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La comunicazione deve avere un ruolo preciso all'interno dell'organizzazione.
Francesco Di Costanzo, Presidente di Fondazione Italia Digitale, sottolinea l'importanza di riconoscere competenze, responsabilità e spazi adeguati alle persone che lavorano in questo ambito.
Significa costruire settori dedicati e integrarli realmente nei processi aziendali, evitando di considerare comunicazione e digitale come attività accessorie da gestire quando serve.
Oggi queste competenze incidono sul rapporto con le persone, sulla reputazione, sulla capacità di utilizzare le nuove tecnologie e sul modo in cui un'organizzazione viene percepita.
Per questo Di Costanzo le considera parte della spina dorsale di un'azienda. Una funzione che deve trovare spazio nella struttura e contribuire alle decisioni con professionalità e competenza.
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#management_tips_podcast
Prima di decidere come utilizzare una tecnologia, bisogna conoscerla.
Francesco Di Costanzo, Presidente di Fondazione Italia Digitale, mette cultura e conoscenza al centro del rapporto con l'innovazione.
L'intelligenza artificiale sta aprendo possibilità importanti e, allo stesso tempo, pone interrogativi che richiedono attenzione. Comprendere come funziona, quali applicazioni può avere e quali conseguenze può generare diventa fondamentale per compiere scelte consapevoli.
Il tema riguarda anche il modo in cui decidiamo di utilizzare questi strumenti, affinché producano un'utilità concreta e vengano gestiti secondo principi etici.
La velocità dell'innovazione rende quindi ancora più importanti qualità e competenza. Perché conoscere ciò che stiamo utilizzando è il primo passo per decidere quale ruolo vogliamo attribuirgli.
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#management_tips_podcast
La comunicazione può incidere sul valore di una società sportiva quanto alcune delle figure centrali della sua organizzazione.
Francesco Di Costanzo, Presidente di Fondazione Italia Digitale, sottolinea quanto la gestione della comunicazione sia diventata strategica anche nel mondo dello sport.
Il tema riguarda le società e coinvolge direttamente gli atleti. Social media e strumenti digitali hanno un impatto significativo sulla reputazione, sulle relazioni e sul modo in cui una persona viene percepita.
Per questo servono formazione e competenze specifiche, insieme alla consapevolezza di ciò che si sta utilizzando e delle conseguenze che può generare.
Oggi saper gestire la propria presenza digitale è diventato un elemento rilevante anche nella formazione di chi lavora e compete nello sport.
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#management_tips_podcast
Il cambiamento tecnologico richiede prima di tutto curiosità.
Francesco Di Costanzo, Presidente di Fondazione Italia Digitale, affronta uno degli interrogativi più discussi con la diffusione dell'intelligenza artificiale, quello relativo al futuro del lavoro.
Il punto centrale, nella sua riflessione, riguarda la disponibilità delle persone a comprendere gli strumenti che stanno entrando nella quotidianità professionale.
Conoscerli significa capire dove possono essere utili, come integrarli nel proprio lavoro e quali opportunità possono offrire.
Di fronte a tecnologie che evolvono rapidamente, la curiosità diventa quindi una competenza importante. Permette di osservare il cambiamento, comprenderlo e trovare il proprio modo di utilizzarlo.
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Gestire la comunicazione digitale oggi significa andare molto oltre i social media.
Francesco Di Costanzo, Presidente di Fondazione Italia Digitale, descrive l'evoluzione del digital manager nella Pubblica Amministrazione come una figura sempre più trasversale.
Intelligenza artificiale, nuove tecnologie, comunicazione, informazione e servizi digitali richiedono competenze capaci di dialogare tra loro e una visione complessiva del rapporto con il cittadino.
Di Costanzo utilizza l'immagine del regista. Una figura capace di coordinare strumenti, linguaggi e innovazione, mantenendo una direzione chiara.
La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione richiede quindi professionalità in grado di comprendere l'evoluzione tecnologica e tradurla in una comunicazione e in servizi sempre più efficaci per i cittadini.
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La comunicazione digitale nella Pubblica Amministrazione ha bisogno di competenze e responsabilità definite.
Francesco Di Costanzo, Presidente di Fondazione Italia Digitale, racconta un percorso iniziato nel 2015 con la convinzione che il settore pubblico avesse bisogno di una figura professionale dedicata alla gestione dei social media e della comunicazione digitale.
Dieci anni dopo, nel maggio 2025, questo percorso ha portato al riconoscimento del ruolo del social media e digital manager nel settore pubblico italiano.
Un passaggio che Di Costanzo considera importante perché attribuisce una collocazione precisa a competenze ormai centrali nel rapporto tra amministrazioni, cittadini e strumenti digitali.
La trasformazione della comunicazione pubblica passa anche dal riconoscimento delle professionalità chiamate a gestirla.
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In questa puntata di Management Tips è ospite Francesco Di Costanzo, Presidente della Fondazione Italia Digitale, giornalista, docente ed esperto di comunicazione pubblica e digitale.
Da anni lavora sull’evoluzione del rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadini, con particolare attenzione al modo in cui istituzioni ed enti pubblici organizzano e gestiscono la propria comunicazione. Ha fondato la Fondazione Italia Digitale e ideato il Festival Digitale Popolare, affiancando a queste attività la presidenza di PA Social, associazione nazionale dedicata alla comunicazione e all’informazione digitale.
Al centro della conversazione c’è la necessità di ripensare il modello con cui viene gestita la comunicazione all’interno della Pubblica Amministrazione. Strumenti, piattaforme e tecnologie sono cambiati profondamente negli ultimi anni e questa evoluzione richiede una riflessione anche sulle persone, sulle competenze e sulle responsabilità di chi comunica per conto delle istituzioni.
Francesco Di Costanzo approfondisce il ruolo delle principali figure professionali coinvolte nella comunicazione pubblica e la necessità di aggiornare modelli organizzativi costruiti in un contesto molto diverso da quello attuale. Social network, chat, piattaforme digitali e intelligenza artificiale hanno modificato il rapporto con i cittadini e richiedono competenze capaci di integrare informazione, comunicazione e innovazione.
La puntata affronta quindi un tema che riguarda direttamente il management della Pubblica Amministrazione. Evolvere la comunicazione significa intervenire sull’organizzazione, definire con maggiore chiarezza ruoli e responsabilità e costruire una cultura capace di utilizzare gli strumenti digitali per rendere il rapporto tra istituzioni e cittadini più diretto, comprensibile ed efficace.
Una conversazione utile per manager pubblici, professionisti della comunicazione e persone interessate all’innovazione della Pubblica Amministrazione, con una riflessione concreta su come competenze, organizzazione e leadership possano accompagnare l’evoluzione della comunicazione istituzionale.
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Le idee migliori possono arrivare da qualsiasi persona del team.
Yari Brugnoni, Co-founder di Not Just Analytics, racconta come l'ascolto sia diventato parte del modo in cui l'azienda sviluppa nuove soluzioni.
Durante l'anno vengono organizzati momenti di brainstorming aperti a tutto il gruppo, insieme ad attività più strutturate come gli hackathon interni.
Tutti possono proporre idee, individuare problemi e immaginare possibili soluzioni. Le proposte vengono poi votate e quelle ritenute più interessanti vengono trasformate in progetti concreti.
Creare spazi in cui le persone possano contribuire permette di utilizzare competenze, esperienze e punti di vista che altrimenti rischierebbero di rimanere inespressi.
Ascoltare il team significa anche riconoscere che l'innovazione può nascere in ogni area dell'organizzazione.
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Crescere più velocemente significa sempre costruire l'azienda che desideriamo?
Yari Brugnoni, Co-founder di Not Just Analytics, racconta perché lui e il suo socio hanno scelto di preservare la propria indipendenza anche di fronte alla possibilità di accelerare lo sviluppo del progetto.
L'ingresso di investitori esterni avrebbe potuto portare nuove risorse e una crescita più rapida. Allo stesso tempo avrebbe introdotto obiettivi e aspettative che avrebbero inciso sulla loro libertà decisionale.
Per loro era importante poter continuare a investire anche in idee prive di un ritorno economico immediato, semplicemente perché coerenti con ciò che volevano costruire.
È una scelta imprenditoriale precisa. Definire quale crescita si desidera significa anche decidere quali condizioni si è disposti ad accettare per raggiungerla.
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L'intelligenza artificiale sta cambiando anche le competenze che le aziende cercano nelle persone.
Yari Brugnoni, Co-founder di Not Just Analytics, racconta una scelta compiuta all'interno della propria organizzazione.
Alcune attività, soprattutto nell'ambito dello sviluppo, potevano essere svolte attraverso l'AI. Questo ha portato l'azienda a ripensare le competenze presenti nel team e a inserire persone capaci di portare qualità differenti.
Maggiore attenzione all'aspetto umano, allo studio dei comportamenti e alla comprensione dei clienti.
L'evoluzione dell'AI porta quindi anche a una riflessione sul lavoro. Se alcune attività possono essere automatizzate, aumenta il valore delle capacità profondamente legate alle persone e alla comprensione di chi abbiamo davanti.
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