Violista e polistrumentista da trent'anni attivo nel jazz e nella musica improvvisata, qualche mese fa Paolo Botti ha pubblicato (in digitale, su Bandcamp) un album intitolato ellingtonianamente Solitude, una raccolta di brani in solo dal vivo: fra le tracce una, una medley, è stata registrata nel 2010 a Radio Popolare, nel nostro Auditorium Demetrio Stratos, dove in questa puntata di Jazz Anthology Paolo Botti torna per farci ascoltare dei brani eseguiti appunto in solitudine. Affascinato fin dall'adolescenza dal blues, dal folk europeo e nordamericano, da grandi cantanti/autori come Bob Dylan e Neil Young, Botti nel suo repertorio attinge trasversalmente al jazz classico come a quello d'avanguardia, al blues, al folk, al pop: alternando viola, banjo, dobro e mandocello, interpreta per noi, oltre a composizioni proprie, brani di Fats Waller, Dylan, Thelonious Monk (con un Misterioso che sembra fatto apposta per il banjo), Joni Mitchell, Mingus, Woody Guthrie e naturalmente Solitude, ma non solo, di Ellington. A cura di Marcello Lorrai