Il mercato entra in una nuova fase della corsa all'intelligenza artificiale: dopo il boom degli investimenti in infrastruttura, gli investitori iniziano a chiedersi chi riuscirà davvero a monetizzarla. Nel frattempo l'Europa torna sotto i riflettori, complice un mix di riforme, geopolitica e inflazione in raffreddamento. In questo episodio:
- L'AI entra nella "seconda fase": dopo la corsa a chip, memoria e data center, il mercato guarda ora a chi saprà trasformare questi investimenti in ricavi reali. Le Magnifiche 7, ribattezzate ironicamente "Lag7", hanno sottoperformato, mentre il paniere "high beta momentum" ha perso circa il 18% in due sedute, il peggior sell-off dai tempi del Covid.
- La leadership di mercato si allarga: il Russell 2000 ha battuto l'S&P 500 in 10 delle ultime 12 sedute, un evento raro (solo tre volte in vent'anni). Anche nel tech la rotazione è evidente: dai produttori di chip verso società con dati proprietari, software, cybersecurity e cloud, con Snowflake come esempio più chiaro, insieme a Salesforce, ServiceNow e CrowdStrike.
- L'Europa torna protagonista: la Germania lancia un ampio piano di riforme pro-crescita, il petrolio è sceso di circa il 40% in tre mesi, l'inflazione dell'Eurozona sorprende al ribasso e il PMI composito torna sopra quota 50. A Sintra, Lagarde ha mostrato fiducia crescente nella resilienza dell'economia europea.
- Negli USA la Fed si irrigidisce: il nuovo presidente Kevin Warsh ha assunto un tono più restrittivo del previsto, sostenendo il dollaro, anche se il posizionamento già vicino ai massimi storici ne limita l'ulteriore rialzo nel breve. Sullo sfondo torna la geopolitica, con il vertice NATO e possibili sviluppi sul fronte Russia-Ucraina.
Il messaggio chiave è che l'intelligenza artificiale non rallenta, ma il mercato inizia a distinguere tra chi costruisce l'infrastruttura e chi saprà davvero estrarne valore economico. Da qui due idee operative per il secondo semestre: l'Europa, sostenuta da valutazioni più basse, riforme e un possibile miglioramento geopolitico; e l'oro, tornato interessante dopo la correzione, con posizionamento più leggero e banche centrali ancora in fase di accumulo.