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Memos episodes

  • Memos di gio 25/02/21
    Europa, tra aiuti e vaccini. Non si parla d’altro nel vecchio continente: dei soldi del Recovery Plan e dei vaccini che non arrivano a sufficienza per combattere la pandemia. Fondamentale il programma Next Generation EU, ma non basta. “Se dal progetto di aiuti e prestiti – dice Lorenzo Marsili ospite di Memos - scaturirà quell’unione fiscale, politica ed economica capace di rimettere in moto un sistema finanziario ed economico che non funziona più, allora avremo compiuto un primo passo, uno spartiacque, in un cammino verso una federazione economica e politica europea”. Lorenzo Marsili è saggista, filosofo, direttore di European Alternatives (ong internazionale). A Memos parliamo di alcune tracce del presente che possono servire a capire quale sarà il futuro dell’Europa. I rischi di una transizione ecologica che ignori l’ambiente; il pericolo che la transizione digitale non sia un processo lineare, ma che possa portare ad una torsione della democrazia (attraverso i monopoli delle Big Tech, il capitalismo della sorveglianza). E poi il futuro della vigilanza sui conti pubblici dei paesi dell’Unione. E’ finita definitivamente l’austerità, torneranno e in che forma i patti di stabilità e i fiscal compact? Infine, la prova dei vaccini per questa Europa malata di Covid-19. Un mezzo fallimento. Com’è stato possibile? La Commissione di Bruxelles si rivela più adatta a capire i codici del finanzcapitalismo che non della salute pubblica e dei vaccini? Memos ne ha parlato con Laura Iacovone, economista dell’università Statale di Milano, esperta di industria farmaceutica.
    30 min
  • Memos di mercoledì 24/02/2021
    Draghi, Giavazzi e il fisco. Gli stralci sulle tasse del discorso di Draghi sulla fiducia al Senato sono identici ad un articolo dell’economista della Bocconi del 30 giugno scorso apparso sul Corriere della Sera. Il capo del governo ha saccheggiato da quel testo di Giavazzi diverse cose: la riforma fiscale danese (meno tasse ai redditi più alti) portata ad esempio in quel discorso; e poi il metodo della commissione di esperti; e ancora i riferimenti storici alle riforme Vanoni e Visentini. Il testo di Draghi sembra scritto da Giavazzi. All’ex capo della Bce non è scappata né una virgoletta né la citazione di una fonte. Ma Giavazzi, affermato sostenitore del pensiero neoliberale e della sfortunata dottrina dell’austerità espansiva, è il maître-à-penser di Draghi sulle tasse? Il quesito non viene risolto nemmeno dallo scopritore della scopiazzatura, il giornalista Carlo Clericetti di Repubblica, ospite oggi a Memos. Ma se il modello di riforma fiscale di Draghi è quello “danese-Giavazzi”, come si concilia la sbandierata (da Draghi) progressività con la riduzione delle aliquote per i più ricchi? Su questo punto Memos ha intervistato l’economista della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Maria Enrica Virgillito. Per concludere la puntata, Memos ha chiesto a un costituzionalista dell’Università di Torino come il professor Francesco Pallante (“Elogio delle tasse”, Edizioni Gruppo Abele 2021) quali sono le ragioni che hanno spinto i costituenti a scegliere (art.53) la progressività come principio fondamentale del sistema fiscale.
    29 min
  • Memos di mer 24/02/21
    Draghi, Giavazzi e il fisco. Gli stralci sulle tasse del discorso di Draghi sulla fiducia al Senato sono identici ad un articolo dell’economista della Bocconi del 30 giugno scorso apparso sul Corriere della Sera. Il capo del governo ha saccheggiato da quel testo di Giavazzi diverse cose: la riforma fiscale danese (meno tasse ai redditi più alti) portata ad esempio in quel discorso; e poi il metodo della commissione di esperti; e ancora i riferimenti storici alle riforme Vanoni e Visentini. Il testo di Draghi sembra scritto da Giavazzi. All’ex capo della Bce non è scappata né una virgoletta né la citazione di una fonte. Ma Giavazzi, affermato sostenitore del pensiero neoliberale e della sfortunata dottrina dell’austerità espansiva, è il maître-à-penser di Draghi sulle tasse? Il quesito non viene risolto nemmeno dallo scopritore della scopiazzatura, il giornalista Carlo Clericetti di Repubblica, ospite oggi a Memos. Ma se il modello di riforma fiscale di Draghi è quello “danese-Giavazzi”, come si concilia la sbandierata (da Draghi) progressività con la riduzione delle aliquote per i più ricchi? Su questo punto Memos ha intervistato l’economista della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Maria Enrica Virgillito. Per concludere la puntata, Memos ha chiesto a un costituzionalista dell’Università di Torino come il professor Francesco Pallante (“Elogio delle tasse”, Edizioni Gruppo Abele 2021) quali sono le ragioni che hanno spinto i costituenti a scegliere (art.53) la progressività come principio fondamentale del sistema fiscale.
    29 min
  • Lezioni di antimafia: Piercamillo Davigo
    Terzo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatore: Piercamillo Davigo, già presidente della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione. Titolo della lezione: «Legislazione e processo penale in Italia nella repressione dei fenomeni criminali». La lezione si è svolta l’8 febbraio 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola Caponnetto.
    27 min
  • Lezioni di antimafia: Piercamillo Davigo
    Terzo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatore: Piercamillo Davigo, già presidente della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione. Titolo della lezione: «Legislazione e processo penale in Italia nella repressione dei fenomeni criminali». La lezione si è svolta l’8 febbraio 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola Caponnetto.
    27 min
  • Lezioni di antimafia: Piercamillo Davigo
    Terzo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatore: Piercamillo Davigo, già presidente della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione. Titolo della lezione: «Legislazione e processo penale in Italia nella repressione dei fenomeni criminali». La lezione si è svolta l’8 febbraio 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola Caponnetto.
    27 min
  • Memos di venerdì 19/02/2021
    Jean-Paul Fitoussi è un economista francese. Studioso di integrazione europea, disuguaglianze, benessere e sostenibilità ambientale. Con i due Nobel Joseph Stiglitz e Amartya Sen, Fitoussi ha elaborato una misura dell’economia e del progresso sociale alternativa al Prodotto interno lordo (Pil). Nel calcolo della “ricchezza delle nazioni” – sostengono i tre economisti - vanno incluse variabili come istruzione, salute, reddito familiare, conseguenze ambientali della crescita. Fitoussi è stato ospite a Memos per parlare di Draghi e della “svolta keynesiana” in Europa, con il Next Generation EU e le centinaia di miliardi di euro da spendere dopo anni di austerità. “Non ci credo, nemmeno per un secondo, non hanno cambiato idea!”, dice il professor Fitoussi che cita il precedente del G20 di Londra del 2009. Furono stanziati, pochi mesi dopo lo scoppio della bolla dei subprime, circa mille miliardi di dollari per uscire dalla crisi finanziaria, ma un anno dopo fu scatenata la crisi dei debiti sovrani. Il professor Fitoussi parla anche della sinistra a Memos. “Senza uguaglianza non esiste la sinistra. Così come le disuguaglianze oggi hanno tradito la democrazia. E questo – conclude l’economista francese – è il dramma in cui viviamo. Non sarà facile tornare indietro ad una concezione egualitaria della democrazia”.
    29 min
  • Memos di ven 19/02/21
    Jean-Paul Fitoussi è un economista francese. Studioso di integrazione europea, disuguaglianze, benessere e sostenibilità ambientale. Con i due Nobel Joseph Stiglitz e Amartya Sen, Fitoussi ha elaborato una misura dell’economia e del progresso sociale alternativa al Prodotto interno lordo (Pil). Nel calcolo della “ricchezza delle nazioni” – sostengono i tre economisti - vanno incluse variabili come istruzione, salute, reddito familiare, conseguenze ambientali della crescita. Fitoussi è stato ospite a Memos per parlare di Draghi e della “svolta keynesiana” in Europa, con il Next Generation EU e le centinaia di miliardi di euro da spendere dopo anni di austerità. “Non ci credo, nemmeno per un secondo, non hanno cambiato idea!”, dice il professor Fitoussi che cita il precedente del G20 di Londra del 2009. Furono stanziati, pochi mesi dopo lo scoppio della bolla dei subprime, circa mille miliardi di dollari per uscire dalla crisi finanziaria, ma un anno dopo fu scatenata la crisi dei debiti sovrani. Il professor Fitoussi parla anche della sinistra a Memos. “Senza uguaglianza non esiste la sinistra. Così come le disuguaglianze oggi hanno tradito la democrazia. E questo – conclude l’economista francese – è il dramma in cui viviamo. Non sarà facile tornare indietro ad una concezione egualitaria della democrazia”.
    29 min
  • Memos di giovedì 18/02/2021
    Usare la paura per governare. Manipolare le emozioni per riscuotere consensi. Sono i danni collaterali della pandemia. Il caso della Germania, le rivelazioni del quotidiano tedesco Die Welt sul carteggio tra il ministro dell’interno Horst Seehofer e l’istituto della sanità pubblica tedesco Robert Koch. Pagine e pagine di mail in cui il ministro chiede all’istituto di preparare report sulla pandemia capaci di spaventare, traumatizzare i tedeschi e prepararli così ad accettare le misure restrittive anti-Covid. A Memos Michael Braun, corrispondente da Roma del quotidiano berlinese Tageszeitung. E i commenti della sociologa Giorgia Serughetti e del filosofo Roberto Escobar.
    30 min
  • Memos di gio 18/02/21
    Usare la paura per governare. Manipolare le emozioni per riscuotere consensi. Sono i danni collaterali della pandemia. Il caso della Germania, le rivelazioni del quotidiano tedesco Die Welt sul carteggio tra il ministro dell’interno Horst Seehofer e l’istituto della sanità pubblica tedesco Robert Koch. Pagine e pagine di mail in cui il ministro chiede all’istituto di preparare report sulla pandemia capaci di spaventare, traumatizzare i tedeschi e prepararli così ad accettare le misure restrittive anti-Covid. A Memos Michael Braun, corrispondente da Roma del quotidiano berlinese Tageszeitung. E i commenti della sociologa Giorgia Serughetti e del filosofo Roberto Escobar.
    30 min

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