Nel 1955 e '56 escono gli ultimi due dei pochi album pubblicati in vita dal grande e sfortunato Serge Chaloff, uno dei massimi specialisti del sax baritono nella vicenda del jazz. Harry Carney, uno dei grandi solisti dell'orchestra di Ellington, è stato il sax baritono per eccellenza del jazz anteriore al bebop: poi come specialista dello strumento nel contesto di una nuova generazione Serge Chaloff precede Gerry Mulligan, che nel momento in cui alla fine degli anni quaranta Chaloff si afferma (anche nei referendum) come primo sax baritono di impostazione bop, è ancora apprezzato soprattutto come arrangiatore e compositore. La grande popolarità di Chaloff comincia quando il sassofonista diventa nel '47 uno dei Four Brothers dell'orchestra di Woody Herman. Al principio degli anni cinquanta Chaloff fra eroina, alcol e cattive condizioni di salute attraversa un momento particolarmente cupo. Ma nel '54 riprende una attività più regolare, e all'inizio del '55, finalmente libero dalla sua pesante tossicodipendenza, rientra definitivamente in scena. Inciso nell'aprile del '55, Boston Blow Up! prende cinque stelle, il massimo, da Down Beat. Ma il destino è crudele con Chaloff: proprio quando non è più schiavo dell'eroina, è colpito da una malattia spinale: nel marzo del '55, consapevole di essere vicino alla fine, incide stoicamente Blue Serge appoggiandosi alle grucce, e malgrado la sua drammatica situazione personale offre una prestazione ai più alti livelli della sua arte. A cura di Marcello Lorrai.