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Che fine hanno fatto i mammut? Da qualche tempo la sagoma di questo imponente animale si aggira per la città di Lugano, eppure circa 15.000 anni fa, alla fine dell’ultima glaciazione, i mammut si estinsero. A causarne l’estinzione contribuì l’innalzamento delle temperature. Il mammut con le sue zanne è il simbolo del festival “L’uomo e il clima”, in corso a Lugano fino a maggio 2025. Si tratta di una bella occasione di riflessione e approfondimento sul clima e i suoi cambiamenti, con proiezioni cinematografiche, incontri pubblici e ben cinque mostre, unite da un unico fil rouge: il fragile equilibrio fra lo sviluppo della nostra civiltà e il clima con i suoi cambiamenti. Il clima cambia da sempre, ma oggi lo fa con una rapidità e un’inerzia da parte nostra che, alla luce degli scenari che ci racconta la scienza, non può che preoccuparci. Non si può più mettere in dubbio il fenomeno del riscaldamento globale, né che l’essere umano ne sia la principale causa. Nel nostro Giardino incontreremo proprio l’ideatore del progetto, Gianluca Bonetti, nonché curatore della mostra principale presso il Museo delle Culture, fra le sue vite anche quella di fotografo paesaggista; insieme a lui, ci sarà il curatore dell’esposizione allestita presso la Biblioteca Cantonale e dedicata ai pionieri degli studi sul clima, Guido Milone.
By RSI - Radiotelevisione svizzera4.7
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Che fine hanno fatto i mammut? Da qualche tempo la sagoma di questo imponente animale si aggira per la città di Lugano, eppure circa 15.000 anni fa, alla fine dell’ultima glaciazione, i mammut si estinsero. A causarne l’estinzione contribuì l’innalzamento delle temperature. Il mammut con le sue zanne è il simbolo del festival “L’uomo e il clima”, in corso a Lugano fino a maggio 2025. Si tratta di una bella occasione di riflessione e approfondimento sul clima e i suoi cambiamenti, con proiezioni cinematografiche, incontri pubblici e ben cinque mostre, unite da un unico fil rouge: il fragile equilibrio fra lo sviluppo della nostra civiltà e il clima con i suoi cambiamenti. Il clima cambia da sempre, ma oggi lo fa con una rapidità e un’inerzia da parte nostra che, alla luce degli scenari che ci racconta la scienza, non può che preoccuparci. Non si può più mettere in dubbio il fenomeno del riscaldamento globale, né che l’essere umano ne sia la principale causa. Nel nostro Giardino incontreremo proprio l’ideatore del progetto, Gianluca Bonetti, nonché curatore della mostra principale presso il Museo delle Culture, fra le sue vite anche quella di fotografo paesaggista; insieme a lui, ci sarà il curatore dell’esposizione allestita presso la Biblioteca Cantonale e dedicata ai pionieri degli studi sul clima, Guido Milone.

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