L’oblò

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L’oblò episodes

  • La via stretta di Schlein tra Prodi e socialisti europei
    Che il tema delle armi mettesse in difficoltà il Pd lo sappiamo da tempo. Ha sempre garantito il suo sì nel Parlamento italiano all?invio di dotazioni militari all?Ucraina, ma ogni volta con qualche maldipancia e qualche defezione in più. Ora, il piano di riarmo deciso in tutta fretta dall?Europa ha inasprito le distanze. Si sono allargate fratture dentro al partito, anche clamorose, che allontanano la segretaria Elly Schlein dalla vecchia guardia di Prodi e Gentiloni. Domani, al Parlamento europeo riunito a Strasburgo, si vota una risoluzione sul sostegno militare a Kiev, il riarmo e la difesa comune. Ci sono contatti continui tra gli europarlamentari e i vertici del Pd per decidere la posizione da tenere: perché il rischio è una divisione del partito e, forse ancora più grave, un allontanamento dagli altri partiti socialisti europei.
    5 min
  • Le caramelle di Trump, le montagne russe di Musk
    Non c?è giorno di riposo per i nuovi padroni d?America. Nemmeno la domenica: ieri il presidente ha concesso un?intervista alla tv filotrumpiana Fox News, e, con la nota empatia verso un Paese aggredito e in guerra da tre anni, ha detto che la scena dello scontro allo Studio ovale con il presidente ucraino Zelensky è stata come, cito, «togliere le caramelle a un bambino». Le caramelle sono gli aiuti che l?America ha fornito per tre anni a Kiev, e che lui ha ora negato. Non bastasse questo, ieri ci si è messo pure Elon Musk a dire e smentire via X, il social di sua proprietà. E? come vivere sulle montagne russe, su e giù continuamente. Sperando di arrivare sani e salvi a fine corsa.
    7 min
  • L’oblò
    Il racconto della politica, i suoi tic, le sue contraddizioni, la propaganda e le polemiche. Quello che arriva da lontano, e quello che capita nel cortile di casa nostra. I grandi temi, ma anche le storie apparentemente minori, perché tutto intorno a noi è frutto di scelte politiche. Spiegate e commentate attraverso L?oblò di Francesca Schianchi. Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì .
    7 min
  • L’America di Trump e quella metà che non lo ha votato
    Era piena notte in Italia quando Donald Trump ha parlato davanti al congresso americano nel suo fluviale discorso sullo stato dell?Unione. Faceva effetto vedere le immagini: i Repubblicani, la sua parte, che continuavano ad alzarsi in piedi per tributargli una dopo l?altra continue standing ovation. Nell?altra metà dell?aula i democratici, ostentatamente seduti senza battere mai le mani, avevano cartelli di protesta, alcuni che riportavano la scritta ?falso? da sventolare ad ogni affermazione non veritiera del presidente. La rappresentazione plastica della frattura che attraversa l?America. Ora, lui, con la sua irruenza, sta monopolizzando tutta l?attenzione. Ma nel voto popolare ha vinto con 77 milioni di voti; 75 milioni di elettori invece avevano detto: no, grazie. Dov?è finita questa metà America?
    6 min
  • Trump, la libertà di dissenso e quei ragazzi in piazza a Washington
    Donald Trump ha interrotto le forniture militari all?Ucraina. Ha avviato i dazi in Canada e Messico, alzato quelli cinesi, li ha promessi anche a noi europei da aprile. Dei migranti sapete: cacciarli è stata sempre la sua prima preoccupazione. Ma ieri, pur avendo molto altro da fare, ha aggiunto un nuovo obiettivo: i ragazzi che protestano nelle università. Un mese e mezzo fa, alla vigilia del suo insediamento, in 50mila scesero in piazza a Washington preoccupati da quello che il nuovo presidente avrebbe potuto fare ai diritti. Mi disse Peter: ?Non sono preoccupato per me solo perché sono un uomo bianco?.
    6 min
  • Trump, Meloni e il tempismo di Angela Merkel
    Continuiamo a camminare sull?orlo di un burrone, appesi alle scelte del presidente americano da una parte, e alla capacità di reazione dell?Europa dall?altra. ?Il momento non è facile per nessuno?, ha detto ieri in tv la premier Giorgia Meloni. I leader europei tornano a riunirsi giovedì: è il momento di decisioni difficili e da prendere alla svelta, perché la nuova politica imposta da Trump marcia a passo spedito. Seguendo il monito di Angela Merkel: ?In politica, il tempismo è fondamentale. Bisogna saper cogliere le occasioni al volo. E? questo a fare la differenza tra successo e fallimento?.
    6 min
  • Meloni fra Macron e Salvini
    "Abbiamo bisogno dell'Italia, di un'Italia forte che agisca a fianco della Francia, della Germania, nel concerto delle grandi nazioni", così, in un'intervista sul Foglio in edicola oggi, parla il presidente francese Emmanuel Macron. Al vertice di Parigi come a quello di ieri di Londra, l'Italia c'è stata: pur mantenendo un equilibrismo da acrobata, ribadendo il sostegno a Zelensky ma senza mai pronunciare una sillaba che possa indispettire Trump, Giorgia Meloni è rimasta accanto agli alleati europei, come forse non poteva evitare di fare. Ora però si parla di truppe europee in Ucraina e di aumento consistente di spese di difesa: e non sono sicura che, nella sua maggioranza, tutti saranno d'accordo.
    6 min
  • Lo sciopero delle toghe, la Costituzione e il combustibile
    Una sfilata di toghe, ciascuna con una coccarda tricolore al petto, e una copia della Costituzione tra le mani. E' una scena che si è ripetuta ieri a Milano a Napoli a Roma a Palermo, in giro per tutta Italia. Lo sciopero dei magistrati ha avuto un’adesione intorno all'80 per cento, con punte come a Lodi del 100 per cento. Difficile per la maggioranza di destra poter derubricare tutto a una protesta delle toghe rosse.
    6 min
  • Santanchè e il talismano della ricchezza
    «Io sono l’emblema di tutto ciò che detestate, lo rappresento plasticamente». Eccola la strategia difensiva della ministra del Turismo Daniela Santanché alla Camera. Si votava ieri la mozione di sfiducia, e lei aveva diritto di replica: venti minuti usati non per contestare le accuse di falso in bilancio, ma per spostare tutta l’attenzione su altro. Il vostro problema non è quello che ho fatto, è il senso del suo discorso, ma quello che sono. Un po’ debole come difesa. Ma d’altra parte di difendersi non ne ha veramente bisogno: se si dimetterà mai, lo ha detto chiaramente, sarà perché lei e lei soltanto lo deciderà, senza pressioni e senza costrizioni. Una dichiarazione rivolta all’opposizione che sembra in realtà nascondere più un messaggio per la sua stessa maggioranza.
    5 min

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