Jazz Anthology

Jazz Anthology

By Radio PopolareMusic
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Jazz Anthology episodes

  • Stefano Battaglia dal vivo a Jazz Anthology
    Graditissimo ritorno a Jazz Anthology di Stefano Battaglia, e questa volta con a disposizione il pianoforte del nostro auditorium Demetrio Stratos. Battaglia ci presenta il suo doppio cd in solo Musica Salva, pubblicato in autunno da Centripeta: diretta da Battaglia, l'etichetta ha debuttato lo scorso anno con Kum! del Tabula Rasa Ensemble, formazione pure diretta da Battaglia nata dalla collaborazione fra due istituzioni del prestigio della Accademia Musicale Chigiana e di Siena Jazz. Battaglia ci parla inoltre dell'importanza dell'improvvisazione nel suo pianismo e nella sua concezione della musica, del suo consolidato rapporto con la Ecm - per la quale ha inciso recentemente un nuovo album, dedicato al popolo palestinese, di cui ci anticipa al pianoforte un brano - e di cosa hanno rappresentato per lui Keith Jarrett e Manfred Eicher, ai quali rende omaggio in Musica Salva con Keyman; e oltre a raccontarci i suoi progetti e impegni per il nuovo anno, ci propone alcuni brani nella dimensione a lui tanto cara del solo. Stefano è cresciuto e si è formato a Milano, e della sua esperienza giovanile milanese ha vivo il ricordo del riferimento che era rappresentato da Radio Popolare: e fra i brani che ci regala in questo live, uno è "per Radio Popolare". A cura di Marcello Lorrai.
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  • 1956: Julie London - Lonely Girl; Calendar Girl
    Nel nostro gioco sulle annate discografiche del jazz di settant'anni fa, ci pare appropriato per la prima puntata del 2026 un album sui mesi dell'anno, Calendar Girl della cantante Julie London, uscito nel '56. Tra anni cinquanta e sessanta Julie London, nata nel '26, negli Stati Uniti ha avuto un notevole successo come cantante, ma già prima, e poi anche molto oltre la fine della sua presenza sulle scene musicali, ha avuto una fortunata carriera come attrice. Nel '55 il suo primo singolo, Cry Me a River, diventò un hit: nel dicembre del '55 seguì il suo primo album, Julie Is Her Name, e poi nel '56 Lonely Girl, e il suo terzo Lp, Calendar Girl. Con queste prime credenziali, nel '55 e nel '56 (e poi anche nel '57) Julie London viene proclamata da Billboard la cantante donna più popolare. Intanto fin dagli anni della seconda guerra mondiale Julie London si è affermata come una delle pin up dell'epoca: e con il titolo e la copertina di Calendar Girl la casa discografica gioca sulla sua bellezza da calendario sexy. Ma, benché non dotata di clamorose risorse vocali, cosa di cui è consapevole, Julie London non è solo look: è una cantante elegante, sicura, con una bella dizione, il cui fascino risiede in una voce "fumosa" e nel rapporto molto personale, intimo, ravvicinato che pare instaurare con l'ascoltatore. Purtroppo il carattere "oversmoked" della sua vocalità è anche il risultato di un accanito tabagismo e degli eccessi nel bere, che comprometteranno le sue capacità vocali già verso i quarantacinque anni: alla fine degli anni sessanta Julie London deciderà così di abbandonare l'attività di cantante. A cura di Marcello Lorrai.
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  • Jazz Anthology di lunedì 29/12/2025
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
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  • Jazz Anthology di lunedì 22/12/2025
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
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  • Vijay Iyer - Wadada Leo Smith: Defiant Life (Ecm); Joe Fonda Quartet with Wadada Leo Smith, Satoko Fujii, Tiziano Tononi: Eyes On The Horizon (Long Song Records)
    Seconda delle due puntate che dedichiamo a Wadada Leo Smith in occasione del suo 84esimo compleanno (18 dicembre), prendendo in considerazione quattro uscite, fra le più significative, ma che solo alcune fra le numerose con cui fra l'anno scorso e quest'anno Wadada, attivissimo, ha ulteriormente allungato la sua già consistente discografia. Defiant Life (uscito quest'anno), è il secondo duo di Wadada con Vijay Iyer - pianista e tastierista (e bandleader) di grande reputazione sulla scena del jazz di oggi - pubblicato come già il primo, uscito nel 2016, dalla Ecm. In Eyes On The Horizon (pubblicato lo scorso anno), Wadada contribuisce ad un album che vuole essere proprio un omaggio nei suoi confronti da parte di Joe Fonda, contrabbassista con una grande curriculum nell'avanguardia (per esempio accanto ad Anthony Braxton per molti anni), per il quale Wadada è stato decenni fa un maestro e ha continuato poi ad essere fino ad oggi una grande fonte di ispirazione. A cura di Marcello Lorrai.
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  • Wadada Leo Smith - Amina Claudine Myers: Central Park (Red Hook Records); Sylvie Courvoisier - Wadada Leo Smith: Angel Falls (Intakt)
    Reduce da una tournée europea densa di date fra ottobre e novembre, il 18 dicembre Wadada Leo Smith compie 84 anni: gli rendiamo omaggio con due puntate dedicate ad album usciti fra lo scorso anno e il 2025. Nella puntata di questa sera accostiamo due suoi duo con pianiste: Central Park (uscito nel 2024), con Amina Claudine Myers, sua antica conoscenza, fin dalla seconda metà degli anni sessanta, quando entrambi gravitarono nell'ambiente della chicagoana AACM; e Angel Falls (uscito quest'anno), con Sylvie Courvoisier, svizzera e newyorkese di adozione ed esponente di una generazione assai più giovane: dal 2017, quando hanno suonato per la prima volta assieme, Wadada e Courvoisier hanno sviluppato una notevole consuetudine, con collaborazioni reciproche. Wadada ama molto la dimensione del duo tromba-pianoforte, che gli è molto congeniale e nella quale lo ritroveremo con Vijay Iyer nella prossima puntata. A cura di Marcello Lorrai.
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  • Antonio Zambrini dal vivo a Jazz Anthology
    In un live al piano dal nostro auditorium Demetrio Stratos, Antonio Zambrini, attivo da decenni sulla scena del jazz, racconta e interpreta brani che sono stati particolarmente significativi nella sua carriera o a cui è particolarmente affezionato: fra questi Antonia, uno delle sue composizioni più fortunate, incisa anche da Stefano Bollani in un suo importante album per la Ecm, Garrincha, dedicato al indimenticato calciatore brasiliano, Bluesness, inciso in uno degli album realizzati in duo con Lee Konitz, e non ultimo Crevalcore, che, registrato in trio, fu una sigla di Popolare Network, e nel 2001 fu poi inserita in una delle compilation in Cd di Radio Popolare, Raccolta Differenziata 3. A cura di Marcello Lorrai.
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  • Silvia Bolognesi: Jungle Duke; Silvia Bolognesi e Eric Mingus: Celebrating Gil Scott Heron
    Recentemente nominata direttrice artistica e didattica di Siena Jazz, di cui era già insegnante (e di cui è stata allieva), la contrabbassista Silvia Bolognesi è una delle figure di punta e più dinamiche della nostra scena jazzistica, e con significativi rapporti a livello internazionale (che già diversi anni fa l'hanno portata per esempio ad essere cooptata nella versione allargata e rinnovata dell'Art Ensemble of Chicago). Con l'etichetta Caligola, Silvia Bolognesi quest'anno ha pubblicato un bel lavoro su Ellington, una grande ispirazione che ha sempre tenuto presente: Jungle Duke vuole essere un omaggio al momento in cui Ellington inventa un suono unico, uno dei momenti più "avanguardistici" del Duca, e quello in cui Ellington si afferma come un bandleader-compositore di assoluta e imprescindibile originalità. Con il suo settetto Silvia Bolognesi riesce a creare una rimarchevole dimensione orchestrale, al tempo stesso rispettosa degli originali di Ellington e contemporanea, e con un sensibile impiego di campionamenti dell'inconfondibile, affascinante parlato del Duca. Anche il cantante e poeta afroamericano Gil Scott Heron è stato ed è una grande ispirazione per Silvia Bolognesi: Gil Scott Heron è in questi ultimi anni oggetto di una meritata riscoperta e di rivisitazioni e omaggi, fra i quali si inserisce degnamento l'album - su cui chiudiamo la puntata - Is That Jazz?, pubblicato da Fonterossa e cointestato a Silvia Bolognesi e a Eric Mingus, voce e poetry. A cura di Marcello Lorrai.
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  • Jazz Anthology di lunedì 17/11/2025
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
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  • Jazz Anthology di lunedì 10/11/2025
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
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