Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
Download on the App Store

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Lun 15] Commento: Con quale autorità...
    La gente umile e dal cuore semplice si accorge subito che il parlare di Cristo è diverso da quello degli scribi e dei farisei: «Rimanevano colpiti • dice l’evangelista • dal suo insegnamento, perché parlava con autorità e non come i loro scribi». Non era dunque necessario interrogarlo come fanno i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo: sarebbe bastato aprire mente e cuore per comprendere l’autenticità e la novità del suo messaggio. L’evangelista Marco conferma che «il Signore operava insieme con loro (con gli apostoli) e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano». Tutta la vita di Cristo è una splendida ed inequivocabile conferma della divina autorità che egli esercita per illuminare i cuori e redimere l’uomo dal peccato. È un’autorità umano-divina, che emanava dalla sua persona, dalle sue parole e dalle sue opere. Un saggio proverbio popolare afferma che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: ci si tappano le orecchie quando in chi parla si vede un avversario o qualcuno che svela i nostri comportamenti sbagliati. Si chiudono orecchie, cuore e mente quando è in gioco la nostra piccola egemonia o il nostro potere; e anche chi riconosce la verità ma non ha il coraggio di conformare la vita agli insegnamenti ricevuti finisce per accecare i sensi dell’anima. Accade ancora oggi: esistono contestatori di mestiere e sordi cronici, sempre pronti a proporre una verità diversa purché contraria a quella annunciata. Se ciò è grave tra gli uomini, diventa peccaminoso nei confronti di Cristo. Egli incarna la verità, è la Verità, è la luce del mondo che illumina ogni uomo. Non dovrebbe più accadere che noi preferiamo le tenebre alla Luce. Rischieremmo di lasciar trascorrere invano uno splendido Natale.
    2 min
  • [Lun 15] Vangelo: Nm 24,2-7. 15-17; Sal.24; Mt 21, 23-27.
    In quel tempo, Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?».
    Gesù rispose loro: «Anch'io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch'io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?».
    Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: "Dal cielo", ci risponderà: "Perché allora non gli avete creduto?". Se diciamo: "Dagli uomini", abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta».
    Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch'egli disse loro: «Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
    1 min
  • [Dom 14] Commento: Sei tu o dobbiamo attendere un altro?
    Quando l’attesa si fa più urgente, quando gli eventi del mondo sembrano precipitare nel bàratro del male, l’invocazione di un Salvatore diventa accorata. Lo stesso Giovanni, che aveva annunziato la presenza del Messia e l’aveva battezzato nel Giordano, raccoglie quest’ansia di certezza ed invia alcuni dei suoi discepoli per porgere a Gesù una precisa domanda: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?» Gesù rassicura Giovanni Battista e tutti noi. I segni e le opere che egli compie manifestano in modo evidentissimo che il Regno di Dio si sta attuando, è già presente nella sua persona e nelle sue opere, si è calato ormai in modo definitivo nella storia del mondo: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: i ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me». Ecco come si manifesta concretamente il Regno di Dio: è la salvezza delle anime e dei corpi, è la potenza di Dio che si pone al servizio dell’uomo. Fa tristezza dover constatare che ancora oggi quell’interrogativo, a cui è già stata data la più piena ed esauriente risposta, venga ripetuto all’infinito. Ancora permane lo scandalo nei confronti di Gesù. Quel messaggio di salvezza, che ha coinvolto e coinvolge tutti gli uomini di tutti i tempi, con preferenza per gli oppressi, i malati nel corpo e nello spirito, viene ancora ignorato e rifiutato. Fin quando permane l’interrogativo: «Chi dobbiamo attendere?» e non sgorga la pienezza della fede, inevitabilmente Cristo non trova spazio ed accoglienza e altri regni tentano di instaurarsi sulla terra, altri salvatori si propongono. Coloro che si aprono alla Buona Novella potranno godere invece di una pienezza che Giovanni, pur essendo un grande profeta, tra i nati di donna non è sorto uno più grande di lui, non ha potuto raggiungere.
    3 min
  • [Sab 13] Commento: Il regno di Dio è già presente.
    Ancora un pretesto per misconoscere la venuta del Messia. «Prima deve venire Elia» • asserivano gli scribi, fidandosi delle loro fasulle interpretazioni della Scrittura. «Elia è già venuto» • dice Gesù. Quanto è difficile leggere e interpretare i segni di Dio! Quanto sono diversi dalle nostre aspettative! Chissà quale spettacolo si attendevano gli scribi; certo non potevano immaginare, con le loro frenesie di grandezza, che colui che era l’atteso delle genti si manifestasse con tanta umiltà e tanta modestia. Tanto meno potevano tollerare che la venuta del Messia potesse significare lo sgretolamento del loro potere. Per questo, prima la voce di Giovanni Battista e poi quella dello stesso Cristo saranno come una voce nel deserto. Li scandalizza l’austerità del Precursore, ancor più li sconvolgerà l’annuncio messianico delle Beatitudini e del perdono. Gli stessi Apostoli non resistono alla tentazione di ritenere assurdo che il loro Maestro e Messia, capace di prodigi di ogni genere, dovesse soffrire a causa dei suoi avversari. Ancora oggi è incomprensibile a molti che l’avvento del Regno debba realizzarsi attraverso il martirio e la croce. Quell’evento è ancora motivo di scandalo, uno scandalo che trova le sue migliori giustificazioni proprio dinanzi agli eventi più tragici della storia, quando la violenza e la prepotenza degli uomini sembrano prendere il sopravvento sulla bontà e sulla pazienza di Dio. Allo scandalo della croce qualcuno oggi vorrebbe aggiungere lo scandalo del presepio!!!
    2 min
  • [Ven 12] Vangelo: Is 48, 17-19; Sal.1; Mt 11, 16-19.
    In quel tempo, Gesù disse alle folle:
    «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
    "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
    abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!".
    È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: "È indemoniato". È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: "Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori".
    Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
    1 min
  • [Ven 12] Commento: Partecipare alla danza.
    Il rifiuto gratuito ha in sé dell’assurdo. Allora ecco lo sforzo insano e continuo di cercare pretesti per giustificare il proprio disimpegno. Era l’atteggiamento dei nemici del Signore, sempre a caccia di appigli per denigrare e diffamare. Così hanno fatto con Giovanni Battista, accusato di essere posseduto da un demonio perché rigido ed austero, così tentano di fare con Cristo, che mangia e beve con i peccatori ed è amico dei pubblicani. Per chi non vuole aderire alla fede c’è sempre un pretesto per rifiutarla; per chi vuole giustificare il proprio disimpegno e la propria immoralità c’è sempre una scusa da cercare costantemente negli altri, in qualcuno che a torto o a ragione agisce come noi o peggio di noi. L’evento messianico è un invito alla gioia, alla danza: gli stessi angeli di Dio scenderanno a cantare la gloria di Dio e la pace per gli uomini. Gli uomini però sapranno ancora una volta opporre un rifiuto, adducendo la motivazione degli impegni pressanti della vita e le mille distrazioni che distolgono dai veri obiettivi della umana esistenza. È grave restare fuori del banchetto di Dio, dopo aver ricevuto l’invito a partecipare alle nozze; è grave sentirsi dire: «Non vi conosco». È ormai prossimo il Natale: è l’ennesimo invito alla danza, cerchiamo di non mancare alla festa.
    2 min
  • [Gio 11] Commento: Accettare, accogliere.
    L’attesa messianica aveva assunto nel corso della storia del popolo d’Israele connotati molto diversi; pochi avevano compreso il significato autentico della venuta del Cristo, molti invece avevano riposto in quella promessa di un nuovo regno e nell’avvento del Messia speranze di grandezza e di potere o, al più, di liberazione solo da altre umane oppressioni e tirannìe. La "classe dirigente", che deteneva il potere religioso al tempo di Gesù, se n’era impadronita con violenza e cercava di conservarlo alla stessa maniera. Questo è il presupposto di ogni rifiuto del vero piano salvifico divino; sarà uno dei motivi della condanna di Gesù. È anche motivo della non accettazione della predicazione e del battesimo di Giovanni Battista. Sta avvenendo un passaggio storico, una svolta decisiva. Giovanni addìta al mondo «l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo»: egli è un grande profeta, il più grande tra i nati di donna, l’ultimo dei profeti del Vecchio Testamento, legato da prima della nascita a Cristo. È il nuovo Elia, ma ancora una volta molti non l’accettano. È la sorte dei profeti essere incompresi e violentati. È l’assurdo della storia degli uomini che attendono per secoli una venuta e poi non sanno riconoscere e rifiutano l’evento salvifico finale. Saper leggere la storia della salvezza, saper riconoscere gli inviati di Dio, è dono dello Spirito e non dell’intelligenza umana. Preghiamo per quel dono.
    2 min
  • [Gio 11] Vangelo: Is 41, 13-20; Sal.144; Mt 11, 11-15.
    In quel tempo, Gesù disse alle folle:
    «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
    Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.
    Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell'Elìa che deve venire.
    Chi ha orecchi, ascolti!».
    1 min
  • [Mer 10] Vangelo: Is 40, 25-31; Sal.102; Mt 11, 28-30.
    In quel tempo, Gesù disse: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".
    1 min
  • [Mer 10] Commento: Un carico leggero.
    C’è un bell’invito quest’oggi per tutti noi che stiamo, giorno dopo giorno, entrando nel clima natalizio, carichi dei nostri fardelli e spesso affaticati e oppressi dalle alterne vicende della nostra vita: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». La nostra vita è un libro sempre aperto per il Signore: egli sa delle nostre vicende personali, legge ogni istante la storia del mondo ed è costante la sua cura paterna per tutti e per ciascuno di noi. Cristo viene a redimere la nostra storia e ci sollecita ad andare con fiducia da lui per liberarci dalle nostre stanchezze e dalle nostre oppressioni. Egli sa che non siamo capaci di portare da soli certi pesi, né di liberarci dalle nostre stanchezze e dalle nostre infelicità. Abbiamo bisogno di un ristoro sicuro, di una consolazione vera e di una gioia autentica e duratura. Il giogo che egli ci affida, la fatica del nostro ritorno a lui e l’impegno necessario per seguire i suoi precetti è «dolce» e «leggero», perché quel peso e quella fatica, se li uniamo alla grande fatica che egli ha sostenuto per noi portando, con la croce, i pesi più grandi, i nostri peccati, concorrono ancora ad essere motivo di salvezza e di redenzione. Gesù si definisce «mite ed umile di cuore», proponendosi come nostro modello e indicandoci la via per andare da lui: occorrono mitezza e umiltà, le virtù che frenano le nostre inquietudini e ci predispongono ad una vera comunione con Cristo.
    2 min

About Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

From the publisher's feed

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

More shows like Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

The Pope's Voice by Radio Vaticana - Vatican News

The Pope's Voice

63 Listeners

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore by Le Apostole della Vita Interiore

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore

3 Listeners

Briciole di Vangelo by Non di Solo Pane

Briciole di Vangelo

1 Listeners

Il Vangelo tutti i giorni by Diocesi Tivoli e Palestrina

Il Vangelo tutti i giorni

0 Listeners

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo) by TV Pater Limited

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo)

1 Listeners