L’Italia sull’orlo di una crisi di nervi per l’eliminazione dai campionati europei. Non è la solita sconfitta, patita per inferiorità tecnica ma accettata con dignità per l’impegno profuso. Al contrario. Una nazionale senza anima, senza impegno, priva di punti di riferimento e di coraggio, ci ricorda forse il declino di un Paese pigro, vecchio e impaurito. Con il disappunto che questo non è neppure un destino comune, ma riguarda soprattutto noi italiani. Sarà questa considerazione (inconscia) che ha fatto diventare questa eliminazione una sorta di psicodramma collettivo? Ci addentriamo in questo argiomento con Jonathan Di Maggio e Claudio Coppini.
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