In questo episodio:
- L’anno si apre con un avvio molto forte dei mercati dopo un dicembre complesso: la storica tenuta dei primi giorni dell’S&P 500 rafforza il messaggio di fondo con cui si era chiuso il 2025, ovvero l’ingresso in una nuova fase di mercato meno concentrata e più guidata da rotazioni settoriali.
- Il quadro politico e geopolitico si conferma subito complesso, come tipico di un mid-term year del secondo mandato Trump, con politica fiscale, monetaria e regolatoria che sembrano muoversi nella stessa direzione, sostenute da una spinta all’innovazione senza precedenti.
- Dal punto di vista tecnico, emergono segnali molto costruttivi: rotture rialziste sugli indici europei, S&P 500 vicino ai 7.000 punti e, soprattutto, un allargamento continuo della partecipazione al rialzo.
- Con l’avvio della stagione delle trimestrali, l’attenzione si concentrerà su capex e guidance legate all’AI, in un contesto di volatilità eccezionalmente bassa, posizionamento elevato e forte partecipazione retail, elementi che suggeriscono un approccio più prudente.
Il messaggio chiave per il 2026 resta costruttivo ma selettivo: azionario globale favorito, forti rotazioni, divergenze regionali e rischi da monitorare, ma anche opportunità interessanti soprattutto in Europa e Asia, nei temi infrastrutturali, nella difesa e nei settori che beneficiano dell’aumento di produttività legato all’intelligenza artificiale.
Per saperne di più ascolta il nuovo numero della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.