Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Lun 22] Vangelo: 1Sam 1,24-28; 1Sam 2; Lc 1, 46-55.
    In quel tempo, Maria disse:
    «L'anima mia magnifica il Signore
    e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
    perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
    D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
    Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente
    e Santo è il suo nome;
    di generazione in generazione la sua misericordia
    per quelli che lo temono.
    Ha spiegato la potenza del suo braccio,
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
    ha rovesciato i potenti dai troni,
    ha innalzato gli umili;
    ha ricolmato di beni gli affamati,
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.
    Ha soccorso Israele, suo servo,
    ricordandosi della sua misericordia,
    come aveva detto ai nostri padri,
    per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
    1 min
  • [Dom 21] Commento: Il dubbio davanti alla salvezza
    Il dubbio, qualunque ne sia l’origine, genera angoscia e compromette la serenità interiore. Non a caso Gesù afferma che solo la verità rende liberi. Il dubbio di Giuseppe dovette essere atroce: riguardava l’innocenza, la purezza e l’onestà della sua promessa sposa, la Vergine Maria, già definita dall’angelo «piena di grazia» e visibilmente madre. Da sempre una donna concepisce per opera di un uomo: come poteva Giuseppe comprendere che ciò che vedeva era opera dello Spirito Santo, l’amore fecondo di Dio? Elisabetta comprenderà per dono dello Spirito; Giuseppe sarà aiutato da un angelo del Signore. Per noi l’unico soccorso davanti ai dubbi è la fede e la preghiera: sono le virtù che ci introducono nei misteri di Dio e ci consentono di accoglierli non per evidenza razionale, ma per dono divino. Occorre far tacere la logica umana e muoversi nella luce soprannaturale: è la via sicura del credente. Chi pretende di giudicare Dio con la sola fioca luce della ragione cade in dubbi, errori e negazioni gratuite. Dinanzi alle nostre debolezze dobbiamo ricorrere alla potenza del Signore, invocare lo Spirito Santo perché nella luce divina si sciolgano incertezze e dubbi. Anche il Natale esige una fede umile e vigile. «Nella tua luce, Signore, vediamo la luce»: senza la Luce, anche i presepi si oscurano e si svuotano del Cristo.
    2 min
  • [Sab 20] Commento: «Ecco, concepirai un figlio»
    Due voci si incontrano e si comprendono: l’angelo Gabriele e Maria, l’inviato di Dio e l’umile ancella del Signore. L’angelo chiama Maria «piena di grazia»: amata da Dio con un amore unico per intensità. Vergine e immacolata, ella ha trovato grazia presso Dio ed è capace di accogliere quell’amore che il cuore dell’uomo non riusciva più a ricevere. Rimanendo integra nella sua verginità, per opera dello Spirito Santo, sarà madre del Cristo, tabernacolo vivente del Figlio dell’Altissimo. Così si ristabilisce pienamente il dialogo tra Dio e l’umanità: nella pienezza dei tempi il Figlio di Dio assume nel seno di Maria la nostra natura per essere il Salvatore del mondo. Ancora una volta il Signore lega il suo piano di salvezza all’assenso di una creatura: tutto il Cielo sembra attendere la risposta della Vergine. «Eccomi, sono la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola». È il sì pieno e gioioso di Maria, grazie al quale ella diventa la nuova obbediente, la prima a dire sì a Dio dopo la disobbedienza dei progenitori. Sappiamo che sarà fedele fino alla croce, dove Gesù la proclamerà madre di tutti i viventi, madre della Chiesa, nostra madre. E ancora ci ripete, con le parole di Cana: «Fate quello che vi dirà»: siate obbedienti al mio Figlio, vivete il suo Vangelo, la lieta notizia.
    2 min
  • [Ven 19] Commento: I prodigi che accompagnano la “venuta”
    La nascita prodigiosa di Giovanni Battista rivela la profonda unione tra Antico e Nuovo Testamento: l’approdo è Cristo. Tutto ciò che lo precede e tutto ciò che lo segue va visto e letto alla sua luce. La storia si presenta allora come una mirabile trama divina, un evento d’amore e di salvezza. «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore!»: l’esclamazione di Zaccaria nasce dalla consapevolezza dell’intervento di Dio nella sua vita, divenuto padre quando ogni speranza umana era svanita. È l’eco del rendimento di grazie che sgorga dal cuore dei salvati: Dio ha fatto grandi cose, ha compiuto prodigi, ha tolto la vergogna del peccato. La fecondità miracolosa richiama l’aridità del deserto, il vuoto di tante vite, ma anche la fecondità della grazia e la santità di tanti fratelli e sorelle. Ricorda i doni ricevuti e la responsabilità che ne deriva: la nascita del Battista è orientata all’annuncio di Cristo; così ogni favore divino dovrebbe spingerci a diventare annunciatori del Regno e testimoni della bontà di Dio. C’è anche un invito esplicito • più volte ricordato dal santo padre • a non spegnere la speranza, anche quando le circostanze sembrano dire il contrario. Troppe volte il Signore ha smentito i nostri scoraggiamenti. Ci chiede di credere nella sua venuta, nella sua presenza e nel fervore della speranza. Solo la perdita della fede riduce al mutismo e all’inerzia.
    2 min
  • [Gio 18] Vangelo: Ger 23, 5-8; Sal 71; Mt 1, 18-24.
    Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
    Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
    Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
    «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
    a lui sarà dato il nome di Emmanuele»,
    che significa «Dio con noi».
    Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
    2 min
  • [Gio 18] Commento: Il rischio del ripudio.
    Per noi credenti l’espressione «incinta per opera dello Spirito Santo» è comprensibile e rassicurante, sostenuta dalla fede. Ma come poteva Giuseppe, promesso sposo di Maria, comprendere pienamente il mistero che in lei si compiva? Le voci umane non bastano a spiegare i misteri di Dio, e lo sguardo dell’uomo si ferma spesso alle apparenze, dalle quali pretende di ricavare la verità dei fatti. Così gli uomini si giudicano e si feriscono. Era necessario che alla "confusione" di Giuseppe venisse in soccorso un angelo del Signore, per confermare la verità della prodigiosa maternità di Maria. Colpisce il suo silenzio: viene da pensare che talvolta il Signore ci coinvolga nei suoi misteriosi piani lasciandoci poi esposti al giudizio degli uomini. I due protagonisti del grande progetto di salvezza sono coinvolti nella sofferenza del dubbio e nel rischio di un ripudio: un’anticipazione della passione del Cristo? Un invito a comprendere che chi vuole essere con Lui deve diventare parte viva della sua storia? O, forse, per dirci che essere privilegiati da Dio non garantisce immunità dal dolore. La prediletta del Signore sarà la prima a condividere il martirio del Figlio, e la ritroveremo, dopo molte sofferenze, ai piedi della croce, ad offrire con gesto sacerdotale la vittima a Dio.
    2 min
  • [Mer 17] Commento: Dio dentro la storia.
    L’evangelista Matteo apre il suo racconto con una lunga, apparentemente monotona genealogia: un elenco di nomi, di cui solo alcuni ci sono noti, e non tutti edificanti. Si parla di generazioni passate, ma appare chiaro che tutte convergono verso un punto fermo della storia: Gesù Cristo, alfa e omega, principio e fine. L’insegnamento è fondamentale: gli eventi umani sembrano spesso governati da noi soltanto, e fatichiamo a scorgerne l’esito. È difficile rispondere alla domanda: «Dove va la storia?». La difficoltà nasce dai nostri limiti, perché non sappiamo leggere i “segni dei tempi”; e nasce dal nostro istinto a fermarci alla semplice cronaca quotidiana, se non siamo illuminati dalla fede. Il Vangelo ci sollecita a legare la storia a Dio e Dio alla storia. Per questo gli eventi raccolti nella Bibbia diventano storia sacra: perché letti alla luce di Dio. La saggezza popolare afferma: «L’uomo propone e Dio dispone»; «Non si muove foglia che Dio non voglia». È vero, se sappiamo leggere la nostra vita e quella del mondo nella prospettiva della salvezza. Noi credenti non possiamo pensare che il mondo resti in balìa degli uomini o che Dio perda il controllo degli eventi. Solo Lui sa coniugare, nella sua infinita sapienza, la libertà degli uomini • anche dei peggiori • con il suo progetto universale di salvezza. La venuta ormai prossima del Figlio di Dio ci ridice che la storia, anche quella dei nostri giorni, è nelle mani di Dio.
    2 min
  • [Mer 17] Vangelo: Gn 49, 2.8-10; Sal 71; Mt 1, 1-17.
    Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
    Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
    Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
    In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.
    2 min
  • [Mar 16] Commento: Giovanni e i peccatori.
    Il messaggio che Gesù porta agli uomini è un mistero; anche la sua persona, venuta dal Cielo, è un mistero profondo. Ma nel suo insegnamento egli vuole farsi capire dalla gente e dai capi del popolo, ricorrendo a esempi efficaci. Per denunciare l’ostilità con cui sacerdoti e anziani hanno accolto la predicazione di Giovanni, propone la parabola dei due figli: uno ossequioso a parole verso il padre, ma incoerente nei fatti («Sì, padre», ma non va a lavorare nella vigna); l’altro, più impulsivo e ribelle («Non ne ho voglia»), ma poi pentito, obbedisce. Alla domanda «Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?», rispondono: l’ultimo. Gesù allora esplicita l’insegnamento: Giovanni è venuto sulla via della giustizia e loro non gli hanno creduto, a differenza di pubblicani e prostitute. Come a dire: voi che vi credete giusti avete rifiutato la verità; i peccatori, che voi condannate, si convertono e seguono il cammino della giustizia. Nel servizio di Dio non bastano le intenzioni: occorre una fedeltà concreta, perché l’amore di Dio non consiste nel dire «Signore, Signore», ma nel fare la sua volontà. Il Signore ci liberi da una religiosità di parole senza opere.
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  • [Mar 16] Vangelo: Sof 3, 1-2. 9-13; Sal.33; Mt 21,28-32.
    In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
    E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
    1 min

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