In questo episodio:
- S&P 500, Nasdaq e semiconduttori hanno messo a segno un rally straordinario dai minimi di marzo (+17%, +27% e +65%), alimentato da flussi record di fondi sistematici, gamma squeeze e buyback, ma il rialzo resta concentrato su pochi nomi tech mentre il titolo medio è ancora il 13% sotto i massimi.
- L'intelligenza artificiale resta il vero motore del mercato: hyperscaler "sold out", capex AI atteso oltre gli 800 miliardi nel 2026 e una domanda di calcolo che cresce oltre l'80% annuo, ma emergono vincoli strutturali su energia, chip e memoria già esauriti fino al 2027.
- Stagione utili eccezionale — oltre l'80% delle società S&P ha battuto le attese con crescita EPS al +27% — ma sotto la superficie cresce la divergenza, con segnali di stress sul consumatore a basso reddito e l'AI che inizia a ridisegnare il mercato del lavoro.
- Lo shock energetico legato al Medio Oriente si sta aggravando: scorte globali in calo a ritmi da crisi, uscita degli Emirati dall'OPEC, benzina USA a +53% in dieci settimane e Treasury 30 anni sopra il 5%, con una Fed sempre più divisa.
- Cresce la divergenza USA-Europa e il rischio sottovalutato del "financial nationalism", con governi che iniziano a indirizzare i risparmi domestici verso investimenti interni, potenzialmente riducendo il supporto ai mercati americani.
Il messaggio chiave è che il mercato appare resiliente ma fragile: sostenuto da utili solidi e dalla narrativa AI, si scontra però con vincoli reali su energia, infrastrutture e costo del capitale, creando un equilibrio sempre più delicato e un rischio crescente di volatilità nei prossimi mesi. Per saperne di più, ascolta il nuovo episodio della rubrica podcast Market Flash, a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.