Jazz Anthology

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By Radio PopolareMusic
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Jazz Anthology episodes

  • Art Pepper: Art of Art (Red Records)
    Una delle direttrici su cui si muove dal 2021 il rilancio della Red Records è quella della pubblicazione di inediti: nel caso di Art of Art, pubblicato dalla Red in Cd e vinile nel 2024, non si tratta di un inedito in assoluto, perché di questo live, registrato in quartetto (con George Cables al piano) a Genova nel luglio '81, nell'ambito della rassegna Estate Jazz e nella bellissima cornice di Villa Imperiale, nel 2014 era stato pubblicato in Giappone un bootleg, ma di qualità sonora molto inferiore: per questa pubblicazione la registrazione è stata sottoposta a rimasterizzazione e restauro con i procedimenti più opportuni, e l'uscita dell'album è stata autorizzata da Laurie Pepper, vedova del grande sassofonista. Dalla metà dei settanta, quando dopo anni e anni di carcerazioni e vicissitudini dovute alla sua tossicodipendenza torna alla ribalta sulla scena del jazz, e fino alla morte nell'82 a 56 anni, Pepper sembra voler recuperare il tempo perduto, suonando e incidendo a più non posso, in questo rivelando il suo grande attaccamento al suo lavoro di musicista e la sua alta considerazione del proprio mestiere, che anche nei momenti bui della sua vicenda si erano manifestati in un forte senso di disciplina artistica e di applicazione professionale: lo sentiamo anche qui, a Villa imperiale, dove Pepper si presenta con l'aria stanca, ma suona poi magnificamente. A cura di Marcello Lorrai.
    1 hr
  • Jazz Anthology di lunedì 11/08/2025
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
    1 hr
  • Jazz Anthology di lunedì 04/08/2025
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
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  • Kenny Barron - Buster Williams: The Complete Two As One; Sphere: The Complete Live at Umbria Jazz (Red Records)
    Uno degli assi del rilancio della Red Records - fondata nel '76 a Milano da Sergio Veschi, e rilevata nel 2021 da Marco Pennisi (che in maggio è stato ospite di Jazz Anthology) - è quello della valorizzazione del catalogo storico, spesso con riproposizioni significativamente aumentate degli album originari: ne abbiamo due magnifici esempi in questa puntata con la riproposta in versione completa dei live di Kenny Barron e Buster Williams e di Sphere, entrambi registrati ad Umbria Jazz nel 1986. Two As One di Barron e Williams è un classico, che la Red aveva pubblicato già nello stesso '86, e che nel 2023 ha riedito con 40 minuti di musica in più, in doppio Cd o doppio Lp. Il duo del pianista e del contrabbassista fu registrato in una estemporanea session notturna organizzata all'hotel Brufani di Perugia dopo un concerto del quartetto Sphere di cui entrambi facevano parte: il titolo con cui l'album fu pubblicato, Two As One, era perfettamente azzeccato, perché il duo è uno splendido esempio di affiatamento e di intesa. Per la classe e l'equilibrio, d'altro canto, Sphere, con Charlie Rouse al sax tenore e Ben Riley alla batteria, è stato uno dei migliori gruppi di jazz della sua epoca. Nel 2024 il Live at Umbria Jazz di Sphere è stato riedito in doppio Cd e doppio Lp, con circa 30 minuti in più: non poco, soprattutto tenuto conto che gli album degli anni d'oro di un gruppo unico come Sphere sono essenzialmente solo quattro, due per la Elektra e due per la Red, cioè questo e Sphere on Tour registrato nell'85 a Bologna.
    1 hr
  • Grandi inediti - Gerry Mulligan: Nocturne (Red Records)
    Osserva Giuseppe Piacentino nelle note di copertina di Nocturne che il Chet Baker che assieme a Mulligan fece epoca col famoso quartetto nato nel '52 - e, ricordiamolo, intestato a Mulligan - è stato oggetto di un vasto lavoro di pubblicazioni di inediti: a cui partecipa egregiamente la stessa Red Records. Sappiano naturalmente quale aura di mito abbia circondato la figura di Chet Baker, ma, come nota Piacentino, duole constatare che assai minore è stato l'interesse discografico e al far emergere inediti per quanto riguarda Gerry Mulligan: che pure è stato - ricordiamolo se ce ne fosse bisogno - uno dei grandi protagonisti, delle grandi star, e uno dei personaggi più amati dal pubblico nella vicenda del jazz. Non si può quindi che accogliere con grande favore questo live inedito, registrato a Bologna nell'aprile del '92, in quella che sarà purtroppo l'ultima fase di Mulligan, che mancherà nel '96: la Red Records lo ha pubblicato quest'anno in doppio Lp, in doppio Cd (con un brano in più) e in digitale. Il concerto si tenne il giorno dopo il sessantacinquesimo compleanno del sassofonista, e ci propone un Mulligan in grande forma, alla testa di un quartetto oliatissimo e godibilissimo: c'è il sound impagabile di Mulligan, c'è la cordialità del suo modo di porgere, c'è il suo gusto melodico, e, malgrado con le avanguardie i baritoni fossero diventati più numerosi, c'è la sapienza di un sassofonista che continuava ad essere uno dei più brillanti specialisti dello strumento.
    1 hr
  • Silke Eberhard's Potsa Lotsa XL: Amoeba's Dance
    La sassofonista e clarinettista Silke Eberhard si è fatta notare sulla scena berlinese a cominciare dai primi anni duemila, e ha ricevuto poi importanti riscontri anche a livello internazionale per la sua attività. Potsa Lotsa è una formazione nata più o meno una quindicina di anni fa, inizialmente come quintetto di fiati per un lavoro su composizioni di Eric Dolphy. Poi la compagine si è allargata, anche nella versione XL che si ascolta in questo album. Nel novembre 2023 il Jazzfest Berlin ha presentato una composizione di Henry Threadgill, una delle figure più autorevoli del jazz contemporaneo: sotto la direzione di Threadgill, il lavoro è stato eseguito da una formazione mista, comprendente musicisti che sono degli habitué della musica di Threadgill, assieme con componenti di Potsa Lotsa in versione appunto extralarge. Elegante, non ovvio, con il pregio di una certa, e a volte vivace, comunicativa, Amoeba's Dance è stato in gran parte composto da Silke Eberhard, e si basa sulla dialettica fra il massimo possibile di libertà e una scrittura anche piuttosto complessa. Silke Eberhard è realmente affascinata dalle amebe, e negli ultimi anni ha coltivato questo interesse, utilizzandolo come ispirazione compositiva. A cura di Marcello Lorrai.
    1 hr
  • Alexander Hawkins: Song Unconditional; Marie Kruttli: Scoria; Anna Webber, simpletrio2000; Stemeseder - Lillinger: Umbra III; The Mayfield: The Mayfield (tutti album Intakt)
    Una puntata densa di novità della etichetta svizzera Intakt: cominciamo dal nuovo piano solo del pianista inglese Alexander Hawkins; passiamo poi al trio piano, basso e batteria della pianista svizzera Merie Kruttli, berlinese di adozione; proseguiamo con il trio (con piano e batteria) della sassofonista e flautista canadese, e newyorkese di adozione, Anna Webber; poi con il trio dell'austriaco Elias Stemeseder, qui alla spinetta e all'elettronica, e del batterista tedesco Christian Lillinger, con il pianista statunitense Craig Taborn. E chiudiamo con i primi dei 74 minuti senza soluzione di continuità di The Mayfield, compagine nata per un lavoro teatrale del 2018 di Heiner Goebbels, che iniziò la sua carriera negli anni settanta come improvvisdatore, prima di diventare un autorevole compositore e creatore di opere ambiziose; ai musicisti - l'italiano Gianni Gebbia, sassofoni, Camille Emaille, percussioni, Cecile Lartigau, onde martenot, Nicolas Perrin, chitarra, Willi Bopp, sound design - venne l'idea di farne un gruppo, a prescindere dal lavoro che li aveva visti riuniti, nel quale ha poi voluto essere, al piano preparato, anche lo stesso Goebbels, che non ha perso la passione per l'improvvisazione: e il livello dell'improvvisazione di The Mayfield, la capacità di creare e gestire in maniera non banale delle situazioni, la qualità dei suoni, sono straordinari. A cura di Marcello Lorrai.
    59 min
  • Grandi inediti - Kenny Burrell with Art Blakey: On View at the Five Spot Café (2)
    Completiamo la perlustrazione della riproposizione in doppio cd o triplo vinile, con abbondanza di tracce inedite, di On View at the Five Spot Café. La ristampa è corredata da una intervista di un famoso produttore, Don Was, con Burrell, che, classe 1931, a fine luglio 2025 compirà 94 anni. Burrell ha parole di grande considerazione per Art Blakey, e ricorda di avere apprezzato molto di suonare con il sax tenore Tina Brooks. con cui aveva fatto anche degli altri ingaggi: purtroppo l'attività di Tina Brooks fu brevissima, per via degli stupefacenti, e l'importanza degli inediti proposti da questa ristampa è anche di aggiungere del materiale alle non moltissime registrazioni che documentano l'arte di Tina Brooks. In questa seconda puntata ricordiamo anche l'importanza del Five Spot per il jazz nella seconda metà degli anni cinquanta; inaugurato nell'agosto del '56, il locale si distingue per la sua programmazione: Cecil Taylor a cavallo fra '56 e '57, dall'estate del '57 sei mesi di ingaggio del quartetto di Thelonious Monk con John Coltrane, di nuovo Monk fra giugno '58 e gennaio del '59, alcune apparizioni non ufficiali di Billie Holiday prima della morte nel '59, e qualche mese dopo la registrazione dell'album di Kenny Burrell con Art Blakey, alla fine del '59 sarà al Five Spot che Ornette Coleman sbarcherà per la prima volta a New York, e che esploderà la bomba del free jazz.
    Completiamo la perlustrazione della riproposizione in doppio cd o triplo vinile, con abbondanza di tracce inedite, di On View at the Five Spot Café. La ristampa è corredata da una intervista di un famoso produttore, Don Was, con Burrell, che, classe 1931, a fine luglio 2025 compirà 94 anni. Burrell ha parole di grande considerazione per Art Blakey, e ricorda di avere apprezzato molto di suonare con il sax tenore Tina Brooks. con cui aveva fatto anche degli altri ingaggi: purtroppo l'attività di Tina Brooks fu brevissima, per via degli stupefacenti, e l'importanza degli inediti proposti da questa ristampa è anche di aggiungere del materiale alle non moltissime registrazioni che documentano l'arte di Tina Brooks. In questa seconda puntata ricordiamo anche l'importanza del Five Spot per il jazz nella seconda metà degli anni cinquanta; inaugurato nell'agosto del '56, il locale si distingue per la sua programmazione: Cecil Taylor a cavallo fra '56 e '57, dall'estate del '57 sei mesi di ingaggio del quartetto di Thelonious Monk con John Coltrane, di nuovo Monk fra giugno '58 e gennaio del '59, alcune apparizioni non ufficiali di Billie Holiday prima della morte nel '59, e qualche mese dopo la registrazione dell'album di Kenny Burrell con Art Blakey, alla fine del '59 sarà al Five Spot che Ornette Coleman sbarcherà per la prima volta a New York, e che esploderà la bomba del free jazz.
    1 hr
  • Grandi inediti - Kenny Burrell with Art Blakey: On View at the Five Spot Café (1)
    Registrato dal vivo e pubblicato dalla Blue Note nel '59, poi ristampato in Cd con tre brani in più, l'album Kenny Burrell with Art Blakey On View at the Five Spot Café è adesso riproposto in doppio cd o triplo vinile dalla Blue Note con abbondanza di materiale supplementare, anche se l'indicazione "The Complete Masters" aggiunta al titolo non sembra troppo persuasiva e le note di copertina non sono su questo molto esplicative. In questa occasione Art Balkey non è di scena con i suoi Jazz Mesengers, gruppo che negli anni cinquanta assurge ad emblema dell'hard bop: il materiale venne registrato con Art Blakey alla batteria, Ben Tucker al contrabbasso e Kenny Burrell alla chitarra, ma in alcuni brani in quartetto, con Roland Hanna al piano, e in altri in quintetto, con Bobby Timmons al piano (all'epoca pianista dei Messengers) e Tina Brooks al sax tenore. Alla fine degli anni cinquanta Kenny Burrell ha meno di trent'anni: alla metà del decennio ha cominciato a lavorare per la Blue Note, e nel '58 ha iniziato ad incidere con l'organista Jimmy Smith, sodalizio fortunatissimo e molto prolifico. Burrell è stato un chitarrista la cui influenza è stata molto estesa, anche fuori dall'ambito del jazz: Andy Summers, chitarrista dei Police, ha giudicato il solo di Burrell nel Lover Man compreso in questo live uno degli assoli di chitarra jazz più belli mai registrati.
    1 hr 4 min
  • Ricordo di Louis Moholo, 1938-2025
    In questa puntata rendiamo omaggio a Louis Moholo, una leggenda della diaspora jazzistica sudafricana in Europa - causata dall'apartheid - e dalla metà degli anni sessanta uno dei più straordinari batteristi dell'improvvisazione nel vecchio continente: nato nel 1940, o più probabilmente nel '38, Louis Moholo è morto venerdì 13 giugno a Langa, la township vicino a Cape Town dove era nato e dove era tornato a stare una ventina d'anni fa dopo quarant'anni a Londra. All'esperienza musicale e umana di Louis Moholo abbiamo dedicato una serie di ben tredici puntate di Jazz Anthology fra maggio e novembre del 2017; poi nel giugno del 2018 abbiamo dedicato un'altra puntata all'uscita di una sua novità, l'album Uplift The People; e un'altra ancora nel luglio 2024 alla riedizione - per la prima volta in cd - dell'album Louis Moholo-Moholo's Viva La Black, che il batterista aveva inciso nel 1988: tutte queste puntate sono disponibili in podcast. A cura di Marcello Lorrai.
    1 hr

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