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Memos episodes

  • Memos di gio 08/04/21
    Quanto “green” è il piano di Biden per le infrastrutture? Memos ha ospitato Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, anche per fare alcune valutazioni sul ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani. E poi sempre oggi a Memos: inflazione da anti-Covid. E se i piani di rilancio dell’economia facessero ripartire una spirale inflazionistica? Lo abbiamo chiesto all’economista Valeria Termini (Università Roma Tre), studiosa di energia ed economie sostenibili.
    30 min
  • Memos di mercoledì 07/04/2021
    A fine mese scadono i termini per consegnare il Recovery Plan italiano all’Europa. “Un piano che avrà effetti non sufficienti sull’economia”, dice uno studio pubblicato sulla Review of Political Economy da un gruppo di economisti italiani. Oggi alle 13 a Memos è stato ospite uno di loro, Riccardo Realfonzo, e Rossella Muroni, deputata, ex presidente di Legambiente. “Il Next Generation EU può avere effetti non sufficienti, può essere inadeguato per l’economia – racconta il professor Realfonzo - I 750 miliardi di euro previsti sono solo un terzo di quanto messo in campo dagli Stati Uniti di Biden. Nel nostro articolo siamo arrivati alla conclusione che le risorse messe in campo in Europa non riusciranno a determinare una ripresa adeguata della produzione e del Pil. L’impatto sulla crescita sarà modesto. Il Pil italiano non dovrebbe riuscire a tornare ai livelli del 2019 entro il 2025. Nonostante le ingenti risorse che saranno investite – conclude il professor Realfonzo - il Pil italiano rimarrà ben al di sotto dei livelli del 2019 e del 2007”. A Memos la deputata Muroni ha poi raccontato che il PNRR portato al voto per alcuni pareri in aula nei giorni scorsi era ancora la bozza del governo Conte2. Il governo Draghi, secondo Muroni, porterà il piano aggiornato in parlamento prima di consegnarlo alla Commissione di Bruxelles entro il prossimo 30 aprile.
    29 min
  • Memos di mer 07/04/21
    A fine mese scadono i termini per consegnare il Recovery Plan italiano all’Europa. “Un piano che avrà effetti non sufficienti sull’economia”, dice uno studio pubblicato sulla Review of Political Economy da un gruppo di economisti italiani. Oggi alle 13 a Memos è stato ospite uno di loro, Riccardo Realfonzo, e Rossella Muroni, deputata, ex presidente di Legambiente. “Il Next Generation EU può avere effetti non sufficienti, può essere inadeguato per l’economia – racconta il professor Realfonzo - I 750 miliardi di euro previsti sono solo un terzo di quanto messo in campo dagli Stati Uniti di Biden. Nel nostro articolo siamo arrivati alla conclusione che le risorse messe in campo in Europa non riusciranno a determinare una ripresa adeguata della produzione e del Pil. L’impatto sulla crescita sarà modesto. Il Pil italiano non dovrebbe riuscire a tornare ai livelli del 2019 entro il 2025. Nonostante le ingenti risorse che saranno investite – conclude il professor Realfonzo - il Pil italiano rimarrà ben al di sotto dei livelli del 2019 e del 2007”. A Memos la deputata Muroni ha poi raccontato che il PNRR portato al voto per alcuni pareri in aula nei giorni scorsi era ancora la bozza del governo Conte2. Il governo Draghi, secondo Muroni, porterà il piano aggiornato in parlamento prima di consegnarlo alla Commissione di Bruxelles entro il prossimo 30 aprile.
    29 min
  • Memos di martedì 06/04/2021
    Reddito di cittadinanza, tra misura di contrasto alla povertà e misura di distribuzione del reddito. A seconda dei casi – spiega a Memos Elena Granaglia, economista all’università di Rome Tre e del Forum Diseguaglianze e Diversità – può essere o meno giustificato legare il percepimento di un assegno ad un percorso di reinserimento lavorativo. “Ad esempio, se il reddito di cittadinanza (rdc) è visto come misura di contrasto alla povertà – racconta la professoressa Granaglia - allora è coerente prevedere una forma di attivazione al lavoro. Diversamente se pensiamo al rdc come misura redistributiva (...) allora non avrebbe senso richiedere di lavorare”. A Memos Elena Granaglia ricorda i punti di forza (contrasto alla povertà) e di debolezza (obbligo lavori di comunità) delle norme attuali sul rdc. Inoltre, l’economista del Forum Disuguaglianze Diversità segnala che all’interno del PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza) ci sono pochi riferimenti ai temi della redistribuzione del reddito, dell’equità e della giustizia sociale. “La ragione – dice la professoressa Granaglia – è che abbiamo una visione del welfare basata su due gambe: una gamba del capitale umano (rafforzare le persone perché possano poi aiutarsi da sé), e un’altra gamba dove si dà solo un aiuto residuale agli esclusi e vulnerabili”.
    29 min
  • Memos di mar 06/04/21
    Reddito di cittadinanza, tra misura di contrasto alla povertà e misura di distribuzione del reddito. A seconda dei casi – spiega a Memos Elena Granaglia, economista all’università di Rome Tre e del Forum Diseguaglianze e Diversità – può essere o meno giustificato legare il percepimento di un assegno ad un percorso di reinserimento lavorativo. “Ad esempio, se il reddito di cittadinanza (rdc) è visto come misura di contrasto alla povertà – racconta la professoressa Granaglia - allora è coerente prevedere una forma di attivazione al lavoro. Diversamente se pensiamo al rdc come misura redistributiva (...) allora non avrebbe senso richiedere di lavorare”. A Memos Elena Granaglia ricorda i punti di forza (contrasto alla povertà) e di debolezza (obbligo lavori di comunità) delle norme attuali sul rdc. Inoltre, l’economista del Forum Disuguaglianze Diversità segnala che all’interno del PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza) ci sono pochi riferimenti ai temi della redistribuzione del reddito, dell’equità e della giustizia sociale. “La ragione – dice la professoressa Granaglia – è che abbiamo una visione del welfare basata su due gambe: una gamba del capitale umano (rafforzare le persone perché possano poi aiutarsi da sé), e un’altra gamba dove si dà solo un aiuto residuale agli esclusi e vulnerabili”.
    29 min
  • Memos di venerdì 02/04/2021
    Crolla il saldo migratorio in Italia. Nel 2020 si è registrato il livello più basso della differenza tra entrate e uscite dall’Italia negli ultimi venti anni (80 mila circa). Sono dati dell’Istat che l’Istituto Cattaneo di Bologna ha rielaborato in una propria ricerca. Nel primo decennio degli anni Duemila il saldo migratorio era stato in media di 250 mila unità; negli anni dieci è calato a 200 mila unità. Nel 2020, come dicevamo, 80 mila. Memos ha ospitato il presidente del Cattaneo, il sociologo Asher Colombo, per presentarci i risultati della loro ricerca. In chiusura della trasmissione il commento di Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale che si occupa di immigrazione.
    29 min
  • Memos di ven 02/04/21
    Crolla il saldo migratorio in Italia. Nel 2020 si è registrato il livello più basso della differenza tra entrate e uscite dall’Italia negli ultimi venti anni (80 mila circa). Sono dati dell’Istat che l’Istituto Cattaneo di Bologna ha rielaborato in una propria ricerca. Nel primo decennio degli anni Duemila il saldo migratorio era stato in media di 250 mila unità; negli anni dieci è calato a 200 mila unità. Nel 2020, come dicevamo, 80 mila. Memos ha ospitato il presidente del Cattaneo, il sociologo Asher Colombo, per presentarci i risultati della loro ricerca. In chiusura della trasmissione il commento di Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale che si occupa di immigrazione.
    29 min
  • Memos di giovedì 01/04/2021
    Lo stragismo terroristico mafioso del 1993 e i suoi mandanti esterni a Cosa nostra. La procura di Firenze, che indaga su Dell’Utri e Berlusconi, potrebbe essere vicina ad una svolta. Lo ha raccontato a Memos Attilio Bolzoni, giornalista e scrittore, cronista e studioso di mafia da quarant’anni, scrive per il quotidiano Domani. Secondo Bolzoni le indagini della procura fiorentina “sono arrivate ad un punto mai raggiunto nei trent’anni precedenti. Ritengo – racconta Bolzoni - che i magistrati di Firenze abbiano degli elementi – e non solo quelli fiorentini – per arrivare ad una decisione clamorosa”. Nel corso della puntata Bolzoni ricorda anche gli ultimi sviluppi del caso di Antonello Montante, l’ex capo della Confindustria siciliana, due anni fa condannato in primo grado per associazione a delinquere e corruzione.
    29 min
  • Memos di gio 01/04/21
    Lo stragismo terroristico mafioso del 1993 e i suoi mandanti esterni a Cosa nostra. La procura di Firenze, che indaga su Dell’Utri e Berlusconi, potrebbe essere vicina ad una svolta. Lo ha raccontato a Memos Attilio Bolzoni, giornalista e scrittore, cronista e studioso di mafia da quarant’anni, scrive per il quotidiano Domani. Secondo Bolzoni le indagini della procura fiorentina “sono arrivate ad un punto mai raggiunto nei trent’anni precedenti. Ritengo – racconta Bolzoni - che i magistrati di Firenze abbiano degli elementi – e non solo quelli fiorentini – per arrivare ad una decisione clamorosa”. Nel corso della puntata Bolzoni ricorda anche gli ultimi sviluppi del caso di Antonello Montante, l’ex capo della Confindustria siciliana, due anni fa condannato in primo grado per associazione a delinquere e corruzione.
    29 min
  • Memos di mercoledì 31/03/2021
    Europa e Stati Unti, i piani multi-miliardari per rilanciare l’economia e uscire dalla crisi pandemia. Negli Usa il presidente Joe Biden sta tentando - con il piano approvato ai primi di marzo - una manovra di redistribuzione del reddito per contenere le disuguaglianze. Ma c’è chi agita, forse fuori tempo massimo come l’ex capo economista del Fmi Olivier Blanchard, lo spettro dell’inflazione. In Europa i tempi si annunciano molto più lunghi di quelli americani, con l’incognita del giudizio della Corte costituzionale tedesca sulla legittimità del Recovery Plan in Germania. Entro l’estate dovrebbero essere varati i piani nazionali e arrivare i primi anticipi degli stanziamenti europei. L’Europa sta provando una via d’uscita morbida dall’austerità. E a Berlino gli economisti della cancelliera Merkel hanno già trovato una nuova formula per sostituirla: il pragmatismo fiscale. Memos oggi ha ospitato gli economisti Annamaria Simonazzi, professoressa di economia politica, e Francesco Saraceno, docenti di macroeconomia internazionale ed europea a Sciences Po (Parigi) e Luiss (Roma).
    29 min

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