Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
Download on the App Store

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Mar 9] Commento: Smarriti e ricercati.
    Percepiamo ogni giorno quel particolare tipo di smarrimento che deriva dal primo peccato e da quelli attuali che ci affliggono. L’esperienza del peccato è la forma peggiore di angoscioso disorientamento che possiamo sperimentare: lontani da Dio, nudi e spauriti, perdiamo la percezione della nostra vera identità e della nostra dignità; perdiamo il rapporto di comunione con Dio, con i nostri fratelli e perfino con noi stessi. È consolante sapere, da tutta la storia, che lo stesso Signore si è posto fin dal principio alla nostra ricerca e ha intessuto un piano di salvezza e di recupero dell’umanità, che ha avuto il suo culmine con la morte del pastore buono, che s’immola sulla croce per le sue pecorelle. Cristo, anche per una sola delle sue pecore, avrebbe dato la vita pur di riaverla sana e salva nell’ovile. Lo afferma esplicitamente il Signore: «Il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli». La volontà di Dio è chiara: egli vuole che tutti siano salvi e che i dispersi siano cercati e ritrovati, anche a costo della vita del Figlio suo. Questo affinché non manchi mai il motivo della gioia e della festa. «Se gli riesce di trovarla • dice ancora Gesù • in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite». È la gioia umana e divina, è il noto banchetto organizzato per il figlio che ritorna dopo l’abbraccio e il perdono paterno; è un anticipo e un “segno” della festa pasquale, della risurrezione finale, verso cui tutti tendiamo. È anche la misura vera del nostro valore agli occhi di Dio, la stima che egli ha per ciascuno di noi.
    2 min
  • [Lun 8] Commento: Immacolata, piena di grazia.
    Nel momento più tragico della nostra storia, quando l’uomo, dopo la terribile esperienza del peccato, per la prima volta fugge da Dio e ha paura di lui, risuona nel nostro mondo la grande promessa di una piena restaurazione, di un’immancabile vittoria finale: «Io porrò inimicizia fra te e la donna • dice il Signore al serpente • fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». La “donna” nel cammino della storia assume sempre più nitide le sue sembianze: è una vergine, è piena di grazia, è fecondata dallo Spirito Santo. È una fanciulla di Nàzaret. Nascerà da lei “il Santo di Dio”. Verrà riconosciuta da Elisabetta come “la madre del mio Signore”. Lei stessa canterà le “grandi cose” che il Signore ha operato in lei, guardando con compiacenza l’umiltà della sua serva. È dunque lei, con piena certezza, il tabernacolo vivente prescelto da Dio, dove il Verbo diventa carne e assume le nostre stesse sembianze umane; per questo Egli, con la forza del suo amore, la inonda di grazie e l’adorna di divina bellezza. Non può la persona della Vergine Madre essere intaccata neppure minimamente dal peccato: ne è preservata per volere divino. Maria non è soltanto vergine e madre, ma è l’Immacolata, l’unica creatura concepita senza peccato. È “l’Immacolata Concezione”, come rivelerà lei stessa a Lourdes. Questo prodigio di amore e di grazia oggi noi festeggiamo. Diamo lode a Dio, onoriamo la madre che già porta in sé Cristo Gesù, l’autore della vita. Facciamo nostro l’inno di San Paolo: «Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo». Con la prodigiosa nascita dalla Vergine Maria noi «siamo stati fatti anche eredi, predestinati • secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà • a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo». Lo splendore dell’Immacolata ci richiama alla purezza della vita, al bel candore dell’innocenza battesimale, rievoca per noi i frutti della grazia che ci purificano, il perdono che ci riconcilia e, infine, l’attesa nella beata speranza di essere annoverati tra i cittadini del cielo, dove tutto è luce, tutto è puro, tutto è santo. Maria Immacolata è la prima, è un esempio da seguire. Incamminiamoci dietro a lei: noi, non santi, noi peccatori, ma desiderosi della santità e con il proposito di migliorare sempre più, con la grazia divina.
    3 min
  • [Dom 7] Commento: Vieni, Signore, re di giustizia e di pace!
    Quella del titolo è l’invocazione che la liturgia ci fa ripetere come ritornello nel salmo responsoriale. Che cosa attende l’uomo dalla venuta del Salvatore? Anzitutto una società secondo l’immagine che viene presentata dal brano del profeta Isaia. Qui le esigenze della collettività, come dei singoli individui, si realizzano intorno alla pace, che è conseguenza e frutto della giustizia. Per raggiungere questo scopo ci viene in aiuto l’insegnamento di San Paolo che, scrivendo ai Romani, esorta ad accogliersi a vicenda come Cristo accoglie ognuno di noi. Ma non vi può essere una cordiale accoglienza senza una speranza eterna, frutto della Parola di Dio meditata, fonte di ogni consolazione. San Giovanni il Battista, nella sua predicazione austera ma vera, annuncia la speranza che è generata dalla conversione del cuore. Vera, perché realmente il cuore dell’uomo è travolto da tante passioni egoistiche e orgogliose che lo portano a considerarsi autonomo, sufficiente a se stesso, senza alcun bisogno di salvezza. Verso questi superuomini di tutti i tempi Giovanni ha parole terribili e appellativi forti: «Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all’ira imminente?». Parole inusitate nella predicazione dei nostri tempi, ma che hanno tutto il loro peso in un mondo ostile o indifferente ai problemi della fede. Il progresso della scienza ha portato l’uomo, nel suo stolto orgoglio, a credersi padrone del mondo e quindi a fare a meno di Dio e di tutte le norme di vita onesta da Lui dettate. Si potrebbe esclamare con San Paolo: mentre scoprono le meraviglie del creato, dimenticano il loro autore. Se questo era riprovevole al tempo dei pagani, è assolutamente stolto e insipiente dopo due millenni di cristianesimo, soprattutto da parte di chi ha avuto il sigillo del Battesimo con il dono dello Spirito Santo. L’attesa del Natale sia come un campanello di allarme, un segnale di sveglia per quanti dormono il sonno dell’indifferenza o dell’ostilità nei riguardi della fede. La misericordia del Signore è più grande dell’ostinazione dell’uomo e sempre pronta ad accogliere chi desidera tornare.
    3 min
  • [Dom 7] Vangelo: Is 11, 1-10; Sal.71; Rm 15, 4-9; Mt 3, 1-12.
    In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
    E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
    Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all'ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: "Abbiamo Abramo per padre!". Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
    2 min
  • [Sab 6] Commento: La messe e gli operai.
    È commovente questo sguardo di Gesù sulle folle. Egli sente compassione di noi, condivide il nostro travaglio, le nostre pene, ci vede stanchi e sfiniti. Mancano i pastori e il gregge è disperso, vaga senza mèta, senza trovare pascolo. "La messe è molta, ma gli operai sono pochi" eppure molti se ne stanno oziosi sulla piazza, ancora non hanno sentito il richiamo di andare a lavorare nella vigna del Signore. O forse sono come gli invitati alle nozze che accampano scuse di ogni genere per dissertare l'invito. Gesù così ci sollecita: "Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!". È il Signore che chiama, solo la sua voce divina può convincere i convocati a lasciare tutto per seguirlo. Gesù chiama ancora a sé i pochi che hanno risposto generosamente al suo invito per affidare loro il suo mandato e inviarli nelle strade del mondo, come pastori delle pecore disperse. "Strada facendo" debbono dare a tutti una buona e grande notizia: "Predicate che il regno dei cieli è vicino". L'annuncio deve essere confermato con segni e prodigi, gli stessi che Gesù va operando per i villaggi e le città della Palestina: "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni". L'annuncio e l'avvento del regno si manifestano con una novità di vita, come guarigione dai mali dell'anima e del corpo e come una risurrezione. I doni di Dio non hanno prezzo, non possono e non debbono essere mercanteggiati, perciò Gesù avverte i suoi: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". Anche la gratuità fa parte dei segni che devono accompagnare l'avvento del Regno, è una dimostrazione visibile della magnanimità di Dio e dell'autenticità dell'annuncio.
    2 min
  • [Ven 5] Vangelo: Is 29, 17-24; Sal.26; Mt 9, 27-31.
    In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
    Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
    Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
    Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.
    1 min
  • [Ven 5] Commento: Per riavere la vista.
    Ci penetrano nel profondo le urla dei due ciechi del Vangelo: il buio degli occhi e, ancor più, quello dell’anima creano lo strazio interiore dell’anima, quello che induce appunto a urlare, a chiedere pietà. Gesù aveva già dichiarato che lo scopo della sua venuta, come aveva profetato Isaia, è quello di ridare la vista ai ciechi. Egli stesso si proclamerà Luce: «Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gesù fa sì che i due si accostino a Lui: è il primo passo da fare per riaprirsi alla luce. Il Signore cerca di far scaturire dal loro buio il chiarore della fede e li interroga: «Credete voi che io possa fare questo?» Il loro “sì” forte e fiducioso fa sgorgare dal Cristo il dono della vista e la pienezza della fede: «Sia fatto a voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Coloro che sono gratuitamente beneficiati dal Cristo, coloro che hanno il dono della fede, non possono e non debbono tacere. Così hanno fatto i due illuminati del Vangelo, così affermavano i primi apostoli, così anche «noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Per chi crede è necessario, urgente, rendere testimonianza di quanto ha ricevuto. La verità, di sua natura, tende ad espandersi; quella di Dio deve essere annunciata perché è un dono per tutti e un impegno di tutti.
    2 min
  • [Gio 4] Commento: Non basta dire: "Signore, Signore"!
    Ritenere di poter entrare nel regno di Dio soltanto perché protagonisti di gesti superficiali e formali di religione o di preghiere dette solo con le labbra è una autentica illusione. Gesù proclama ai suoi discepoli e oggi a noi: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli». Vuole dirci Gesù che se la nostra religiosità non ci orienta concretamente a compiere in noi la volontà di Dio, essa è sterile e vana. Di questi falsi religiosi il Signore ha detto: «Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me». Dinanzi al giudizio insindacabile di Dio potremmo sentirci dire: «Non vi conosco». Ascoltare e mettere in pratica è il nostro compito di credenti e fedeli a Cristo, se vogliamo che il nostro edificio spirituale sia come la casa costruita sulla roccia, in grado di resistere a tutte le intemperie e a tutte le tentazioni della vita. È la vera saggezza che fa poggiare su Cristo la nostra esistenza: è Lui la roccia che rende solida e inattaccabile la vita. Fa sempre molta tristezza invece vedere case in rovina e vite franate perché costruite sulla sabbia. Non smettiamo mai di ammirare la solidità delle vite vissute eroicamente dai santi: loro sì ci affascinano e ci incoraggiano; hanno costruito sulla roccia, non si sono limitati a dire «Signore, Signore», ma hanno ascoltato e messo in pratica anche quando la fatica si faceva dura.
    2 min
  • [Gio 4] Vangelo: Is 26, 1-6; Sal.117; Mt 7, 21.24-27.
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
    Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
    Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
    1 min
  • [Mer 3] Commento: Li deposero ai suoi piedi ed egli li guarì.
    La scena che oggi ci presenta il Vangelo è fonte di grande speranza per noi credenti in Cristo, ma anche per tutta l’umanità: molta gente, una grande folla, si raduna intorno a Gesù portando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi ed Egli li guarì. Il Redentore, che si era autodefinito “medico”, adempie così la sua missione: guarisce i corpi malati, suscita la fede negli astanti e ridona la vista ai ciechi. Quest’opera divina non è mai cessata: è ancora Lui che sana corpi e anime, è ancora Lui che sente compassione di tutte le nostre miserie e infermità. Ha compassione anche della nostra fame e, come allora, è ancora Lui che provvede miracolosamente a soccorrere tutte le nostre necessità fisiche e spirituali. Dinanzi alla folla di allora, e dinanzi agli affamati di oggi, Egli ripete ancora: «Sento compassione di questa folla… perché non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non svengano lungo la strada». Se però molti svengono e muoiono lungo le strade del mondo, ciò è dovuto ai nostri egoismi, alla mancanza di amore verso Dio e verso il prossimo. Troppo spesso e per troppo tempo lasciamo gemere nell’attesa i poveri del mondo. Dobbiamo ancora accrescere e dilatare la catena della solidarietà e gioire nel constatare come anche oggi i miracoli della carità cristiana diventino motivo di fede nell’unico vero Dio. Gesù così ha pregato per noi: «Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
    2 min

About Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

From the publisher's feed

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

More shows like Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

The Pope's Voice by Radio Vaticana - Vatican News

The Pope's Voice

63 Listeners

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore by Le Apostole della Vita Interiore

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore

3 Listeners

Briciole di Vangelo by Non di Solo Pane

Briciole di Vangelo

1 Listeners

Il Vangelo tutti i giorni by Diocesi Tivoli e Palestrina

Il Vangelo tutti i giorni

0 Listeners

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo) by TV Pater Limited

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo)

1 Listeners