L’oblò

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L’oblò episodes

  • Dai dazi ai coraggiosi statisti europei, la lezione di Mattarella
    Mentre nel governo, nonostante le smentite di rito, discutono e si dividono sulla politica estera, dando l?impressione di aver perso la rotta, a fare un po? di ordine interviene il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ieri ha spiegato il valore dell?Europa e dei coraggiosi statisti che l?hanno fondata, e ha dato qualche suggerimento su come reagire ai dazi minacciati dall?America. Spoiler: Con calma e autorevolezza, che l?Europa possiede. Senza andare nel panico, ma anche senza genuflettersi a Donald Trump.
    6 min
  • Tajani, i partiti quaquaraqua e la sfida sul filo del 9 per cento
    Chissà con chi ce l?aveva ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani quando, in veste di leader di Forza Italia, diceva a un evento del partito a Milano che, cito, «chi strilla conta poco e comanda poco. Noi preferiamo lavorare e non strillare». Se fossi maliziosa penserei che abbia voluto mandare un messaggio all?altro vicepremier, il leghista Matteo Salvini, che da giorni s?impiccia della politica estera per dire quotidianamente più o meno l?opposto di quello che dice Tajani.  E che lo tallona nei sondaggi, tra l?8 e il 9 per cento.
    5 min
  • Giorgia e Ursula, c’eravamo tanto amate
    Dopo aver spiegato nel Parlamento italiano che la sua Europa non è quella di Ventotene, la premier Giorgia Meloni, ieri a Bruxelles per il Consiglio europeo, ha avuto modo di spiegare a Ursula Von der Leyen quanto pure quella che sta guidando lei non sia l'Europa che la accontenta.
    6 min
  • L’Europa di Ventotene che non piace a Meloni
    Ieri mattina alla Camera era previsto il dibattito sulle comunicazioni della premier, una seduta routinaria, anche un po? sonnolenta, fino a quando non ha preso la parola lei per la replica: un attacco ad alzo zero, provocatorio e strumentale, al Manifesto di Ventotene.
    7 min
  • Funamboli in Parlamento
    Eccola, finalmente, ai banchi del governo nell?Aula del Senato. La presidente del consiglio Giorgia Meloni è tornata lì dove spesso è stata inutilmente invocata: ha svolto le sue comunicazioni sul Consiglio europeo di domani e venerdì. E si è prodotta in un esercizio di equilibrismo che le ha permesso di tenere insieme la sua maggioranza, fare una carezza a Trump, criticare l?Europa senza naturalmente allontanarsi troppo da Bruxelles e far votare una risoluzione dove mai nemmeno per sbaglio si cita il piano ReArm Europe, che sarà oggetto proprio del Consiglio europeo. Stavolta, anche il nome di Zelensky non l?ho sentito pronunciare. Un altro capolavoro di acrobazia, non c?è che dire.
    6 min
  • Meloni torna in Parlamento, che tensione sul riarmo
    Sarà una giornata impegnativa oggi al Senato. Alle due e mezza del pomeriggio, la presidente del consiglio farà finalmente il suo ritorno in Parlamento, dopo mesi che viene invocata invano la sua presenza dall?opposizione su molte questioni che avrebbe fatto bene a chiarire personalmente. L?occasione sono le consuete comunicazioni prima del Consiglio europeo di giovedì e venerdì, che si dovranno occupare inevitabilmente di difesa europea e riarmo. Poi verranno messe ai voti le risoluzioni delle forze politiche: e sia nella maggioranza che nell?opposizione, sono ore concitate di trattative per trovare accordi per niente facili.
    6 min
  • L’orgoglio di essere Europei
    C'era moltissima gente sabato a piazza del Popolo a Roma. Il giornalista di Repubblica Michele Serra ha lanciato una proposta, riuniamoci in nome dell'Europa, la sua unità e la sua libertà, e in tanti, tantissimi hanno risposto: sì, vengo. Un piccolo miracolo di partecipazione ed entusiasmo, in questi tempi cinici e indifferenti.
    6 min
  • La doppia velocità fra Washington e Mosca
    Da una parte dell'Atlantico, c'è un presidente che decide e si muove a una velocità mai vista, persino pericolosa, se si pensa che la fretta con cui ha annunciato dazi commerciali e poi li ha ritirati ha fatto precipitare le borse e allarmato i mercati. A Mosca, c'è un presidente che sta ancora valutando cosa gli convenga fare, e alle mosse fulminee di Trump contrappone una lentezza carica di segnali da decifrare. E in mezzo, c'è l'Ucraina. E' in attesa di sapere se verrà accolta la proposta di accordo per una tregua dal conflitto, ma non nutre grandi speranze: "Putin – dice il presidente ucraino Zelensky - ha paura di dire a Trump che vuole continuare questa guerra".
    6 min
  • Si, no, forse, in ordine sparso a Strasburgo
    Partiti italiani in ordine sparso ieri al Parlamento europeo. Si votavano due risoluzioni, una sulla difesa europea e il piano di riarmo di Ursula Von der Leyen, l?altra sul sostegno all?Ucraina. Sia a destra che a sinistra le forze politiche del nostro Paese hanno preso strade diverse: sì, no, astensione. Un caleidoscopio di posizioni che spiega meglio di qualunque retroscena quanto, sulla politica estera, restino distanze siderali dentro entrambi gli schieramenti. E come proprio su questo tema si stiano consumando rotture e rese dei conti.
    5 min
  • E’ ora di capire se Putin vuol ballare il tango con Trump
    «Per ballare il tango bisogna essere in due», ha detto ieri Donald Trump. L?altro ballerino è il presidente russo Vladimir Putin. Dopo oltre nove ore di negoziati a Gedda, in Arabia Saudita, ieri le delegazioni ucraina e americana hanno trovato un accordo su una tregua. E? solo un primo passo verso un negoziato di pace, ma dopo tre anni di guerra è un passo importante: ora spetta alla Russia dire se a questo tango vuole partecipare oppure no.
    5 min

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Il racconto della politica, i suoi tic, le sue contraddizioni, la propaganda e le polemiche. Quello che arriva da lontano, e quello che capita nel cortile di casa nostra. I grandi temi, ma anche le…

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