In questo episodio:
Dopo uno degli avvii d’anno più forti di sempre, i mercati mostrano i primi segnali di pausa, senza però compromettere il messaggio di fondo: il 2026 si sta confermando come l’anno dell’allargamento della partecipazione e della fine della concentrazione estrema. La sovraperformance di small e mid cap, il miglioramento della market breadth e la sottoperformance silenziosa delle mega-cap segnano un cambiamento strutturale profondo rispetto agli ultimi anni.
- Il contesto macro resta sorprendentemente costruttivo, con dodici mesi consecutivi di sorprese economiche positive e un’Europa che beneficia dell’avvio dei piani fiscali, aprendo spazio a una crescita superiore alle attese.
- Parallelamente, torna centrale il tema delle commodities, con segnali tecnici e fondamentali che indicano un possibile cambio di regime pluriennale, sostenuto anche da dinamiche geopolitiche e strategiche, come il crescente ruolo della Groenlandia e delle materie prime critiche.
- Sul fronte dei rischi, l’attenzione si sposta sul Giappone: il ritorno dell’inflazione, l’aumento dei rendimenti e le implicazioni sul carry trade globale rappresentano un potenziale fattore di instabilità sistemica. In questo scenario, la stagione delle trimestrali sarà decisiva per confermare l’allargamento del mercato, in un contesto di valutazioni elevate, posizionamento affollato e sentiment ottimista.
- Il messaggio chiave per il 2026 resta positivo ma selettivo: mercati sostenuti da forti stimoli e da trend strutturali come AI, M&A e buyback, ma con maggiore volatilità e una crescente necessità di flessibilità e capacità di adattamento per cogliere le opportunità e gestire i rischi.
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Market Flash, a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.