Jazz Anthology

Jazz Anthology

By Radio PopolareMusic
Download on the App Store

Jazz Anthology episodes

  • Larry Stabbins, Keith Tippett, Louis Moholo: Live in Foggia; Sarost (Mark Sanders, Paul Rogers, Larry Stabbins): Aurora
    Due album, uno che ci riporta agli anni ottanta, e uno inciso quest'anno, entrambi con protagonista un trio, e con in comune la presenza di un grande sassofonista britannico, Larry Stabbins. Negli anni ottanta Stabbins raggiunse una ampia notorietà internazionale in quanto membro di un gruppo della nuova scena britannica di allora, i Working Week, che ebbe molto successo grazie ad una brillante miscela di jazz, soul e musica latina, e a voci come quelle di Tracy Thorn e di Juliet Roberts. Ma prima, dopo, e anche durante questa fase di successo dei Working Week, Stabbins, classe 1949, è stato ed è un protagonista della scena improvvisativa inglese: e infatti nel primo album, un live in Italia pubblicato dalla glorioisa Ogun, lo troviamo nell'85, proprio il periodo di maggiore successo dei Working Week, in compagnia di due esponenti di primo piano della scena d'avanguardia e radicale d'oltre Manica come il pianista Keith Tippett e il batterista sudafricano in esilio Louis Moholo: un trio che per Stabbins era un po' la sua "combinazione da sogno" dell'epoca. In Sarost Stabbins unisce le forze con due formidabili veterani della scena free britannica: il trio vuole tesaurizzare le esperienze che i tre musicisti hanno maturato assieme nel corso di una lunga consuetudine e in varie situazioni, fin dagli anni settanta, inizialmente Stabbins con Rogers, più giovane di lui, e Rogers con Sanders, ancora più giovane. Sarost è un trio recente, ha fatto molto effetto nei primi giorni di quest'anno al Bath Jazz Weekend, subito dopo il quale ha inciso Aurora: l'album è pubblicato da Jazz Now Records, e rientra nel progetto Jazz in Britain che ha lo scopo di valorizzare la grande storia e tradizione del jazz britannico.
    1 hr
  • Otherlands Trio: Star Mountain (Intakt); Fred Frith - Maria Portugal: Matter (Intakt)
    Stephan Crump e Eric McPherson hanno suonato in trio con la pianista canadese Kris Davis fra il 2017 e il 2024: trio molto interessante, che in una forma molto avanzata stirava fino al limite della dissoluzione la classica formula piano-contrabbasso-batteria tanto popolare nel jazz. Poi quel trio ha preso una pausa ma il contrabbassista e il batterista non volevano interrompere il feeling che si era stabilito fra loro, e Crump, che già da anni era colpito dal modo di suonare del sassofonista Darius Jones, lo ha invitato a suonare in trio con loro: sax alto e compositore afroamericano quarantasettenne, Jones è impegnato nell'ambito del jazz di ricerca ma anche in altre forme di musica contemporanea; come sassofonista Jones ha una certa propensione al lirismo, e nelle sue improvvisazioni è abbondante la presenza di elementi melodici. Dagli anni sessanta figura emblematica dell'avanguardia, Fred Frith non ha bisogno di particolari presentazioni: nell'agosto 2024 gli abbiamo dedicato due puntate in omaggio ai suoi settantacinque anni, presentando un triplo Cd pubblicato dalla Intakt nel 2019 con un florilegio di sue esibizioni allo Stone di New York (e altri suoi album pubblicati dalla Intakt avevamo presentato in precedenza); In Matter Frith, chitarra elettrica e voce, è in duo con Maria Portugal, batterista, vocalist, compositrice brasiliana attiva da una ventina d'anni e di base in Germania: prima di questo album registrato nel 2023, Frith e Portugal avevano suonato in duo al festival Unerhoert di Zurigo, e assieme avevano fatto poco altro, ma trovando subito una grande sintonia. A cura di Marcello Lorrai.
    1 hr
  • Jazz Anthology di lunedì 13/10/2025
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
    1 hr
  • Jazz Anthology di lunedì 06/10/2025
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
    1 hr
  • The Sleep of Reason Produces Monsters; Patricia Brennan: Breaking Stretch
    Due live di Jazz em Agosto, il festival che si è svolto a Lisbona fra il primo e il 10 del mese scorso, ci hanno sollecitato nella scelta dei due album che Jazz Anthology presenta questa sera. A Jazz em Agosto si è esibita con giradischi ed elettronica Mariam Rezaei, britannica di origini iraniane, che nel suo set ha fatto fra l'altro emergere dei bei passaggi di musica improvvisata presi da The Sleep of Reason Produces Monsters, quartetto formato da lei stessa, dall'italiano Gabriele Mitelli, trombino, elettronica e voce, dalla danese Mette Rasmussen, sax alto, e dall'austriaco Lukas Koenig, batteria, percussioni e synth: The Sleep of Reason Produces Monsters è anche il titolo del loro esordio discografico, uscito in maggio, molto convincente per la coesione del quartetto, l'equilibrio fra rumorismo, elettronica e improvvisazione radicale, e la verve delle situazioni. E a Jazz em Agosto, assicurando una coinvolgente chiusura alla rassegna, si è esibita, in settetto, la vibrafonista Patricia Brennan, messicana da vent'anni negli Stati Uniti: il suo Breaking Stretch, pure in settetto, pubblicato dalla Pyroclastic Records, considerato uno dei migliori album di jazz usciti lo scorso anno, coniuga felicemente il senso di un jazz di oggi con l'entusiasmo e la comunicativa. Patricia Brennan sarà a Padova il 24 e 25 ottobre prossimi nell'ambito del Mary Halvorson Special Project proposto dal Centro d'Arte dell'Università, e il primo novembre si esibirà col suo sestetto al Jazzfest di Berlino.
    1 hr
  • La Cantata Rossa per Tall El Zaatar - dal vivo a All You Need Is Pop, la festa di Radio Popolare
    In una giornata come quella di oggi di sciopero e di manifestazioni per la Palestina, e mentre di Palestina si sta discutendo all'Onu, ci pare appropriato nella puntata di questa sera di Jazz Anthology far ascoltare la registrazione della riproposizione dal vivo, il 7 giugno scorso nell'ambito della festa 2025 di Radio Popolare, della Cantata Rossa per Tall El Zaatar di Gaetano Liguori e Giulio Stocchi. Fra gli emblemi dell'impegno politico in musica degli anni settanta, la Cantata ha attraversato i decenni acquistando il rango di un classico, per la sua forza emotiva, e per la felice e innovativa intuizione dell'incontro di "generi" diversi: jazz, richiami classici, tradizione popolare, sperimentalismo, poesia, registri del recitato. Con Gaza nel cuore, ci auguriamo invece che un giorno la Cantata non abbia più la tragica attualità che le conferisce la tremenda condizione dei palestinesi. Con Gaetano Liguori, pianoforte, Silvano Piccardi, voce recitante, Roberto Del Piano, basso elettrico, Filippo Monico, batteria, e le voci registrate di Demetrio Stratos e Concetta Busacca. A cura di Marcello Lorrai.
    1 hr
  • Claudio Fasoli ospite di Jazz Anthology
    Distintosi negli anni sessanta fra i più brillanti giovani del jazz della penisola, negli anni settanta Claudio Fasoli è stato il sax di una innovativa esperienza di jazz elettrico come Perigeo, per poi sviluppare, con esiti tra i più originali, una carriera personale in cui ha avuto accanto molti protagonisti tra i più notevoli del jazz italiano, europeo e d'oltre Atlantico. Sempre in piena attività, Fasoli torna a Jazz Anthology per presentare il concerto di sabato 20 settembre con il suo Next Quartet alla Camera del Lavoro di Milano (h. 17.30, in apertura della 31esima stagione dell'Atelier Musicale dell'Associazione Culturale Secondo Maggio), l'album A Long Trip 22 inciso nel 2022 con il suo Samadhi Quartet (pubblicato dalla Parco della Musica Records) e il suo libro Jazz, architetture di un azzardo, a cura di Marc Tibaldi (il Saggiatore, 200 pp. circa, 18 euro). A cura di Marcello Lorrai.
    58 min
  • 1955: Lee Konitz - In Harvard Square; Lee Konitz with Warne Marsh
    Lee Konitz in Harvard Square viene registrato a Boston nel '54 e/o nel '55, e nasce da un ingaggio di Konitz allo Storyville, locale gestito da George Wein, che nel '54 ha allestito la prima edizione del festival di Newport, il primo festival del jazz organizzato negli Stati Uniti: l'album viene pubblicato dalla etichetta di Wein che porta lo stesso nome del club. Ma gli album con cui Konitz spicca nell'annata discografica 1955 sono soprattutto Subconscious Lee - di cui ci siamo occupati nella puntata precedente - e Lee Konitz with Warne Marsh, pubblicato dalla Atlantic, registrato a metà '55 e ultimo dei tre album ad uscire, alla fine dell'anno. Konitz era un sassofonista altamente personale, e costituiva in quella fase la più consistente alternativa stilistica a quella allora dominante di Charlie Parker, peraltro enormemente ammirato da Konitz: per immedesimarsi in quello che Konitz allora rappresentava e nella suggestione che esercitava, basti considerare che Jack Kerouac ha fatto esplicitamente riferimento al modo di suonare di Konitz come ispirazione per il suo modo di scrivere (Sulla strada esce nel '57). Fa dunque effetto pensare che Konitz all'epoca sentisse Warne Marsh, il sax tenore che è stato l'altro più importante allievo di Lennie Tristano, superiore a lui: e Konitz - per esempio nel bel libro-intervista con Andy Hamilton - ha avuto occasione di lamentare che Marsh non abbia avuto i riconoscimenti che per la sua statura di musicista creativo gli sarebbero spettati. A cura di Marcello Lorrai
    1 hr
  • 1955: Lee Konitz - Subconscious-Lee
    Nel 1955 Lee Konitz ha una forte esposizione discografica: tre album a suo nome, Subconscious-Lee, In Harvard Square, e Lee Koniz with Warne Marsh: ma al di là della quantità c'è la notevole importanza di almeno due di questi album, e cioè Subconscious-Lee e Lee Konitz with Warne Marsh. Già negli anni precedenti Konitz è presente con album a suo nome, ma si può dire che è con gli album del '55 che il sassofonista si afferma discograficamente. Le sedute di incisione di Subconscious-Lee sono comprese fra il gennaio del '49 e l'aprile del '50, e alcuni brani, in cui era presente Lennie Tristano, erano stati originariamente pubblicati su 78 giri a nome del pianista: ma l'album nel suo insieme, con Konitz in diverse combinazioni con altri musicisti (fra cui Marsh), viene pubblicato nel '55. L'improvvisazione di Konitz nel brano Subconscious-Lee, all'origine uno degli esercizi che Tristano ogni settimana dava a Konitz da scrivere, è magistrale, una pietra miliare. A cura di Marcello Lorrai
    1 hr
  • Grandi inediti: Gato Barbieri - Standards Lost and Found Vol. 1 e 2 (Red Records)
    Pubblicati dalla Red Records il primo l'anno scorso e il secondo quest'anno, i due volumi Standards Lost and Founds rappresentano una aggiunta molto significativa alla discografia di Gato Barbieri, che arricchisce in maniera rilevante la nostra conoscenza del percorso e della poetica del sassofonista angentino in uno snodo particolarmente importante della sua carriera: nella primavera del '68, per alcune sere Barbieri incide negli studi della Rai di Roma accompagnato da Franco D'Andrea al piano, Giovanni Tommaso al contrabbasso e Pepito Pignatelli alla batteria. Oltre a offrirci l'occasione unica di ascoltare Barbieri alle prese in maniera estesa con brani per lo più molto noti di Davis, Monk, Strayhorn, Ahmad Jamal , Hancock, Parker e un paio di Coleman, queste registrazioni ci presentano Barbieri in un momento cruciale, dopo la sua adesione al free jazz che però lo ha messo in crisi: qui, forse non solo perché si tratta di registrazioni per la Rai, troviamo un Barbieri che dà spazio alla melodia e alla forma, che di lì a poco torneranno poi prepotentemente, anche con un lirismo aperto, nel recupero della sua identità latina in Ultimo Tango e in Third World. Approfittiamo di questa punatata anche per segnalare Gato Barbieri. Una biografia dall'Italia, tra jazz pop e cinema, corposo volume di Andrea Polinelli (autore anche delle note di copertina del secondo di questi album di inediti), pubblicato nel 2023 da Artdigiland. A cura di Marcello Lorrai
    1 hr

About Jazz Anthology

From the publisher's feed

"Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie…

More shows like Jazz Anthology

Giornale Radio by Radio Popolare

Giornale Radio

6 Listeners

Esteri by Radio Popolare

Esteri

2 Listeners

Esteri - La rassegna stampa internazionale by Radio Popolare

Esteri - La rassegna stampa internazionale

0 Listeners

Cult by Radio Popolare

Cult

1 Listeners

La sacca del diavolo by Radio Popolare

La sacca del diavolo

0 Listeners

Labirinti Musicali by Radio Popolare

Labirinti Musicali

0 Listeners

Senti un po' by Radio Popolare

Senti un po'

0 Listeners

Itaca by Radio Popolare

Itaca

0 Listeners

Doppio Click by Radio Popolare

Doppio Click

0 Listeners

Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia by A cura di: Fabrizio Mele

Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia

165 Listeners

Stories by Cecilia Sala – Chora Media

Stories

39 Listeners

The Essential by Will Media - Chiara Piotto

The Essential

14 Listeners