In questo episodio:
Dopo settimane di segnali di insofferenza, è arrivata una correzione violenta concentrata sui temi più affollati:
- Il fattore Momentum perde il 25% dai massimi e Bitcoin cancella tutto il rialzo dell’anno, mentre la liquidità di mercato si prosciuga e gli investitori sono costretti a ridurre rapidamente le esposizioni.
- La volatilità non nasce dal panico ma dall’eccesso di leva: fondi sistematici ai massimi, retail sovraesposti con ETF e derivati, livelli di cassa degli asset manager ai minimi da vent’anni.
- Il nodo cruciale è l’AI: pilastro della crescita USA e dell’S&P 500, ma oggi sotto esame per la dipendenza dal credito, la sostenibilità dei cash flow e la “circular financing”; i numeri di Nvidia alimentano timori sulla maturità del ciclo.
- L’economia globale si muove a velocità diverse: l’Europa resta debole con una Germania in stagnazione strutturale, mentre negli USA la domanda aggregata nasconde una frattura in stile “curva a K” tra top spenders e famiglie con risparmi in calo.
- Nonostante le tensioni, la stagione degli utili è solida con una crescita del 15% e un allargamento della partecipazione settoriale: una condizione favorevole per rotazioni più sane e per un mercato meno dipendente da pochi titoli.
In una fase di transizione, prudenza e resilienza restano centrali, ma la correzione crea nuove opportunità: la volatilità può diventare un’occasione per costruire posizioni su un listino finalmente più ampio ed equilibrato. Per saperne di più ascolta il nuovo numero della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.