ad una attesa, indicarci un percorso verso una meta, acquistare la gioiosa aspettativa che le promesse del Signore (dobbiamo dire la promessa), ancora una volta puntualmente si realizzeranno. Da oggi, sorretti dalla fede, vigilanti, certi dell’approssimarsi per noi di un evento salvifico e gioioso, ci poniamo in cammino implorando che si aprano i nostri cuori alla speranza. Attendiamo la nascita e la venuta gloriosa di Cristo. Per questo, nell’orazione, imploriamo che il Signore susciti in noi la volontà di andare incontro con le buone opere a Colui che viene. Sentiamo che questo avvento, per quanto ci accade e stiamo vivendo, risuona con particolarissima attualità e intensità. Abbiamo urgente bisogno di sentire viva tra noi la divina presenza che pare offuscata dai tristi eventi che ci abbattono. Vi saranno segni, dice Gesù nel Vangelo. Possiamo ben pensare, come suggeriscono alcuni Padri della Chiesa, che i “segni” siano innanzitutto gli interiori sconvolgimenti che ci assalgono e che stiamo vivendo e di cui noi siamo autori e vittime; i peccati personali e quelli che invadono il mondo, l’umanità intera e in particolare la nostra Madre Chiesa. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte: la divina onnipotenza pare sia vinta dal male che serpeggia e stravolge l’ordine supremo. È giunto fino al Cielo il pianto dell’uomo e il gemito della natura oppressa e sconvolta.
    Proprio questa però è la premessa che ci invita e sollecita alla speranza di “vedere” il Figlio dell'uomo venire su una nube, con grande potenza e gloria; è il tragitto misterioso della Grazia. Il Vangelo insiste: “quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. Però, “State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo”. La storia, il male, i peccati, le più tristi vicende umane, da sempre si ritorcono contro di noi che ne siamo gli autori. Tutto questo però esalta l’amore provvido di Dio e la Sua misericordia. Buon cammino dell'Avvento.
    3 min
  • [Sab 27] Commento: I motivi della cecità.
    «State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo». Sono sempre più frequenti le forme di alienazione inventate dagli uomini. Dovrebbero servire come fuga dalla realtà soprattutto se penose, dalle nostre responsabilità, dai nostri impegni. Ce ne parla oggi lo stesso Signore. Li definisce appesantimenti dello spirito; pesi che offuscano la vista dell'anima, che danno ebbrezza ma non chiarezza. Abbiamo l'impressione, suffragata dai fatti di ogni giorno, di essere troppo spesso ubriachi e non di vino, affannati per avere e possedere sempre di più senza mai sperimentare la sazietà. Càpita allora che l'ubriaco dorma e non vegli, l'affannato non trovi più il tempo e la voglia di pregare e di conseguenza ciò che accade ci piomba addosso cogliendoci sempre impreparati. Vegliare e vigilare è proprio di chi attende e non conosce in quale ora della notte o del giorno sopraggiungerà l'ora fatìdica della prova, della chiamata, del rendimento di conto. Pregare è proprio di chi è ben consapevole di non avere in sé l'energia e la luce che occorre per riconoscere, amare e praticare il bene ed evitare il male. L'umile e il sapiente chiedono al Signore quanto riconoscono di non possedere e di cui hanno indispensabile ed urgente necessità. Per questo un cieco del Vangelo chiese a Gesù: «Che io riabbia la vista» e Gesù: «Va la tua fede ti ha salvato!».
    2 min
  • [Ven 26] Commento: San Silvestro nuovo Elia
    Noi monaci benedettini silvestrini celebriamo oggi la festa liturgica del nostro fondatore San Silvestro Guzzolini, abate. Il commento pertanto riguarderà la liturgia che celebreremo noi oggi e non quella del giorno. E proprio la liturgia, specie la parola di Dio, perché già accolta e vissuta nella perfezione, è la migliore testimone dei santi. Ne descrive nel modo più semplice ed efficace le virtù e il cammino che li ha condotto i santi alla santità eroica. Ecco perché nella liturgia della solennità del nostro Padre e Fondatore San Silvestro Abate (vedi il link del formulario della messa) leggiamo dal Libro dei Re la vicenda del profeta Elia; egli s'immerge nella profonda solitudine del deserto: un percorso arduo come quello della vita. Noi non possiamo non ricordare la prima vocazione di Silvestro, eremita solitario: il suo deserto è in una grotta tra le aspre e impervie montagne marchigiane, nella Gola della Rossa. Il profeta Elia sperimenta nel suo incedere l'estrema umana debolezza e la spossatezza del lungo tragitto del deserto, un tragitto "troppo lungo", incerto e faticoso. Viene dal cielo il prodigioso cibo che dà una energia straordinaria per quaranta giorni e quaranta notti che consente al profeta di raggiungere la meta. Il cibo divino di Silvestro è la santissima eucaristia. Egli la brama e desidera con ardore per tutta la sua vita, ma in modo speciale, quando ha la sensazione che è ormai prossimo l'approdo all'eternità della sua vita terrena. Gli viene porta l'ostia consacrata dalla Madre celeste. Così in questo singolare prodigio viene evidenziata la via privilegiata che l'ha condotto alla santità e nel contempo l'arricchimento di una nuova spiritualità apportata in seno al glorioso Ordine di San Benedetto, quella appunto eucaristica e mariana. Per questo nella seconda lettura San Paolo ci ricorda la sua personale esperienza: "Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me". È la perfezione della Comunione totale con Cristo, comunione sacramentale e vitale. È l'abbandono a Lui nella più profonda umiltà e nella totale e incondizionata fiducia. Nel Vangelo ci vengono ricordati i frutti che derivano dalla fedele sequela di Cristo sia nell'ordine soprannaturale e futuro che nell'ordine naturale: "In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna". È il premio dei santi, il premio finale della eroica fedeltà.
    In questo giorno molto speciale per noi monaci benedettini silvestrini vogliamo assicurare un particolare ricordo nella nostra preghiera per tutti i nostri "amici della Liturgia" e chiediamo che tutti voi vogliate elevare una preghiera per noi affinché la nostra fedeltà al carisma del Fondatore si rafforzi oggi e per sempre. Grazie!
    4 min
  • [Gio 25] Commento: Sulla distruzione di Gerusalemme.
    La profezia di Gesù, riportata da San Luca, si riferisce ad eventi storici precisi: la distruzione del Tempio avvenuta nel 70 d.C. da parte dell'imperatore romano Tito. La concordia degli evangelisti, seppur con diverse sfumature, nel riportare queste parole di Gesù è chiaro indice che Gesù stesso aveva senz'altro previsto quest'episodio e lo aveva, però, inserito nel grande Mistero della sua morte e passione. La storia di Israele è letta, quindi, alla luce dell'evento e degli insegnamenti di Gesù. Noi, oggi, dovremmo chiedere al Signore perché ci doni questa stessa sapienza per poter leggere la nostra storia nel Mistero di Cristo. Il riferimento a basi certe e sicure della nostra vita comporterà sicuramente, quindi, una conversione piena perché la nostra vita sia pegno della Pasqua Eterna, che è la nostra unica meta sicura.
    2 min

About Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

From the publisher's feed

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

More shows like Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

The Pope's Voice by Radio Vaticana - Vatican News

The Pope's Voice

63 Listeners

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore by Le Apostole della Vita Interiore

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore

3 Listeners

Briciole di Vangelo by Non di Solo Pane

Briciole di Vangelo

1 Listeners

Il Vangelo tutti i giorni by Diocesi Tivoli e Palestrina

Il Vangelo tutti i giorni

0 Listeners

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo) by TV Pater Limited

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo)

1 Listeners